Dopo averci pensato per 2-3 anni, e qualche mese di allenamenti dedicati, dopo avere provato due ultra-maratone di allenamento, ho finalmente preso parte alla 100km del Passatore. É stata un’esperienza molto bella, vissuta a presa diretta, senza troppi pensieri, senza troppe paure, solo il giusto timore reverenziale per questa sfida e la voglia di sudare e vedere scorrere tutti e 100 i km di asfalto sotto i piedi!
Le premesse erano buone, con solo un paio di preoccupazioni. Da una parte ero forte dei miei allenamenti, dall’altra so di sudare tanto al caldo e che 4 anni in Irlanda, dove non esiste l’estate, almeno nel senso Italiano del termine, più l’ultimo inverno a Monaco con 10 gradi fino alla settimana scorsa, mi lasciavano impreparato alle alte temperature.
La mattina in giro per Firenze ho capito che non ci sarebbero state nuvole, e per fortuna che l’aria all’ombra era sui 25 gradi circa e non oltre i 30 come altri anni.
Ho affrontato quindi la gara conscio delle difficoltà che avrei affrontato, e sono partito subito cauto, sforzandomi di pensare solo a non strafare ed a stare idratato.
Abbandonata Firenze la strada inizia presto a salire, purtroppo il Garmin sabato mi é stato di poco aiuto con il cardio-frequenzimetro, credo a causa del sudore ha dato i numeri per tutta la gara, sparandomi frequenze assurde spesse volte e lasciandomi senza riferimenti. Ho allora puntato alle sensazioni, l’imperativo era di arrivare con le gambe “sane” alla Colla, unica via per sperare di arrivare in fondo senza camminare. In attesa di incontrare i 2 amici tedeschi che mi seguivano in auto, che mi hanno intercettato alla Vetta le Croci, ho cercato di bere 2 bicchieri per ristoro, oltre ad avere scolato mezzo litro d’acqua con un gel dentro, nei 15 minuti prima della partenza. Ho trovato il mio passo su per le salite, e mi sono lasciato trasportare dai cambi di pendenza, dalle curve e dal panorama, tenendomi coperto con il cappellino quando ero sotto al sole e sfilandolo per raffreddare la testa nei tratti all’ombra. Ho capito ben presto che i sogni da 7h40 non erano realistici, soprattutto al passaggio ai 10km in oltre 47′, che nonostante le salite non era certo brillante! Li ho smesso di pensare ai ritmi, pensando solo a spendere il meno possibile fino alla Colla. Finalmente alle croci ho raggiunto la mia “ammiraglia”, formata da un team di 2 tedeschi di 1.90 e 2 metri in una Micra, insomma loro soffrivano quanto me a correre, solo per stare in auto!!! Dal km 17km ho quindi iniziato a bere molto di più, visto che mi ero preparato degli isotonici con i sali, oltre ad avere acqua, qualche bottiglia di coca ed eventualmente qualche banana in caso di voglia di qualche cosa di semi-solido. I ragazzi ogni pochi km mi aspettavano e mi allungavano quello che volevo per poi ripassarmi per un secondo “rabbocco” e poi andare nuovamente avanti di 1/2km! Dalle Croci iniziava la discesa, che ci avrebbe portato più o meno fino a Borgo San Lorenzo. Anche li ho deciso di non spingere più di tanto, la fatica muscolare di una discesa spinta mi spaventava molto in vista della salita successiva. Mi pare comunque di avere fatto uno split discreto, fra i 4’05 e 4’10 di media per la discesa. Le sensazioni devo dire, non erano delle migliori, sapevo di stare spendendo relativamente tanto, e di stare sudando tantissimo. Bevevo regolarmente, tanto e anche con molti sali e la giusta quantità di zuccheri. Ma avevo sempre tanti dubbi, soprattutto sul non esagerare con gli zuccheri per non rallentare l’assimilazione di liquidi e dall’altra parte il contrario, cioè di non prendere troppi pochi zuccheri, trovandosi poi a serbatoio vuoto a 30km dalla fine.
La gara comunque mi aveva preso al 100% era semplicemente bello, finalmente, essere li, a faticare per le strade dalla 100 del Passatore!!! Dal km 32 al 48 é stata poi una ascesa praticamente continua e mi sono munito della migliore pazienza, evitando di spingere, assolutamente cosa da evitare. Fortunatamente le gambe stavano bene, ne fastidi, ne muscoli indolenziti, solo una grande fatica a livello generale, dovuta al mix salita-caldo.
Volevo tenere la media dei 10km/h per quei 16 duri km e fortunatamente il Garmin mi dava bene le velocità, e spiando di quando in quando la media in aumento a causa della salita sempre più dura, mi pareva di andare bene in proiezione. Al passaggio alla distanza della Maratona ho avuto un piccolo contraccolpo psicologico, sono passato in 3h20’30″, più lento rispetto ai miei “sogni” e con ancora 6km di durissima salita. Non sono riuscito a non far passare dalla mia testa, per un secondo solo, che mi mancavano circa 60km alla fine, cioè più o meno la lunghezza delle uniche due ultra che avevo fatto in precedenza. Fortunatamente certi pensieri sono riuscito a scacciarli velocemente, mi concentravo sulla curva seguente, sul bere nei momenti giusti, sul tenere le gambe sciolte, sul cercare di tagliare un paio di curve senza farmi buttare sotto da un’auto, pensando solo ad arrivare in cima alla Colla, Faenza in quel momento non era nemmeno un miraggio, non esisteva proprio! La distanza dalla fine non era rilevante, c’era solo la Colla e l’obiettivo primario in quel momento, raggiungerla!!! Gli ultimi 3km sono stati infiniti, fortunatamente finalmente in ombra, ma non passavano mai, per via delle velocità veramente limitate. Un pó di spettatori poco prima della colla hanno dato un po di carica ed infine il primo fondamentale obiettivo era raggiungo, 4h00′ al rilievo cronometrico dei 48km!
A quel punto mi hanno affiancato anche Enrico e Paolo, 2 ciclisti che mi avrebbero scortato da li fino a Faenza, in aggiunta all’auto. Ho aggiunto una maglietta sotto la canotta, visto che la temperatura era fortunatamente scesa ed io avevo perso molte energie e peso ed in discesa avrei certo sentito il freddo. 100 metri camminando per l’operazione e per una bevuta un filo abbondante, sgranchire le spalle ed il collo, 20″ di stretching per i quadricipiti femorali, sempre i più sollecitati e via a ripartire. Purtroppo da li a poco ho passato il momento più pesante psicologicamente, passaggio ai 50km in 4h11′ a rammentarmi i miei sogni andati da 7h40, ma anche la quasi impossibilitá di fare un under 8h. Inoltre probabilmente per lo sforzo in salita, mi sono venuti fuori una serie di fastidi e fastidietti. Ho deciso quindi di affrontare la discesa ripida abbastanza lentamente, sfruttando il tratto come riposo. Il fegato aveva iniziato a fare le bizze regalandomi qualche reminiscenza della Ultramaratona di Connemara, sentivo la schiena indolenzita e per 2/3km un dolore ad una costola ha voluto anche lui intrattenermi un pó. Onestamente parlando, in quel momento l’ho vista veramente buia per qualche km. Fra il 50 ed il 55 ho evitato di pensare, ogni 100 metri speravo di stare meglio, se uno dei fastidi aumentava rallentavo e lo facevo allentare, ho provato qualche esercizio di respirazione più profonda aiutandomi nel gesto con le braccia. Mi sono detto, pensa al prossimo obiettivo, arrivare a Marradi, poi si vedrà! Fortunatamente la strategia ha pagato, la presenza dei 2 ciclisti, oltre che l’auto, mi ha permesso di reidratarmi, bevendo anche parecchie preziose calorie, e dal 55 al 60 piano piano i vari fastidi sono tutti rientrati, grazie ad un ritmo moderato, vista la discesa anche ripida. L’avvicinamento di Marradi é stato di grande giovamento psicologico, ed il passaggio a Marradi é stato per me la svolta mentale della gara. La distanza dalla fine era ancora tantissima, ma un filo di ottimismo si era insinuato, dopo qualche km veramente negativo. Il secondo obiettivo era raggiunto ed ora la mia testa era tutta rivolta a Brisighella, non volevo nemmeno pensare alla distanza fra Marradi e Brisighella, ci avrei messo quello che serviva, ma a Brisighella ci sarei arrivato. Il ritmo é rimasto non eccelso, ma senza riferimento di battiti sono andato a pura sensazione! I ciclisti sono stato fantastici, prima di Brisighella ho tolto canotta e maglia e ho messo una maglia pulita su cui mi sono fatto mettere il pettorale, ho continuato a bere in abbondanza, e mi rendevo conto di quando il fisico chiedesse. A volte pensavo di avere bevuto abbastanza, chiedevo una boccata l’acqua per sciaquarmi dal dolce degli isotonici, ma come toccavo l’acqua l’istinto e la sensazione di sete mi portava a bere nuovamente più che potevo. Una vera sensazione di sete insaziabile, incredibile! A gara terminata ho fatto i conti dei liquidi. L’ultima pesata “ufficiale”, lunedì precedente, alle 5 del pomeriggio alla visita per il certificato agonistico, era stata 79.5kgr, e mi hanno pure fregato un centimetro in altezza! 173cm anziché 174. Quindi con gli ultimi giorni di poca corsa e un pó di carboload, a Firenze ero probabilmente 80kgr se non di più. A Faenza un’oretta dopo l’arrivo mi sono pesato ed ero 75kgr. Nel frattempo in gara avevo bevuto: mezzo litro di isotonico prima di partire, 9 bottiglie di isotonico da 33cc, 3 mezzi litri d’acqua, 3 bottiglie da mezzo litro di acqua con gel sciolti dentro, 2 bottiglie di coca cola, 7/8 bicchieri di acqua dai ristori, del caffè, un cubetto di frutta e mi ero attaccato, come un disperato, ad una fonte di acqua poco prima della colla. Poi dopo il traguardo avevo bevuto 4 bicchieri grandi di thé e 2 di acqua gasata, 3 fette con la nutella, 1/3 di litro di succo alla frutta, questo al ristoro. Infine, a casa di Enrico, prima di pesarmi, 1 piatto abbondante di pasta, 2 bicchieri d’acqua ed una bella porzione di gelato. Insomma a occhio e croce, visto che non ho fatto un solo goccio di pipi fino a 2 ore dopo la gara, il mio corpo ha sudato liquidi per circa 14 kgr! Sapevo che avrei sudato tanto, ma non pensavo così tanto!
Tornando alla corsa, con il buio avevo risolto il problema del caldo e prendevo sempre più coraggio, unica grande forza che mi ha permesso di non fermarmi mai, se non per 2/3 pause stretching da 20″ o per camminare qualche passo al fine di bere meglio. Le gambe le sentivo tutto sommato bene, ero convinto e speravo che non mi avrebbero mollato, od almeno non del tutto! Mi rivedevo, durante certi allenamenti, soprattutto alla fine di quelli lunghi. A volte la voglia di accorciare e tornare a casa era forte, mi dicevo che bastava, andava bene, potevo magari tagliare 3/4km, ed invece mi sforzavo di immaginarmi al Passatore. Mi dicevo, pensa a quando sarai al km 80,85,90, mi immaginavo il cartello di Brisighella, pensa a quanto sarà dura in quel momento! Mi dicevo, non mollare, se molli ora in allenamento, come ci arrivi a Brisighella!!! Correndo nel buio la voglia di arrivare a Brisighella era sempre più forte e anche il ritmo, leggermente, aumentava di pari passo. Ogni accorgimento psicologico in quel momento era utile, mi conosco e non mi piace pensare a quanto manca alla fine, avevo visto i cartelli dei km 60,65 e 70 da li cercavo di non guardare i cartelli intermedi, a costo di guardare da un’altra parte quando li scorgevo in distanza. A 10km da Faenza, Paolo, uno dei due ciclisti mi ha anche rimediato un caffè, e devo dire che mi ha aiutato, una cosa calda, una bevanda che spesso usiamo per “partire”, anche se per me solitamente vuol dire poi mettersi davanti al computer per lavorare da seduto. Enrico, forse per infondermi fiducia, durante un paio di chiamate al cellulare, diceva che eravamo quasi a Brisighella, anche se in realtà mancavano ancora quasi 10km. Io peró ci credevo sempre di più, l’obiettivo di arrivare a Brisighella si stava materializzando!!! Quando ho visto il cartello di Brisighella mi si é allargato un sorriso enorme, irrefrenabile, l’emozione é stata forte!l’avevo immaginato così tante volte quel momento, molto di più dell’arrivo a Faenza, perché sapevo che da li poi, la testa avrebbe fatto il resto per arrivare in fondo. A Brisighella anche un pó di supporto dalla gente ha aiutato, e l’iniezione di fiducia é stata grande! Inoltre un piccolo equivoco fra me e me mi ha fatto aumentare il ritmo. Al passaggio sul tappeto pensavo che quelli fossero i 90km, perché così era scritto sul sito del rilevamento tempi, nei passaggi degli anni scorsi. Un pó sorpreso ho visto 7h17, ed ho pensato che dopo Marradi in testa avevo pensato di non poter fare meglio di un 8h15-20, o peggio se avessi dovuto rallentare. Allora ho pensato, 10km in 43 minuti, le gambe stavano “benino” e senza pensarci molto ho aumentato il ritmo. Ho continuato così per qualche minuto e mi sono reso conto di correre sui 4’15″ tutto sommato bene, ed ho pensato che forse, stando attento a non esagerare, avrei potuto tenere quel ritmo fino alla fine. Purtroppo peró l’equivoco l’ho scoperto 2km dopo, quando ho visto il cartello dei 90km. Dopo un piccolo contraccolpo psicologico, mi sono detto poco male, preso lo split ai 90km, ho continuato con un buon ritmo, convinto di poterlo tenere fino in fondo!!! Mi sono automaticamente concentrato nell’aspettare i 95km, sapevo che il cartello di Faenza era circa 3km prima dell’arrivo, oramai avevo dei piccolo obiettivi, per arrivare in fondo. Ad ogni minuto la fiducia saliva, le gambe erano provate, ma giravano ancora benino, la carica era doppia, avevo la conferma definitiva che tutti gli allenamenti erano valsi qualche cosa! Finire forte mi ha dato delle bellissime sensazioni, sia sul momento, che dopo la gara, anche se il tempo che sognavo era lontano. Alle porte di Faenza ci ha raggiunto la Bea, la ragazza di Enrico, che vive proprio sulla strada, il cartello di Faenza mi ha regalato un altro sorriso e un altro filo di brillantezza. Ultima rotonda e poi si vedeva il centro di Faenza, un lungo rettilineo di 2km!!! Passato l’ultimo incrocio l’ingresso nel centro storico, sempre più gente a bordo strada e la voglia di consumare le ultime energie. Le gambe giravano come fossero fresche, ovviamente grazie all’adrenalina rimasta. L’ingresso in piazza é stato bellissimo, la sensazione di avere fatto così tanti km, avere avuto il pensiero, a lungo, di non riuscire a finirla … km 65,70,75,80,85, numeri per me sconosciuti in gara, ma nonostante questo avere tenuto duro. Tutti gli allenamenti, sempre con il dubbio se fosse abbastanza, e quel salto nel buio, fatto iscrivendosi prima e poi mettendosi in braghette corte in piazza della signoria insieme ad oltre 1300 altri compagni di viaggio! Gli ultimi 300 metri completavano questo puzzle, l’ultimo pezzo che entrava a completare la figura. Colpa del mio italiano scritto, non ho proprio modo di descrivere adeguatamente che esperienza sia stata questa gara, semplicemente indescrivibile, totalmente coinvolgente, in modo da trascendere la sfida per la classifica, potevo essere il primo, potevo essere il centesimo od il millesimo, per quanto mi riguardava, avevo vinto!!!
Non posso che finire ringraziando tutti quei pazzi che ho incontrato e conosciuto in questi anni di podismo, dai quali sentivo parlare della 100km del Passatore, dei pazzi che ogni anno o quasi affrontano questa sfida, a volte ne escono vincenti e volte ne escono sconfitti ma se possono ci riprovano e non mollano mai! Li ringrazio per avermi contagiato, così che ho fatto quel salto nel buio, lasciando perdere la razionalità al 100%, che mi avrebbe impedito di provare questa gara, che molti pensano sia da pazzi ma che ora so non essere cosí. Sabrina, Laurietto, Antonio, Il Rigo Nazionale, e sicuramente ne ho dimenticati altri. Ed infine Lorenzo che mi ha sempre parlato del Passatore, oltre che essere uno che fa tanto per l’organizzazione del Passatore, ed oltre ad avermi gentilmente assegnato un pettorale degno di nota, il 100, mi ha anche dato il benvenuto a Faenza, subito dopo il traguardo!
