Scarpe e Pedali, in attesa della bici

Attendendo la bici nuova, purtroppo l’hanno fatta arrivare dall’Italia, non avevano quella combinazione quá, quindi niente bici per ieri, che sarebbe stato un bel autoregalo per i miei primi 37 anni. Arriverá forse per il fine settimana, al massimo lunedí prossimo.
Nel frattempo mi sono informato per scarpe e pedali, ho trovato le scarpe ieri. Non trovando nulla di decente entro il budget che mi ero fissato, mi sono rassegnato a spendere qualche cosina di piú. Cosí ho accolto il consiglio di un negozio qui vicino a casa, ed ho preso delle scarpe che paiono fabbricate per andare sullo spazio :)
Il costo di listino non lo riesco nemmeno a menzionare, un terzo del costo della bici, fortunatamente é il modello non nuovo e dopo 3 sconti cumulativi ora erano arrivate ad un prezzo semi-umano. Poco piú di quello che era il mio tetto per una scarpa decente, al che ho fatto un compromesso e le ho prese. Sono le Shimano SH-R300, mi sono fidato del tizio, che mi ha assicurato che sono scarpe super. Effettivamente mi stanno come un guanto, dovró peró aspettare le sensazioni in bici per provarle in azione. Ora resta il dubbio pedali, ho scartato quelli in carbonio, altri 120-150 euro sono troppi, a quanto pare i Look Keo sono quelli che fanno per me, 50 euro e passa la paura. Non saranno 300 grammi in piú od in meno a cambiare le mie uscite.
Insomma, ora sono prontissimo, mi manca solo … la bici :) Anzi no, un giretto ovviamente lo posso fare con la bici che ora diventerá city bike, in fondo anche lei l’anno scorso, nel suo piccolo, ha fatto il suo dovere.

Cambio di programma!!!

Ho deciso di cambiare programma, penso che faró un solo lungo programma che arrivi da ora ai Comrades 2011 (fine Maggio), invece che una stagione per una maratona veloce e poi una seconda per la ultra. In questo modo posso sia allungare il periodo con meno km, sfruttando i mesi estivi, per fare, come l’anno scorso, un mix di bici nuoto e corsa. L’anno scorso era una scelta obbligata, per via dell’infortunio di Aprile 2009, quest’anno invece lo voglio fare per arrivare in buona forma a settembre, ma senza avere giá un grosso carico di km corsi. Inoltre, vorrei usarlo come periodo “sgrassante” e per sistemare definitivamente i problemini del 2009, facendo esercizi di potenziamento e postura, che probabilmente non avevo fatto a sufficienza e con la giusta costanza. I piani podistici sono quindi solo spostati, quello che volevo fare nelle prossime 5 settimane, lo faró probabilmente nelle prossime 12-13, mischiato alle altre attivitá! Arriveró a Settembre senza una gran gamba per il podismo, ma spero in una ottima forma generale. A quel punto, pianificheró la maratona veloce, una ultra per poi chiudere il cerchio con i Comrades, a fine maggio 2011.
Inoltre fra un pó di settimane, potrei anche pianificare un triathlon, per il gusto di partecipare ad una gara, vedo un pó come riesco ad andare in forma per nuoto e bici.
Dopo 2-3 giorni di ricerche e informazioni, ho deciso che la compagna di viaggio per il ciclismo sará una Bianchi (Via Nirone Alu, Gruppi Campagnolo Veloce). La bici che ho usato l’anno scorso diventerá la city bike di casa, mentre la bianchi resterá nuda e cruda per le uscite sportive.

Vi piace? Meglio Celeste come sopra, puro stile Bianchi, oppure il misto Bianco Celeste? (vedi foto sotto) Devo ancora decidere, comunque appena riesco faccio l’ordine, ho trovato un prezzo decente in un negozio qui in cittá, 999€ tutto compreso (tranne i pedali, mi pare).

Estate, tendini d’achille e triathlon

Di settimana interlocutoria in settimana interlocutoria, é passato un mese dal Passatore. Invece di ripartire ho fatto un’altra settimana molto easy, 30km in 3 uscite. L’allungamento della mia permanenza a Londra da 3 notti ad una settimana ha cambiato il programma, ma niente di grave. Inoltre é da un paio di settimane che sento i tendini d’achille un pó rigidi. Niente di clamoroso, ma non ho capito se é un piccolo postumo post-passatore, oppure se é anche a causa di qualche piccola uscita veloce che ho iniziato a fare. Niente di grave, stá giá rientrando, questa sensazione. Inoltre il tendine d’achille destro, come sempre quando non faccio degli esercizi di ponteziamento giornalieri, si é fatto sentire. Da 2 giorni ho quindi riiniziato a fare questo semplice esercizio, entro 5-6 giorni arriveranno subito i benefici ed i dolorini al tendine in corsa spariranno come sempre.
Buona news di rientro da Londra, l’estate é iniziata anche a Monaco, quindi posso finalmente contare sulla piscina da 50 metri all’aperto, a 300 metri da casa, ed anche nel poter fare qualche bel giro in bici, magari da associare ad una corsetta su di un bel sentiero collinare a 13-14km da casa. Insomma, oltre ai piani autunnali che riiniziamo ora, devo soprattutto riiniziare a fare attivitá fisica quotidianamente, cosa che da velocemente dei benefici marcati.
E per ripartire di slancio serve una bella musichetta di fondo, e questa mi da parecchi voglia di stare all’aria aperta, magari piú in moto che a piedi o in bici, ma la facciamo andare bene comunque

Settimana interlocutoria

Altra settimana interlocutoria, volevo ripartire semi-seriamente ma i 4 giorni pianificati a Londra stanno diventando una settimana. Da una parte, buona scusa per correre ad Hyde Park, visto che mi ospita l’amico Antonio che vive a 2 passi dal parco. Dall’altra meno costanza nel correre, ma va ancora bene, non rovinerá i piani autunnali. Fra l’altro, ironia della sorte, quá fa caldo e c’é il sole, a Monaco avevo fatto una settimana di pioggia a 12-14 gradi.
Lunedí prima di partire prima sessione cosidetta Steady, cioé per andare a far lavorare il cuore attorno alla soglia aerobica, ed aiutare il “motore” ad aumentare di cilindrata, per cosi dire. Spingendo cosi la Vo2 in alto, almeno nelle intenzioni. Ho iniziato senza esagerare, ma benino, 3 volte il giro da 3.12km in 11′, 11’07″ e 11’13″, con 4′ al passo o jogging come recupero. Ho saltato martedí e giovedí ma mercoledi giro ad Hyde Park, 16km totali, con un bel tempo run su intensitá maratona, 33′ spinti il giusto, piu altri 5′ spinti piú forte sulla via del rientro. Oggi usciró per una cosa tranquilla, giusto per sudare e magari domani ci metto un bel lavoro di ripetute corte, magari dei 1000 o dei 400, o un misto dei due.
Facciamola andare bene cosí, devo stare attento al peso, Londra non é il massimo per mangiare leggero e bene, ed il 78.3 della mattina in cui ho lasciato Monaco lo vorrei mantenere fino al rietro a Monaco, per lunedí prossimo! Buone corse e ci si vede ad Hyde Park per chi é in giro a Londra!

Un primo assaggio di velocitá, tanto per calibrarsi e ripartire

E si riparte dalla velocitá, ne sento il bisogno, quindi eccomi qua. La settimana scorsa giusto 43km in 4 uscite tutte tranquille, 3 nei saliscendi del Gargano ed una in quelle Cesenati. Questa settimana quarta uscita oggi, domani faró una quinta. Giovedí ho inserito 6 volte i 200 metri, corricchiando nel mezzo, ho provato a spingere a piacere, tanto per sentire che dicevano le gambe. Ritmi veloci ma non da sprint, fra i 2’50 ed i 3′ al km. Le gambe hanno risposto bene direi, giravano senza problemi. Poi ieri un fartlek a piacere, circa 1′ veloce e 2′ lenti, circa 25′, ed un totale di 13km circa. Oggi invece ho voluto fare delle ripetute “vere”. 400 metri sull’asfalto, con recupero pieno da 1’20″ in corsetta quasi sul posto. É stato un primo test, per calibrare poi i prossimi 400 metri, come tempo e recuperi. Volevo in primis, non strafare, ma anche spingere quel tanto che bastava perché fosse un test indicativo.
I tempi e battiti massimi degli 8 400metri sono stati:

72″6 -154
75″8 – 156
75″6 – 157
74″6 – 157
74″4 – 158
76″6 – 156
77″2 – 155
73″8 – 157

Buone sensazioni, mi dovró riabituare ai battiti alti, che con la preparazione per la 100km non erano spesso chiamati in causa. Le gambe sono andate bene, c’é sempre un certo gusto a lasciar andare la falcata e spingere. Direi buona la prima e dalla prossima settimana faró qualche ripetuta piú seria.

Foto al Passatore

Raccolgo un pó di foto del Passatore, avute da varie fonti.
Qui anche un link ad un video, niente di che, era buio ed i ragazzi in auto mi hanno seguito per qualche minuto, prima di raggiungere Faenza e parcheggiare, per ripescarmi all’arrivo. Hanno girato poco meno di 2 minuti di video. L’ho dovuto convertire ad un altro formato, quindi appare la scritta del software di conversione. Come dicevo niente di che, ma é pur sempre un ricordo, a quel punto ero da qualche parte fra Brisighella e Faenza, e mi fa ricordare l’atmosfera di quel momento, correndo nel buio, dopo quasi 8 ore di gara.

Piani a breve medio e lungo termine!!!

Come feci un anno e mezzo fa, ripianifico un pochettino il futuro podistico. Lo feci in questo post, qualche cosa andó come previsto, qualche cosa meno! Ma non é male andare a rileggersi quello che scrissi, per capire cosa passava per la testa e cosa ho  fatto, in positivo e non. Ora é tempo di provare a pianificare nuovamente. Nel breve, l’unica cosa é rinfrescare la velocitá, vorrei ripassare da tutte le distanze brevi, anche magari facendole solo in allenamento, miglio, 5k, 10k, e poi in autunno mezza e maratona. Soprattutto voglio capire se il piriforme, ok da qualche mese, é pronto anche per la velocitá vera ed il potenziamento. Fatto questo, vorrei provare una maratona veloce, molto probabilmente la migliore per me é Monaco, il 10 Ottobre, oppure una a fine Settembre (Varsavia il 26 Settembre). Se invece la forma arriva piú tardi, potrei provare Dublino, 25 Ottobre (non mi sono iscritto a New York, ma se potessi tornare indietro, penso che mi iscriverei anche per il 2010). Nel frattempo vorrei tenere la resistenza, facendo regolarmente dei lunghissimi, lenti, pensando piú a gare da 60km che non alla maratona. Questo per fare una ultra, se non una 100km da almeno 60km, prima della fine dell’anno, magari a Novembre, subito dopo avere recuperato dalla maratona veloce. Una sei ore potrebbe essere la scelta giusta, magari simil-piatta e con le temperature di Novembre, potrei finalmente provare la tenuta di un buon ritmo alla distanza. Il top sarebbe correre vicino ai ritmi della Strasimeno, peró per 6 ore, cioé spingersi sopra gli 85km. A medio lungo termine invece, la data pare giá decisa, insieme a Markus ed altri amici podisti, i Comrades. Una ultra da 89km, mitica in quanto si svolge da 85 anni ed a cui partecipato circa 20.000 persone ogni anno. Direi al momento l’obiettivo numero 1, certo manca un anno intero, ma non é mai troppo presto per pensare ad una gara simile. Peccato per il Passatore 2011, perché sará lo stesso giorno dei Comrades, ma di certo se dovessero saltare i Comrades per motivi organizzativi, la scelta sul Passatore sarebbe automatica.
Parlando di tempi, e prendendo la cosa con le molle (visto che sono steso in un lettino in una bella spiaggia del gargano, con il laptop e una connessione via cellulare, quindi é facile pensare positivo e straparlare) ne sciorino un pó sulle distanze. Cosí poi mi divertiró a verificare quanti non ne ho realizzati e di quanto :)
Mi piacerebbe quindi fare, da qui ai prossimi 12 mesi: un miglio in 4’48″, 15’59″ sui 5k, 32’50″ sui 10k, 1h12′ basso nella mezza, 2h29’59″99 in maratona, almeno 85km in una 6 ore e sui 6h20 ai Comrades (oppure under 7h30 al Passatore)!!!
E per finire, la previsione che sempre faccio ma che mai realizzo, portare il mio BMI da 26 a 24, che renderebbe tutte le previsioni precedenti molto piú alla portata.
Sentitevi liberi di prendere il commento poco seriamente, molto seriamente, come se stessi delirando o in qualsiasi altro modo, del resto sognare non costa nulla.

Nuovo Club Italiano: assoldato dal Surfing Shop

Un effetto collaterale del Passatore é stato di conoscere Paolo, amico di Enrico, ciclista al seguito che mi ha messo in contatto con un club affiliato Fidal che é anche molto attivo nel Triathlon, nel ciclismo e non solo. É il Surfing Shop di Milano Marittima, oggi ho incontrato Andrea (detto Pelo), mi ha spiegato come si muove il Club e penso di avere trovato un Club Italiano adatto a me, ed al fatto che mi sposto parecchio. Sono quindi nel team del Surfing Club, ho giá la divisa da Running e nei prossimi giorni Andrea provvederá al mio tesseramento Fidal. Fra l’altro il Club é molto attivo nel Triathlon, cosa che potrebbe svegliare qualche mio pensierino, coltivato l’estate scorsa, quando forzatamente avevo nuotato e fatto bici, quando con la corse dovevo stare fermo o quasi. Spero di poter fare qualche garetta quest’estate, oltre che per sfoggiare la divisa del Team, anche magari incontrando qualche membro, visto che non saró spesso in zona Romagnola!

Riposare e pianificare

Dopo la mia prima 100km stá covando da subito la voglia di pianificare l’autunno! Ovviamente ora é il caso di riposare, staccare un minimo, visto che la stagione é stata lunga. Fortunatamente giá da ieri le gambe erano migliorate drasticamente, ed ora l’indolenzimento é molto leggero, anzi piú tardi andró a fare 20-30′ di corsetta. Non sará certo di allenamento, ma come massaggio per recuperare e per stare attivo. Non voglio trovarmi a forma zero fra 3/4 settimane, ma fare un minimo di mantenimento, senza pretese di ritmi o che altro! L’entusiasmo mi farebbero iscrivere ad un’altra 100 per il mese prossimo, ma non é il caso, se voglio evitare infortuni. Stando piú tranquillo, fra 2 settimane circa, potró ripartire, senza fretta con un piano di allenamento, in cui inserire anche bici e nuoto, almeno all’inizio, per dare un periodo di recupero al fisico.
Poi avró tempo di capire che tipo di allenamento fare! E poi, allenamento per cosa? Prima era scontato, la maratona, magari passando da qualche gara piú corta di test. Ora, devo essere sincero, ho avuto subito voglia di pensare ad un’altra 100, nonostante non abbia fatto il tempo che volevo al Passatore, la soddisfazione era tanta ed allo stesso tempo la voglia di prepararne un’altra, preparandola e correndola meglio! Sono fiducioso, penso di poter correre una 100 molto meglio ed ora sono forte di una buona base, cosa che non era scontata prima di provare il Passatore!!! Dall’altra parte, giá da qualche mese, avevo voglia di rifondare la preparazione per la maratona, ripartendo dalla velocitá di base. Resta il dubbio di come reagirá il piriforme e il tendine infiammatosi in Aprile 2009, ma sono sempre convinto al 100% di poter fare quel 2h29′ dal quale non ero lontano a Marzo 2009. L’amico Sergiú, 2h22 a Dublino 2009 e vincente a Connemara 2010 con 2h31 mi ha dato la conferma definitiva (se fosse servita) che Connemara é 10′ piú lenta di una superpiatta. E sono convinto di poter tornare alla forma che mi portó a correre Connemara in 2h40. Per questo una Maratona veloce in autunno, ci starebbe proprio bene. Non sono riuscito ad iscrivermi a Berlino, era giá al completo, magari mi accontenteró di Monaco, piatta, bene organizzata, e comoda comoda visto che sono a Monaco, in programma ad inizio Ottobre!!!
Parlando di Ultra ho giá addocchiato una 50miglia (80.45km) a Dingle, un gran bel posto in Irlanda, collinare, anche se non so quanto. Mi pare sia il 4 Settembre, e sarei a Dublino per lavoro proprio le 2 settimane precedenti. Penso proprio che la faró, poi a seconda dello stato di forma, decideró come.
Insomma, mentre faró qualche corsetta, nuoteró e faró qualche bel giro in bici nelle prossime settimane, credo che partoriró un bel piano di allenamenti in cui rifondare la velocitá, curando peró il “lato” ultra, cioé la resistenza con corse lente e lunghe. Lo so che sono due cose in parte contrastanti, ma bisogna cercare di mediare, e sono convinto che una bella limata ai PB dai 5000 alla maratona, potrebbero essere la migliore premessa per fare una bella 100 entro fine anno!!!

update: ieri ho poi fatto 5km lenti, utile come massaggio alle gambe per sveltire il recupero. L’indolenzimento é praticamente sparito, restano delle gambe ovviamente pesanti, ma non c’é fretta. Nel prossimi 10 giorni fra qualche corsetta e del nuoto, torneranno fresche e pronte per ripartire.

100km del Passatore: ne é valsa la pena

Dopo averci pensato per 2-3 anni, e qualche mese di allenamenti dedicati, dopo avere provato due ultra-maratone di allenamento, ho finalmente preso parte alla 100km del Passatore. É stata un’esperienza molto bella, vissuta a presa diretta, senza troppi pensieri, senza troppe paure, solo il giusto timore reverenziale per questa sfida e la voglia di sudare e vedere scorrere tutti e 100 i km di asfalto sotto i piedi!
Le premesse erano buone, con solo un paio di preoccupazioni. Da una parte ero forte dei miei allenamenti, dall’altra so di sudare tanto al caldo e che 4 anni in Irlanda, dove non esiste l’estate, almeno nel senso Italiano del termine, più l’ultimo inverno a Monaco con 10 gradi fino alla settimana scorsa, mi lasciavano impreparato alle alte temperature.
La mattina in giro per Firenze ho capito che non ci sarebbero state nuvole, e per fortuna che l’aria all’ombra era sui 25 gradi circa e non oltre i 30 come altri anni.
Ho affrontato quindi la gara conscio delle difficoltà che avrei affrontato, e sono partito subito cauto, sforzandomi di pensare solo a non strafare ed a stare idratato.
Abbandonata Firenze la strada inizia presto a salire, purtroppo il Garmin sabato mi é stato di poco aiuto con il cardio-frequenzimetro, credo a causa del sudore ha dato i numeri per tutta la gara, sparandomi frequenze assurde spesse volte e lasciandomi senza riferimenti. Ho allora puntato alle sensazioni, l’imperativo era di arrivare con le gambe “sane” alla Colla, unica via per sperare di arrivare in fondo senza camminare. In attesa di incontrare i 2 amici tedeschi che mi seguivano in auto, che mi hanno intercettato alla Vetta le Croci, ho cercato di bere 2 bicchieri per ristoro, oltre ad avere scolato mezzo litro d’acqua con un gel dentro, nei 15 minuti prima della partenza. Ho trovato il mio passo su per le salite, e mi sono lasciato trasportare dai cambi di pendenza, dalle curve e dal panorama, tenendomi coperto con il cappellino quando ero sotto al sole e sfilandolo per raffreddare la testa nei tratti all’ombra. Ho capito ben presto che i sogni da 7h40 non erano realistici, soprattutto al passaggio ai 10km in oltre 47′, che nonostante le salite non era certo brillante! Li ho smesso di pensare ai ritmi, pensando solo a spendere il meno possibile fino alla Colla. Finalmente alle croci ho raggiunto la mia “ammiraglia”, formata da un team di 2 tedeschi di 1.90 e 2 metri in una Micra, insomma loro soffrivano quanto me a correre, solo per stare in auto!!! Dal km 17km ho quindi iniziato a bere molto di più, visto che mi ero preparato degli isotonici con i sali, oltre ad avere acqua, qualche bottiglia di coca ed eventualmente qualche banana in caso di voglia di qualche cosa di semi-solido. I ragazzi ogni pochi km mi aspettavano e mi allungavano quello che volevo per poi ripassarmi per un secondo “rabbocco” e poi andare nuovamente avanti di 1/2km! Dalle Croci iniziava la discesa, che ci avrebbe portato più o meno fino a Borgo San Lorenzo. Anche li ho deciso di non spingere più di tanto, la fatica muscolare di una discesa spinta mi spaventava molto in vista della salita successiva. Mi pare comunque di avere fatto uno split discreto, fra i 4’05 e 4’10 di media per la discesa. Le sensazioni devo dire, non erano delle migliori, sapevo di stare spendendo relativamente tanto, e di stare sudando tantissimo. Bevevo regolarmente, tanto e anche con molti sali e la giusta quantità di zuccheri. Ma avevo sempre tanti dubbi, soprattutto sul non esagerare con gli zuccheri per non rallentare l’assimilazione di liquidi e dall’altra parte il contrario, cioè di non prendere troppi pochi zuccheri, trovandosi poi a serbatoio vuoto a 30km dalla fine.
La gara comunque mi aveva preso al 100% era semplicemente bello, finalmente, essere li, a faticare per le strade dalla 100 del Passatore!!! Dal km 32 al 48 é stata poi una ascesa praticamente continua e mi sono munito della migliore pazienza, evitando di spingere, assolutamente cosa da evitare. Fortunatamente le gambe stavano bene, ne fastidi, ne muscoli indolenziti, solo una grande fatica a livello generale, dovuta al mix salita-caldo.
Volevo tenere la media dei 10km/h per quei 16 duri km e fortunatamente il Garmin mi dava bene le velocità, e spiando di quando in quando la media in aumento a causa della salita sempre più dura, mi pareva di andare bene in proiezione. Al passaggio alla distanza della Maratona ho avuto un piccolo contraccolpo psicologico, sono passato in 3h20’30″, più lento rispetto ai miei “sogni” e con ancora 6km di durissima salita. Non sono riuscito a non far passare dalla mia testa, per un secondo solo, che mi mancavano circa 60km alla fine, cioè più o meno la lunghezza delle uniche due ultra che avevo fatto in precedenza. Fortunatamente certi pensieri sono riuscito a scacciarli velocemente, mi concentravo sulla curva seguente, sul bere nei momenti giusti, sul tenere le gambe sciolte, sul cercare di tagliare un paio di curve senza farmi buttare sotto da un’auto, pensando solo ad arrivare in cima alla Colla, Faenza in quel momento non era nemmeno un miraggio, non esisteva proprio! La distanza dalla fine non era rilevante, c’era solo la Colla e l’obiettivo primario in quel momento, raggiungerla!!! Gli ultimi 3km sono stati infiniti, fortunatamente finalmente in ombra, ma non passavano mai, per via delle velocità veramente limitate. Un pó di spettatori poco prima della colla hanno dato un po di carica ed infine il primo fondamentale obiettivo era raggiungo, 4h00′ al rilievo cronometrico dei 48km!
A quel punto mi hanno affiancato anche Enrico e Paolo, 2 ciclisti che mi avrebbero scortato da li fino a Faenza, in aggiunta all’auto. Ho aggiunto una maglietta sotto la canotta, visto che la temperatura era fortunatamente scesa ed io avevo perso molte energie e peso ed in discesa avrei certo sentito il freddo. 100 metri camminando per l’operazione e per una bevuta un filo abbondante, sgranchire le spalle ed il collo, 20″ di stretching per i quadricipiti femorali, sempre i più sollecitati e via a ripartire. Purtroppo da li a poco ho passato il momento più pesante psicologicamente, passaggio ai 50km in 4h11′ a rammentarmi i miei sogni andati da 7h40, ma anche la quasi impossibilitá di fare un under 8h. Inoltre probabilmente per lo sforzo in salita, mi sono venuti fuori una serie di fastidi e fastidietti. Ho deciso quindi di affrontare la discesa ripida abbastanza lentamente, sfruttando il tratto come riposo. Il fegato aveva iniziato a fare le bizze regalandomi qualche reminiscenza della Ultramaratona di Connemara, sentivo la schiena indolenzita e per 2/3km un dolore ad una costola ha voluto anche lui intrattenermi un pó. Onestamente parlando, in quel momento l’ho vista veramente buia per qualche km. Fra il 50 ed il 55 ho evitato di pensare, ogni 100 metri speravo di stare meglio, se uno dei fastidi aumentava rallentavo e lo facevo allentare, ho provato qualche esercizio di respirazione più profonda aiutandomi nel gesto con le braccia. Mi sono detto, pensa al prossimo obiettivo, arrivare a Marradi, poi si vedrà! Fortunatamente la strategia ha pagato, la presenza dei 2 ciclisti, oltre che l’auto, mi ha permesso di reidratarmi, bevendo anche parecchie preziose calorie, e dal 55 al 60 piano piano i vari fastidi sono tutti rientrati, grazie ad un ritmo moderato, vista la discesa anche ripida. L’avvicinamento di Marradi é stato di grande giovamento psicologico, ed il passaggio a Marradi é stato per me la svolta mentale della gara. La distanza dalla fine era ancora tantissima, ma un filo di ottimismo si era insinuato, dopo qualche km veramente negativo. Il secondo obiettivo era raggiunto ed ora la mia testa era tutta rivolta a Brisighella, non volevo nemmeno pensare alla distanza fra Marradi e Brisighella, ci avrei messo quello che serviva, ma a Brisighella ci sarei arrivato. Il ritmo é rimasto non eccelso, ma senza riferimento di battiti sono andato a pura sensazione! I ciclisti sono stato fantastici, prima di Brisighella ho tolto canotta e maglia e ho messo una maglia pulita su cui mi sono fatto mettere il pettorale, ho continuato a bere in abbondanza, e mi rendevo conto di quando il fisico chiedesse. A volte pensavo di avere bevuto abbastanza, chiedevo una boccata l’acqua per sciaquarmi dal dolce degli isotonici, ma come toccavo l’acqua l’istinto e la sensazione di sete mi portava a bere nuovamente più che potevo. Una vera sensazione di sete insaziabile, incredibile! A gara terminata ho fatto i conti dei liquidi. L’ultima pesata “ufficiale”, lunedì precedente, alle 5 del pomeriggio alla visita per il certificato agonistico, era stata 79.5kgr, e mi hanno pure fregato un centimetro in altezza! 173cm anziché 174. Quindi con gli ultimi giorni di poca corsa e un pó di carboload, a Firenze ero probabilmente 80kgr se non di più. A Faenza un’oretta dopo l’arrivo mi sono pesato ed ero 75kgr. Nel frattempo in gara avevo bevuto: mezzo litro di isotonico prima di partire, 9 bottiglie di isotonico da 33cc, 3 mezzi litri d’acqua, 3 bottiglie da mezzo litro di acqua con gel sciolti dentro, 2 bottiglie di coca cola, 7/8 bicchieri di acqua dai ristori, del caffè, un cubetto di frutta e mi ero attaccato, come un disperato, ad una fonte di acqua poco prima della colla. Poi dopo il traguardo avevo bevuto 4 bicchieri grandi di thé e 2 di acqua gasata, 3 fette con la nutella, 1/3 di litro di succo alla frutta, questo al ristoro. Infine, a casa di Enrico, prima di pesarmi, 1 piatto abbondante di pasta, 2 bicchieri d’acqua ed una bella porzione di gelato. Insomma a occhio e croce, visto che non ho fatto un solo goccio di pipi fino a 2 ore dopo la gara, il mio corpo ha sudato liquidi per circa 14 kgr! Sapevo che avrei sudato tanto, ma non pensavo così tanto!
Tornando alla corsa, con il buio avevo risolto il problema del caldo e prendevo sempre più coraggio, unica grande forza che mi ha permesso di non fermarmi mai, se non per 2/3 pause stretching da 20″ o per camminare qualche passo al fine di bere meglio. Le gambe le sentivo tutto sommato bene, ero convinto e speravo che non mi avrebbero mollato, od almeno non del tutto! Mi rivedevo, durante certi allenamenti, soprattutto alla fine di quelli lunghi. A volte la voglia di accorciare e tornare a casa era forte, mi dicevo che bastava, andava bene, potevo magari tagliare 3/4km, ed invece mi sforzavo di immaginarmi al Passatore. Mi dicevo, pensa a quando sarai al km 80,85,90, mi immaginavo il cartello di Brisighella, pensa a quanto sarà dura in quel momento! Mi dicevo, non mollare, se molli ora in allenamento, come ci arrivi a Brisighella!!! Correndo nel buio la voglia di arrivare a Brisighella era sempre più forte e anche il ritmo, leggermente, aumentava di pari passo. Ogni accorgimento psicologico in quel momento era utile, mi conosco e non mi piace pensare a quanto manca alla fine, avevo visto i cartelli dei km 60,65 e 70 da li cercavo di non guardare i cartelli intermedi, a costo di guardare da un’altra parte quando li scorgevo in distanza. A 10km da Faenza, Paolo, uno dei due ciclisti mi ha anche rimediato un caffè, e devo dire che mi ha aiutato, una cosa calda, una bevanda che spesso usiamo per “partire”, anche se per me solitamente vuol dire poi mettersi davanti al computer per lavorare da seduto. Enrico, forse per infondermi fiducia, durante un paio di chiamate al cellulare, diceva che eravamo quasi a Brisighella, anche se in realtà mancavano ancora quasi 10km. Io peró ci credevo sempre di più, l’obiettivo di arrivare a Brisighella si stava materializzando!!! Quando ho visto il cartello di Brisighella mi si é allargato un sorriso enorme, irrefrenabile, l’emozione é stata forte!l’avevo immaginato così tante volte quel momento, molto di più dell’arrivo a Faenza, perché sapevo che da li poi, la testa avrebbe fatto il resto per arrivare in fondo. A Brisighella anche un pó di supporto dalla gente ha aiutato, e l’iniezione di fiducia é stata grande! Inoltre un piccolo equivoco fra me e me mi ha fatto aumentare il ritmo. Al passaggio sul tappeto pensavo che quelli fossero i 90km, perché così era scritto sul sito del rilevamento tempi, nei passaggi degli anni scorsi. Un pó sorpreso ho visto 7h17, ed ho pensato che dopo Marradi in testa avevo pensato di non poter fare meglio di un 8h15-20, o peggio se avessi dovuto rallentare. Allora ho pensato, 10km in 43 minuti, le gambe stavano “benino” e senza pensarci molto ho aumentato il ritmo. Ho continuato così per qualche minuto e mi sono reso conto di correre sui 4’15″ tutto sommato bene, ed ho pensato che forse, stando attento a non esagerare, avrei potuto tenere quel ritmo fino alla fine. Purtroppo peró l’equivoco l’ho scoperto 2km dopo, quando ho visto il cartello dei 90km. Dopo un piccolo contraccolpo psicologico, mi sono detto poco male, preso lo split ai 90km, ho continuato con un buon ritmo, convinto di poterlo tenere fino in fondo!!! Mi sono automaticamente concentrato nell’aspettare i 95km, sapevo che il cartello di Faenza era circa 3km prima dell’arrivo, oramai avevo dei piccolo obiettivi, per arrivare in fondo. Ad ogni minuto la fiducia saliva, le gambe erano provate, ma giravano ancora benino, la carica era doppia, avevo la conferma definitiva che tutti gli allenamenti erano valsi qualche cosa! Finire forte mi ha dato delle bellissime sensazioni, sia sul momento, che dopo la gara, anche se il tempo che sognavo era lontano. Alle porte di Faenza ci ha raggiunto la Bea, la ragazza di Enrico, che vive proprio sulla strada, il cartello di Faenza mi ha regalato un altro sorriso e un altro filo di brillantezza. Ultima rotonda e poi si vedeva il centro di Faenza, un lungo rettilineo di 2km!!! Passato l’ultimo incrocio l’ingresso nel centro storico, sempre più gente a bordo strada e la voglia di consumare le ultime energie. Le gambe giravano come fossero fresche, ovviamente grazie all’adrenalina rimasta. L’ingresso in piazza é stato bellissimo, la sensazione di avere fatto così tanti km, avere avuto il pensiero, a lungo, di non riuscire a finirla … km 65,70,75,80,85, numeri per me sconosciuti in gara, ma nonostante questo avere tenuto duro. Tutti gli allenamenti, sempre con il dubbio se fosse abbastanza, e quel salto nel buio, fatto iscrivendosi prima e poi mettendosi in braghette corte in piazza della signoria insieme ad oltre 1300 altri compagni di viaggio! Gli ultimi 300 metri completavano questo puzzle, l’ultimo pezzo che entrava a completare la figura. Colpa del mio italiano scritto, non ho proprio modo di descrivere adeguatamente che esperienza sia stata questa gara, semplicemente indescrivibile, totalmente coinvolgente, in modo da trascendere la sfida per la classifica, potevo essere il primo, potevo essere il centesimo od il millesimo, per quanto mi riguardava, avevo vinto!!!

Non posso che finire ringraziando tutti quei pazzi che ho incontrato e conosciuto in questi anni di podismo, dai quali sentivo parlare della 100km del Passatore, dei pazzi che ogni anno o quasi affrontano questa sfida, a volte ne escono vincenti e volte ne escono sconfitti ma se possono ci riprovano e non mollano mai! Li ringrazio per avermi contagiato, così che ho fatto quel salto nel buio, lasciando perdere la razionalità al 100%, che mi avrebbe impedito di provare questa gara, che molti pensano sia da pazzi ma che ora so non essere cosí. Sabrina, Laurietto, Antonio, Il Rigo Nazionale, e sicuramente ne ho dimenticati altri. Ed infine Lorenzo che mi ha sempre parlato del Passatore, oltre che essere uno che fa tanto per l’organizzazione del Passatore, ed oltre ad avermi gentilmente assegnato un pettorale degno di nota, il 100, mi ha anche dato il benvenuto a Faenza, subito dopo il traguardo!