Sorvolare il campo di battaglia

L’esordio a Los Angeles e’ stato buono, le 11 ore di volo alla fine sono passate meglio di quanto pensassi (mi sono spolpato un libro per il lavoro, ripassato le cose per lunedi, 1 film e mezzo, musica e qualche pausa sgranchimento), inoltre mi ha accolto una giornata di bel tempo con 22/23 gradi, mi pareva quasi una giornata di fine estate, quasi sudavo. Comunque dall’aereo Los Angeles e’ come sembra, impressionantemente grande. Anche in volo, in fase di atterraggio, ci sono voluto 10 minuti per attraversarla da sud verso nord, per atterrare all’aereoporto Internazionale. Infatti poi, un’ora e mezza m’e’ servita per tornare verso sud a Newport Beach (e per fortuna che ci sono delle highway da 8 corsie), altrimenti ci vorrebbero 2 giorni per attraversarla. L’unica foto che sono riuscito a fare, con il cellulare e’ stata appunto alla superstrada da 8 corsie per direzione, anche perche’ appena arrivato, per evitare di addormenarmi e prima che fosse buio mi sono fatto una ottima corsetta. Lungo la spiaggia sul pacifico, con il tramonto che avanzava. Le onde che facevano da sottofondo, temperatura mite e un’atmosfera strana dovuta alle palme ed il panorama per me nuovo (fra l’altro Newport Beach e’ proprio carina, mi sa che qua d’estate la zona e’ veramente molto turistica). Piccola cosa curiosa che e’ capitata durante il volo, dopo non aver messo il naso al finestrino per un bel po’ butto un occhio e cosa vedo? Ci metto 2 secondi di numero e capisco che stavamo proprio sorvolando il “campo di battaglia”, Las Vegas. Il tempo era serenissimo e si vedeva come una cartina geografica in scala 1-1. Dopo avere controllato l’albergo ed altre cose con google maps, e’ stato immediato riconoscerla, non fosse altro per la forma dell’aereoporto ma anche tutti gli strani edifici nelle zone centrali. A occhio e croce il percorso sembra veramente piatto, c’e’ qualche collina attorno ma e’ completamente fuori citta’, ora non vedo gia’ l’ora di volare verso Las Vegas!!!

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