Un breve racconto della mia maratona di Belfast, 5 Maggio 2008

La mia terza partecipazione a Belfast inizia bene, il tempo è buono, bello ma con un pò di foschia che eviterà di farci bombardare dal sole troppo presto. Si parte davanti alla City Hall alle 9 di mattina, come sempre e come nel 2006 e 2007 ci attende un percorso molto mosso, nessuna vera e propria scalata, ma tanti e continui saliscendi. L’obiettivo è di andare sotto le 2h40, so di averlo nelle gambe, dipenderà un pò dalla giornata, visto che ogni giorno fa storia a se, come ogni percorso, piatto o mosso che sia. Dipenderà ovviamente da me, e da quanto riuscirò a spremermi e ad interpretare il percorso nel modo migliore.

L’unica preoccupazione alla partenza è di non andare troppo forte, so di stare bene, e gli ultimi allenamenti mi hanno confermato che dovrei avere recuperato bene dalla maratona di Connemara di un mese fa, ed essere bello pronto per tenere il ritmo giusto. So che la sfida sarà quella di non perdere tempo nelle diverse salite più o meno lunghe, ed allo stesso tempo di salvare le energie che serviranno per continuare a spingere nelle ultime miglia, dove per fortuna c’è qualche miglio piatto e meno saliscendi rispetto alla prima parte.
Nelle primissime miglia si forma a 50 metri circa davanti a me un bel gruppetto, e più avanti ancora il gruppo della prima donna. Mi tengo a distanza costante e inizio a calibrare il passo. Come oramai mio solito controllo il tempo ogni 3 miglia, cosa utile per non innervosirsi con controlli troppo frequenti, con cartelli magari anche posizionati male. A volte basta un cartello di 1km spostato di 20metri (cosa praticamente certa, visto che spesso attaccano i cartelli ai vari pali già presenti), per farti pensare di essere troppo veloce o troppo lento. Controllando ogni 3miglia (4830metri), si smussano tutti questi errorini. Le prime 3 miglia sono scandite da diversi ponti e cavalcavia e se ne vanno in 18’26″. Ritmo perfetto, visto che per stare giusto sotto le 2h40′ la media è di 18’24″ ogni 3 miglia (cioè 6’08″ al miglio, che sarebbe 3’48″/km), poi per fortuna ci sono 2-3 miglia piatte, con solo un leggero vento contro, ma veramente leggero per gli standard Irlandesi, ed infatti il cronometro conferma, seconde 3 miglia in 18’09″ (3’45″/km). Vorrei raggiungere il gruppetto davanti, fra l’altro riconosco 3 con cui ho fatto un bel pezzo anche l’anno scorso, uno dei quali corse con me per quasi 15 miglia. Accorcio piano piano, ma loro spingono decisi e non è il caso di forzare troppo. I saliscendi, anche se non ripidi riiniziano verso il miglio 6 circa, e purtroppo saranno ininterrotti fino al miglio 16-17 circa, il ritmo ne risente e dal miglio 6 al 9 sono 18’46″ (3’53″/km). Mi godo la gara, che è bella probabilmente per lo stesso motivo per cui è anche dura, molte curve anche nette, continui cambi da falsipiano a salitelle, poi scollinamenti e discesine per respirare, per poi nuovamente curvare e riiniziare con la falsipiani a salitelle varie. Voglio rientrare con il gruppo davanti che ora è fisso a 15-20 secondi di vantaggio su di me, entro il miglio 15-16 c’è tutta la parte più dura, e farla con loro sarebbe molto utile. I battiti sono andati molto bene, sotto i 150 per tenere anche i 3’45″/km è un segnale che mi da molta fiducia, superando i 150 solo per le salite. Approfitto di una discesa per spingere per 500metri e finalmente rientro nel gruppetto, che nel frattempo ha assorbito la prima donna, mentre la seconda si era staccata in precedenza.
Mi metto in scia e cerco di trovare un passo più rilassato e di riposare un pò per recuperare questo sforzo extra. Sono contento della scelta, perchè ho fatto tutta l’ascesa più dura in questo gruppetto da 7-8 persone, mentalmente è molto utile, da solo non so se avrei mantenuto questo ritmo e probabilmente avrei fatto comunque lo stesso sforzo se non peggio. Mi perdo un pò di miglia e per ben 2 volte mi gioco lo split, sia al miglio 12 che al 15. Comunque il passaggio alla mezza è in 1h20’20″. L’under 2h40′ sarà duro ma fattibile, Belfast si presta ad uno split negativo, visto che il più delle salite sono nella prima metà. Ci buttiamo in discesa e cerco di sciogliere le gambe, in vista di sensazioni peggiori, che ovviamente arrivano quando si va poi verso il km 30 e oltre. Purtroppo la discesa è fin troppo ripida, mi goderei certamente di più una discesa più leggera ma più lunga. Ma almeno la uso per rifiatare e per sciogliere con qualche falcata scalciata per far ballare i quadricipiti. Ricordo abbastanza il percorso e finalmente si arriva sul mare, da li ci saranno 2-3 miglia in un bel sentiero asfaltato fra la vegetazione ed il mare. Molto rilassante e tranquillo e finalmente in pianura per un pò. Il gruppo spinge forte e decido di prendere il mio passo, i battiti sono fin troppo alti e dopo essermi goduto la loro compagnia scelgo di tenere il battito sotto i 154. Ho la netta sensazione di stare correndo un filo troppo forte, e che non rallentando rischierei di crollare verso la fine.
Finalmente prendo lo split, in pratica un solo intertempo dal miglio 9 al 18, 9 miglia in 54’29″. Ne sono felicemente stupito e capisco il perchè dei battiti un pò altini. Dal miglio 9 al 14 era salita quasi continua e poi 4 miglia più tendenzialmente in discesa e meno salitelle. Grazie al traino del gruppo se ne sono andati alla media di 18’03″ (poco più di 3’44″/km).
Prendo coraggio anche se a tratti, dal miglio 9 al 12, le sensazioni erano un pò negative. Rispetto a Connemara 1 mese fa non mi sentivo altrettanto brillante. La giornata è comunque ok, ma non mi sento in stato di grazia come purtroppo capita solo a volte. Avevo ignorato come è mio solito le sensazioni, sia perchè cambiano, sia perchè come ho imparato dalle mia gambe, non è il caso di ascoltare le sensazioni mentre si corre in salita, ma comunque non mi avevano aiutato psicologicamente. I passaggi ai checkpoint della gara a relay sono come gli altri anni utili, come riferimento e anche mentalmente. Ci sono circa 12000 atleti in tutto per la gara a relay (staffetta), 3500 circa ad ogni checkpoint, in attesa dello staffettista precedente. Ovviamente il supporto per i podisti che fanno la maratona intera, in quei punti, è tanto. Come mio solito ho preso un gel da 40grammi al miglio 12 e poi un secondo verso il 18, e come sempre sono molto utili per poter spingere bene fino in fondo. Purtroppo a Belfast solo bicchieri e niente bottiglie, ma bevendo poco a tutti i ristori, si supplisce un pò al problema. Il resto delle miglia saranno solitarie, sempre con 2-3 podisti a vista, rimasuglio del gruppo da 7-8 di prima che si era oramai disgregato. Finita la parte sul mare si rientra nella parte cittadina, nuovamente con parecchie svolte e spesso strade in falsopiano, fortunatamente con saliscendi meno ripidi che in precedenza, attraversando una zona industriale abbastanza triste e desolata, ma fortunatamente per poche miglia. Perso lo split al miglio 21, ma lo prendo al miglio 22, sono 24’47″ per 4 miglia, cioè poco meno di 6’12″ al miglio (3’51″/km). Il ritmo è ancora valido, sono ancora esattamente il linea con un tempo appena sotto le 2h40, mi rendo conto che le prossime 3 miglia decideranno se riuscirò a farcela. E’ una gara nella gara, penso solo ad arrivare al miglio 25, mi tengo concentrato e do quello che ho, se tenessi il ritmo fino al miglio 25 sono sicuro che da qualche parte troverei le energie per fare l’utimo 1.2 miglia al ritmo giusto, anzi anche a recuperare 20-30″ se necessario. La carica per stare sotto le 2h40 mi regalerebbe qualche energia nascosta. So che devo passare al miglio 25 in 2h32′ o pochi secondi di più, in quel caso ce la farei. Recupero un paio di podisti del gruppetto precedente, ma il mio passo si appesantisce, butto anche la maglietta della salute, alla partenza c’erano 10 gradi, ma ora il sole si fa sentire, ed inizio ad avere bisogno di raffreddarmi un pò.
Annuso l’arrivo anche se purtroppo c’è un tornantino da 100 metri ma ripido, che taglia le gambe, più 700-800 metri di un rettilineo in salitina, che però essendo al miglio 24 circa diventa equivalente ad una scalata dolomitica. Cerco il miglio 25 e non lo vedo, le 2h32′ passano e si avvicinano le 2h33′ e niente cartello del miglio 25, spero di non averlo visto invece appare. Lo passo in 2h33’40″, dal miglio 22 al 25 in 19’01″, 6’20″ al miglio (3’56″/km). Purtroppo sto pagando la fatica sulla distanza, e sicuramente le numerose salite e salitelle si fanno sentire. Ho avuto un piccolo contraccolpo mentale che mi ha reso il passo un pò pesante, il 2h39 è oramai andato, dovrei fare 1.2 miglia in 6’20″. A mente, durante la gara, ovviamente i conti erano più approssimativi, ma sapevo che avrei dovuto correre ad un ritmo proibitivo, che ora calcolatrice alla mano so che sarebbe stato di correre 1930metri alla media di 3’16″/km, infattibile su quelle gambe affaticate.
Una leggera discesa dopo il lungo rettilineo in salita mi aiuta, riprendo morale e sempre ad occhio e croce penso che ora 2h41 è l’obiettivo, ho perso 40″ circa nelle ultime 3 miglia e il prossimo miglio non sarà certo spumeggiante, farò l’ultimo 1.2 miglia in 7’33″, cioè poco più di 3’54″/km! Non c’è benzina per aumentare, se non poco, infatti non riesco a recuperare i 2 podisti che ho a vista, fra 40 e 60 metri davanti a me. Arriva finalmente la fine, mi rendo conto di avere fatto un’ottima gara, e la delusione per il mancato under 2h40 è già dimenticata. Poche volte finisco a braccia levate, ma questa è una di quelle volte in cui mi viene spontaneo, con sorriso ebete annesso (quello è fisso alla fine di ogni maratona, con qualsiasi tempo), 2h41’12″ e miglior tempo limato di 4 minuti tondi tondi (era 2h45’14″ proprio qui a Belfast nel 2007, sullo stesso percorso).
Per la terza volta Belfast mi regala il personal best in 3 anni, 2h53, 2h45 ed ora 2h41, nonostante il percorso tosto Belfast ha il suo fascino e lo considero un gran bel percorso. Si parte dal centro dove si ripassa 2 volte, più si godono le colline attorno, e si rientra da un percorso lungo il mare. Si sconta qualche passaggio noioso in una zona industriale per finire all’interno di un bel parco. Circa 250metri di ascesa (arrivo praticamente allo stesso livello sul mare della partenza), ma se vi piacciono i saliscendi non ripidi e vi annoia il piatto e dritto, segnatevi Belfast perchè fà per voi.

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