Compio 1 anno, nuovamente

Quando compii un anno per la prima volta, ovviamente non lo ricordo come momento, ma so che avevo appena rischiato di restarci secco. Perchè? Non si sa bene, avevo iniziato a stare poco bene, non mangiavo, avevano fatto diverse ipotesi, la piu accreditata delle quali era encefalite. Stavo sempre peggio, non a caso ho scoperto questa cosa guardando un giorno, tantissimi anni fa un album di famiglia, dove avevo delle foto completamente rasato e poi una in particolare con l’aloncino chiaro agli angoli, il suo scopo era chiaro e lampante. Arrivai, a quanto mi è stato detto, fino ad avere l’encefalogramma praticamente piatto anche se non so per quanto. Poi la rinascita, tornai a mangiare e la vita risbocciò. Oggi faccio un anno nuovamente, il 19 Ottobre 2010 un dottore in un ospedale di Monaco entrò nella mia stanza, mettendo fine alla mia prima (o forse era già la seconda) vita.
Qualche visitatore del blog ricorderà che tempo fa stavo notando la mancanza di un libro dal titolo “Lo Zen e l’arte di Vivere con il Cancro”, bè ho preso coraggio e da un paio di mesi sto scrivendo qualche cosa. Se finirà per essere un vero libro o un insieme di pensieri e racconti (di malattia, di vita ma anche quelli di corsa non potevano certo mancare) si vedrà. Fortunatamente siamo nell’era del digitale, quindi in un modo o nell’altro finirà sul mio blog, cartaceo stampato da me, digitale, si vedrà, non è importante. Mi ci vorrà ancora un po, ma spero di non dover avere fretta.
Ecco dicevo di quel dottore, metto qui sotto il primo paragrafo di questo manoscritto che sto piano piano riempiendo, che riassume come successe che mi trovai in una nuova vita da un momento all’altro il 19 Ottobre del 2010!

Seduto nel letto con le cuffie, un po di musica e la semplice attesa, questo era un pomeriggio in ospedale, aspettando che i medici dessero un’occhiata alla Tac fatta la mattina. Dovevano capire come mai questi batteri polmonari non ne volessero sapere di farsi ripulire dagli antibiotici provati nelle tre settimane precedenti.
Non c’è attesa spasmodica, ma certamente si, c’è la curiosità di sapere di che si tratta per capire quante settimane mi serviranno per debellare il problema, sperando che questa resistente forma di polmonite non fosse troppo aggressiva.
Il dottore infine entra, cavo le cuffie e faccio per alzarmi, lui già mentre si prende una sedia per sedersi vicino a me, dice:

“We don’t have good news”

Siedo nel letto e aspetto la seconda ondata di informazioni, che infezione è?
Così grave? Penso! Ed il dottore pronuncia quelle parole che nell’arco di un secondo cambieranno, o meglio termineranno repentinamente la mia vita iniziata circa 37 anni prima.

“We think it’s Cancer”

E questa è una vera notizia negativa, non ci sono modi per girare attorno al concetto, non c’è modo di descrivere la sensazione. Cado dalle nuvole, non avevo seriamente pensato che potesse essere un cancro e questo mi ha reso indifeso contro un pugno nello stomaco, si virtuale ma allo stesso tempo dritto al segno, ko al primo colpo.
Mi rendo conto di sbiancare leggermente.

riesco solo a dire: “This is a news”
ed il dottore: “I understand”
e poi io, nuovamente: “I think I need to lie down”

mentre mi appoggio sul letto, semi sdraiato.

Ed ecco nato il nuovo me, generato e partorito dal me di 10 secondi prima, la stessa persona in tutto e per tutto, esperienza, idee, carattere, ma che deve ripartire da capo. Quel me spensierato e che non era riuscito nemmeno ad ipotizzare di poter avere una notizia del genere dal dottore, non c’è più.
Entro in un limbo, dal quale uscirò solo mesi dopo, certamente cambiato.
L’istinto reagisce in fretta, e subito infila le unghie davanti a sè, dritto nel muro che si è erto davanti all’improvviso, aggrappandosi con forza.

“Operiamo ed asportiamo?”
“Non è operabile, troppo grande e troppe metastasi sparse ovunque nei due polmoni”
“Radioterapia?”
“Non è possibile fare radioterapia, perché non può essere fatta in modo così massiccio e diffuso”
“Trapianto?”
“Non è praticabile in questi casi, nessuno ti metterebbe il lista”

Accuso il colpo, ma io mi sento bene, insomma non sto male. Ci sarà pure qualche cosa da fare. Sto appena alzando la testa dal primo ko, che arriva un altro dritto, il Dottore riparte:

“Ci sono una serie di macchie sulle vertebre, non sappiamo se sono una normale degenerazione ossea oppure se può essere altro, dobbiamo indagare.”
“Io corro tanto, negli ultimi 6 anni, da inizio anno ho fatto più di 2000km”
“Dobbiamo indagare, con queste masse nei polmoni, potrebbero essere metastasi ossee”

La quantità e importanza delle informazioni è tale che riesco a fare solo domande un po scontate, l’istinto cerca in prima istanza una via di fuga, un appiglio, come se fosse possibile avere una soluzione li, pronta ad essere usata, ma della quale i medici inspiegabilmente non si erano resi conto. Le unghie scivolano verso il basso, il muro non da appigli.
Il dottore infine se ne va, posso incontrarlo nuovamente verso le 4, quando la mia ragazza, Rosi, potrà essere presente. In modo da poter parlare in Tedesco, nel caso in cui volessi spiegazioni più dettagliate.

Rimango solo nel letto, “We think it’s cancer”, questa mi mancava. Mi sento pesante e leggero! Pesante perché sono arrivato in piena velocità in questa curva, e c’è un muro spesso e alto che blocca la strada, non ho potuto nemmeno frenare, mi ci sono schiantato dentro a tutta velocità!
Leggero perché si profila una sfida lunga e difficoltosa, e come tutte le sfide del genere sono quelle che danno senso alla vita, danno momenti di crisi nera e di gioia immensa. La vita mi concede un grande pericolo ed una grande opportunità, pesante e leggero mi avvio nel corridoio per telefonare alla mia ragazza, Rosi deve sapere subito.
E poi telefonerò a mio fratello. Non posso dire al telefono ai miei genitori che ho un cancro, per giunta in entrambi i polmoni, per giunta non operabile, per giunta con possibili metastasi alle vertebre. Dovrà andare lui di persona, e parlargli faccia a faccia.

ps: bè, dimentico la canzone in allegato e non mi dice niente nessuno ;) eccola qua, il tempo cambia tutto, ma oggi (anche ieri, domani chi lo sa) questa è la migliore canzone metal di sempre per correre … non si può spiegare, trascinante, epica, cattiva, veloce, poche pause e tanti crescendo, ruvida e melodica, mi scoccia solo averla scoperta da poco, non vedo l’ora di averla alle orecchie per un bel percorso collinare o boschivo e darci dentro a tutta.

Un sogno di nome: Connemara Marathon, 1 Aprile 2012

Non si parla ancora di corsa, no, però mi piace parlare di Connemara, che è per me “LA” Maratona. Iniziando nuovamente a fare camminate, anche se non lunghissime, ma da qualche parte si deve partire, mi è venuta in mente una idea meravigliosa, come Cesare Ragazzi! Essere il prossimo primo aprile 2012 a Connemara, per camminare la Maratona di Connemara. Ovviamente è un pò presto per poterne essere sicuro, penso di poterne avere la sicurezza verso fine anno, ma la pazienza ovviamente è il minimo per sperare di poter fare questo nuovo debutto, come podista camminatore.
Fra l’altro il programma ci charity CancerWest.ie legato alla maratona di Connemara mi accoglierebbe molto volentieri per promuovere appunto una raccolta di charity legata alla mia partecipazione alla gara ed inoltre l’organizzatore Ray mi ha già invitato ufficialmente, anche lui mi aspetta e spero io possa andare. Non solo, visto che so di amici a cui piacerebbe venire a Connemara con me, ho già avuto una dispensa sulla deadline naturale della maratona per chi volesse venire a Connemara insieme a me. Potro iscrivere tutti i compagni di viaggio che voglio anche dopo la deadline dell’iscrizione, che spesso chiude per raggiunto limite verso fine dell’anno.
Per concludere il quadro, ho buttato la all’organizzatore la possibilità di invitare un certo podista italiano molto noto fra noi appassionati di ultramaratone, vedremo se la cosa si concretizzerà.
Quindi? Niente, deciderò più avanti se posso effettivamente andare, mi aspettano altri controlli e notizie buone per passare dalle camminate da 10-12km che posso fare anche ora, ai 42km che vorrei fare a Connemara, ma sono fiducioso e se ancora sarà presto per rischiare un viaggio in aereo, che potrebbe essere rischioso per le vertebre del collo, mi prenderò un bel treno fino alla bretagna e poi via in traghetto verso l’emerald island! A proposito dei controlli, lunedì prossimo avrò il colloquio con gli Oncologi dopo la tac fatta il 30 settembre. Ho avuto solo una email di 1 riga dalla dottoressa per mancanza di tempo, mancano i dettagli ma a quanto pare c’è ancora il termine riduzione dentro al referto dei radiologi.
Quindi avanti con ottimismo, chi pensasse anche solo lontanamente di poter essere interessato a farsi un giro a Connemara il primo Aprile 2012, lasciate un messaggio, intanto inizio a buttare giù una lista, poi vi riavviso io quando avrò modo di deciderlo al 100%
ps:voi potente andare anche senza di me, si capisce :) ma in quel caso occhio alla deadline dell’iscrizione

Come canzone per questo post non potevo che mettere la mia canzone simbolo di Connemara, anzi in particolare la canzone simbolo della Hell of the West, famigerata salita posta nelle ultime miglia del percorso della maratona!!! Il Come oooooooon iniziale mi ha trascinato su per di la più volte in modo molto efficace

update controllo: sono poi andato a parlare con gli oncologi. C’è una ulteriore lieve riduzione della massa principale del tumore, mentre gli elementi secondari nei polmoni sono sostanzialmente stabili in dimensione e numero. L’oncologo mi ha fatto capire che il tumore decrescendo lascia dei segni, quindi non è possibile dire quali sono segni di cicatrizzazioni e quali sono ancora masse tumorali attive. Comunque c’è ancora una riduzione e questo ci basta per continuare questa terapia, il prossimo controllo sarà verso il 12 Dicembre. Per le ossa quadro stabile, qualche segno di aumentata sclerosi, che dovrebbe voler dire una ricalcificazione ossea, che è bene. Quindi gambe in spalla, pazienza sempre in prima fila e si continua cosi!

Sail: Voglio correre un’altra 100km

“…un po di corsa…” Ha detto corsa?

Oggi è arrivato il giorno dell’ennesimo controllo. Stavolta era un misto, primo recuperare i referti della risonanza magnetica fatta a tutta la spina dorsale ed alla testa, secondo un consulto interdisciplinare con un gruppo di medici, dall’osteoncologo, al fisiatra, il radiologo ed altri, non li ricordo nemmeno tutti. Erano ben 6! Ottima idea dell’ospedale questo servizio, perchè così è possibile ottenere in una visita sola, un consulto generale, che fatto specializzazione per specializzazione oltre a portare via un sacco di tempo, comporterebbe una inevitabile discrepanza sui consigli e informazioni avute. Anche se magari non sarebbero differenze macroscopiche, sarebbe facile maturare dubbi o male interpretare la massa di informazioni che si ricevono in 6 colloqui anzichè uno solo.
Allora, partiamo dalle notizie negative, i piccoli nuovi focolai che la Tac pareva avere mostrato nelle ossa, sono effettivamente presenti. Sia un zona lombare che in tutta una serie di Vertebre a partire dalla base del collo fino ad arrivare giù alla base della schiena.
Le notizie negative finiscono qui! Non mi posso lamentare, il buonissimo effetto avuto sui polmoni purtroppo, per ora, non si stà manifestando anche nelle ossa. Però, c’è un però.
Però potrebbe esserci una reazione più lenta del farmaco nelle ossa rispetto ai polmoni, o pure, e sarebbe meno positivo, il cancro nelle ossa potrebbe essere un clone dell’originale più resistente alla terapia attuale.
Secondo, queste lesioni nuove, sono relativamente modeste, quindi non necessitano di un trattamento immediato, certo devono essere monitorate abbastanza strettamente.
Quindi? Si procede cosi, lunedì parlerò con l’Oncologo per decidere i prossimi controlli, proseguiamo con questa terapia visti gli ottimi effetti dei polmoni, e stiamo in guardia per la dinamica della situazione nelle ossa.
E la Corsa? La corsa c’entra, anche se indirettamente.
Questo mio consulto era stato richiesto perchè avevo bisogno di capire in che stato di solidità fossero le mie vertebre adesso, l’ultimo consulto fatto in dicembre fu abbastanza pesante, anche poi capii che quella dottoressa fu molto conservativa per non farmi rischiare nulla, quando ancora dovevo iniziare anche la radioterapia.
Oggi ho detto che voglio fare cyclette, corsa in acqua e se possibile nuotare, magari con maschera e tubo! La risposta mi ha stupito in positivo, no problem con cyclette e corsa in acqua e questo me lo aspettavo. Inoltre anche ok per nuotare, anche senza boccaglio, normale stile libero, anche piegando il collo come normalmente si fa quando si è a posto. Ovviamente sempre con cautela, ma quella la devo avere sempre in tutti i miei movimenti.
Bene anche l’uso del collare, il 16 ore al giorno del collare più protettivo ora lo posso limitare agli spostamenti in auto, i più pericolosi ed usare un collare meno invasivo per gli spostamenti a piedi.
Ho anche menzionato del fatto che fossi un podista, la fisiatra guardando gli altri dottori ha detto “magari un pò di corsa, lenta”.
Ha detto Corsa? Ho pensato subito. Io non mi ero nemmeno arrischiato a tirare fuori l’argomento, ancora avevo in mente le parole della dottoressa a fine 2010, di dover stare cauto anche con le camminate, evitando di farne di lunghe.
Un rapido consulto con gli altri li ha fatti decidere per l’aspettare con la corsa, e mi sta più che bene, mi conosco, farei fatica a non esagerare. Però ho avuto molto piacere di sentire che la cosa poteva anche essere tenuta in considerazione!!!!
Quindi via libera per camminate, e bisogna che le faccia veramente. Il parere sul fare o meno salite era discordante, ho capito che posso mettere un pò di salite, basta non esagerare.

Insomma un controllo non esattamente positivo, ma ovviamente mi è tornato subito in mente l’idea di pazienza che continuo a sviluppare nella mia testa. E pazienza sia.
Come anche dissi da poco ad una cara amica, anche lei da pochi mesi dietro ad un problema oncologico, bisogna sempre essere positivi però uscire da questa situazione sarà una cosa lunga e laboriosa. Ci saranno tanti punti intermedi e non illudiamoci che possano essere tutti positivi, anche se ce lo auguriamo.
A volte si pareggia e si perde dobbiamo farci bastare le vittorie che faremo, o pazientare se delle vittorie si faranno attendere.
Referti alla mano oggi è una mezza sconfitta, abbiamo giocato bene ma abbiamo beccato goal ma sono fiducioso per il proseguio.

Godetevi questa canzone, per gli amanti del genere quantomeno, non vedo l’ora di poter fare una corsetta su per la colline Cesenati con questa nelle orecchie!!!

Un passettino alla volta, ma senza fermarsi


Warning: file_get_contents(http://www.trainingpeaks.com/tpwebservices/service.asmx/GetWorkoutsForAthlete?username=simone37&password=stocazzo37&startDate=09/06/2019&endDate=12/05/2019): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /home/simoneg5/public_html/wp-content/plugins/training-peaks-connect/training-peaks-connect.php on line 508

Ripartire è sempre difficile, e lo sport non fa difetto. Ricordo i primi mesi da podista. Arrivavo da oltre un anno di stop, dopo un brutto infortunio avuto giocando a calcio a Novembre 2002. Tibia e perone erano semplicemente saltati, la gamba che a metà fra ginocchio e caviglia semplicemente se ne andava nella direzione sbagliata.
A fine 2003 ero fiacco, demotivato e pure un pò ciccione. La poca forma fisica mi rendeva anche meno lucido, sia nel lavoro che nella vita quotidiana.
Quindi decisi di ripartire, non ricordo quale fu la molla, certo il 2003 fu un anno di cambiamenti, ma era solo l’inizio.
Ripartire fu tosto, ma la vera fatica fu quella subito precedente alle prime corse, quella mentale di mettersi nell’ottica di ripartire. Certamente avvicinarmi ai 90 chilogrammi fu uno dei fattori che mi fece smuovere il culetto. Culetto, il culone!!!
Le prime corse furono frustranti, la tibia si era rinsaldata, anche se a camminare dritto ci avevo messo quasi sei mesi, però la gamba era massacrata. La caviglia molto debole per i 3 mesi di gesso e la muscolatura nella zona bassa del polpaccio da buttare. Mi pareva di avere dei ganci sotto ai muscoli, che con la contrazione della corsa grattavano e grattavano.
Ci misi un pò, ma i primi allunghi e qualche chilometro più rilassato, insieme alla fondamentale sensazione di miglioramento della condizione, mi avevano permesso di pazientare. Continuai a pazientare, fino a che mi ritrovai podista, e poi maratoneta.
Insomma ne valse la pena.
Ora è il momento nuovamente di muovere un pò il culo. Niente obiettivi particolari, niente sfide, sono già stato sballottato abbastanza dalle vicissitudini recenti, e sul fronte malattia siamo solo all’inizio del recupero.
Però se il fisico allenato e in forma, grazie agli anni passati da podista, mi ha dato una mano in questo ultimo anno di terapie e battaglia, allora è il momento di ripagarlo ma soprattutto ricaricarlo.
Dovrò tenere in conto che ho delle vertebre ancora malconce, che avranno un lungo percorso di recupero, ma qualche cosa si può fare, per preparare il fisico a lottare per un altro po di tempo.
Quindi una cosa alla volta. Gli ultimi passettini sono stati di riprendere a lavorare un pò con più gusto, sfruttando un progetto che ho organizzato con un amico e si spera futuro collega.
Inoltre dopo il buon controllo e le migliorate condizioni mi sono preso un monolocale per tornare a vivere da solo. Mia madre l’ha presa un pò sul personale ma non è così, non è facile spiegarle il concetto, per me ovvio, che alla tenera età di 38 anni, mi viene naturale vivere per conto mio (ed al più presto con la Rosi, non appena riuscirà a trasferirsi qui da Monaco di Baviera). I miei genitori sono stati molto bravi in questi mesi, oltre ad accogliermi nuovamente a casa da fine 2010 anche ad assistermi in questi mesi di problemi fisici e terapie toste.
Sono comunque a 10 minuti a piedi da loro, non sono a posto e indipendente al 100%, ma questo è uno dei modi migliori per fare un passetto avanti.
Infine, oltre a comprarmi un fantastico iMac che mi farà da ufficio, televisione, svago per qualche lettura e contatto sociale via internet, è ora di tornare a fare attività fisica.
Le due o tre uscite in piscina menzionate nel post precedente sono rimaste solitarie. Evidentemente non ero pronto per ripartire, prima preso dallo spostamento nel nuovo appartamento e poi dalla nuova verve ritrovata lavorando.
Ma adesso è giunto il nuovo passettino per l’attività fisica, quindi mi sono scaricato un bel plugin per il questo blog che mi permetterà di pubblicare velocemente i miei ultimi allenamenti in un post-settimanale che farò, proprio per smuovere il culo. Se a fine settimana non ho niente da pubblicare, che figura ci faccio poi? :)

Ecco un esempietto, la sessione loggata è di prova, non ho pedalato, si comincia domani, partendo con un pò di cyclette.

Recent Workouts

--TRAININGPEAKS CONNECT ERROR: Cannot access TrainingPeaks--

quando si parla di sport non può mancare la musica, scrivendo mi è venuta in mente questa canzone ascoltata live al concerto degli AC-DC a Dublino … e che le danze abbiano inizio!!!

Rinascere

Non esiste titolo che permetta di condensare quello che mi metto a scrivere, in modo da riassumere lo stato d’animo. Mesi di guerra hanno prodotto mille emozioni, delusioni, speranze e cosi via. Ieri c’era il resoconto dell’ultima battaglia, ed entrare nello studio dell’Oncologo è stato un momento strano, difficile da descrivere. Poteva esordire con 2-3 parole che mi avrebbero fatto piombare nello sconforto, nonostante il distacco e la calma che ho coltivato in tutti questi mesi. Distacco e calma che mi serviranno ancora per un bel pò, che anzi sono buone compagne per tutta la vita. Però l’Oncologo è entrato e ha tirato fuori il referto della Tac che nemmeno lui aveva ancora avuto il tempo di leggere, ed è partito leggendo le prime 2 parole e poi continuando come con un bisbiglio e indicando la linea in cui leggeva con il dito, come faccio anche io a volte quando leggo. Per i primi due minuti, mentre lui faceva il suo lavoro, io ho potuto capire solo l’inizio … notevole riduzione

Ebbene si come ci si diceva fra colleghi a Dublino, stavolta sono proprio un lucky bastard, questa terapia in 8 settimane ha fatto quello che negli 8 mesi precedenti non si era nemmeno intravisto, non solo ha fermato l’altro lucky bastard (lucky di essere ospitato dentro di me, eheh) ma lo ha notevolmente ridotto.
Manca la risonanza per le ossa, che darà le indicazioni precise per quelle, quindi su quel fronte attendiamo, ma per i polmoni, per i quali non si poteva fare radioterapia come nelle ossa, quindi per i quali non c’era altra via, questo era il responso fondamentale. Il Tarceva, caviale farmacologico da 3400 euro alla scatola da 30 giorni, ha fatto il suo sporco lavoro, riduzione marcata di tutte le masse presenti, riduzione della massa principale, scomparsa di alcune metastasi piccole, riduzione delle 3 metastasi usate come riferimento di misura, rispettivamente da 21 a 9 millimetri, e le atre due da 18 a 8 ed infine da 14 a 3.
E’ solo una battaglia, ma ho l’impressione che sia di quelle importanti.
Fortunatamente la tosse sparita, la mia sensazione di stare meglio, anzi non solo sensazione, stò meglio, avevano una base nell’azione del farmaco.
Ora si procede senza fretta, tornerà subito utile il distacco e la pacatezza che mi hanno aiutato dalla diagnosi ad oggi, non è il caso di abbandonarle adesso.
Ovviamente questo non mi impedirà di celebrare il risultato positivo con gli amici, avendo potuto dare a tutti una notizia che avrei voluto dare da tempo.
Potrebbe essere una rinascita, ed un pò in realtà lo è già, e dalla prossima settimana la suggello andando a stare in affitto nel monolocale che avevo fermato qualche giorno fa, e che aspettavo a confermare, proprio in previsione di questo controllo.
E magari la rinascita la accompagnerò perchè non pare più così azzardato parlare di attività fisica in piscina e chissà più avanti potrò parlare di bici e magari chi lo sa anche corsa, non mi pare fuori luogo.
Mi viene spontaneo pensare a tutti i malati di cancro, bisogna essere pazienti, fiduciosi e tenaci. Il momento giusto per tirare fuori le unghie e dare al nostro fisico la forza per tornare alla riscossa è dietro all’angolo!!!

come colonna sonora mi viene naturale rimettere questo video. Perchè non posso nascondere, che se anche la cosa è ancora difficile da realizzare, e semplicemente impossibile da 9 mesi a questa parte, io ovviamente non posso che credere che invece si possa fare (vero Ciccio?)

Ciccio Uomo di Ferro Sub 10h

Proprio ieri ho avuto modo di rivedere un amico, che negli ultimi 10 anni penso di avere incontrato 2 volte, forse 3. Il buon Ciccio. E devo dire che era in forma smagliate. Lui precorse i tempi e gia’ quando io ero ancora calciatore si era direzionato verso corsa e poi il triathlon.
La mia condizione migliorata ultimamente, mi rende ora voglioso di fare attivita’ fisica, e anche mi sento un po invidioso per non poter fare quello che vorrei. Ciccio con alle spalle una ventina abbondante di Ironman, e’ fresco fresco di sub 10h, un ottimo risultato ottenuto a Roth pochi giorni fa. Si vedeva a occhio che e’ in forma smagliante, e la cosa mi ha provocato una sana invidia, non per un fattore estetico, perche’ io non sembravo un atleta nemmeno quando ero al meglio della mia forma da podista, ma per il gusto di potersi allenare intensamente e continuativamente, e anche poi di suggellare il tutto con una bella gara.
Casualmente ci siamo dati appuntamento nella piscina comunale di Cesena, che in estate ha una 50 metri all’aperto, per passare una mezza giornata con la Rosi al sole rinfrescandoci in acqua. Partito per sguazzare in acqua 10 minuti, una volta dentro (senza collare ma stando attento), mi sono detto, perche’ non provare una vasca, lento lento, piegando il collo meno possibile … et voila’, ho fatto una vasca! Robe da non credere, chi lo avrebbe mai detto, posso nuotare … anzi … posso nuotare? parlo sottovoce che e’ meglio … forse si!!! Sono arrivato in fondo con il fiatone, ma andando piano e ruotando molto le spalle per ruotare poco il collo nel respirare, la cosa mi e’ parsa fattibile.
Inoltre Ciccio mi ha giustamente fatto notare che ci sono boccagli da mettere in posizione centrale, per nuotare a stile libero senza fare il gesto della respirazione, quindi stando con il collo rilassato e dritto. Quindi, credo che esordiro’ nel nuoto, senza strafare, piano piano, con il boccaglio centrale.
Inoltre ho scoperto che per noi invalidi (non ridete che vi sento. Ma gia, si, visti i problemi che ho sono a tutti gli effetti un invalido civile) l’ingresso in piscina e’ gratuito, diciamo un motivo ulteriore per andare una volta in piu’ anziche’ una in meno.
Quindi, boccaglio centrale e (ACCETTO CONSIGLI) un lettore MP3 da poter usare in acqua, e via andare, cerchero’ di rifare un filo di forma in questo modo. Spero il tutto sia suggellato da un controllo positivo, giovedi’ prossimo avro la Tac di controllo e il martedi’ successivo il colloquio con gli oncologi. Non manchero’ di fare un post a seguire, dopo il 26 luglio, e spero proprio di dare buone notizie, una volta tanto vorrei vedere sto bastardo di tumore ridotto!!! Ho provato un paio di volte a parlarci, ma non mi riesce molto bene, comunque gli ho promesso che se fa il bravo e non mi crea problemi, di non trattarlo troppo male. Ma gli ho detto anche che se mi facesse incazzare sarei costretto a prenderlo a calci nel culo sul serio. Vediamo se l’ha capita.
Quindi musica carica, e via andare, la vita e’ corta e non c’e’ tempo per lamentarsi, casomai ci si carica e scarica con questa canzone (vedi sotto), stesso gruppo del post precedente!!!

ps: per chi lo avesse notato, SI! Ho aggiornato il grafico del peso, e … si, dai 75 kgr circa a fine chemioterapia, ora sono 83! Ho preso 8 kgr in 5 settimane scarse. Vero mi sono dato un po’ la molla, il recupero e’ stato forse un po’ troppo veloce, ma ora va bene, ora ho tempo per ristabilizzarmi sui miei soliti 79/80!!! Inoltre nelle ultime 5 settimane mi e’ anche sparita quasi del tutto la tosse. Cosa questo voglia dire non lo so, spero sia un buon segno, ovviamente!!! Ora comunque vediamo se riesco a sostituire 2/3 kgr di ciccia con dei muscoli!!!

Voglio Voglio Voglio

La vita e’ rampicante e infestante, bastano poche boccate di ossigeno dopo l’apnea per risvegliarsi affamati, sognare in grande mentre si e’ ancora piccoli piccoli, pensare di essere indistruttibili mentre si e’ ancora mezzi devastati, e tutto questo perche’ nessuno ci impedisce di sognare e poi di ripartire un passo alla volta, e fare quel passo con il piglio di un leone, anzi una leonessa, visto che il lavoro duro nella savana lo fanno loro
Sto’ espellendo le scorie dell’intossicazione da farmaci ed e’ un risorgimento continuo, oggi una passeggiata, domani due, lavorare sotto un albero in un parco da grande ispirazione e poi tornare a piccole abitudini di quando ci si sentiva indistruttibili anche fuori e non solo dentro.
Mettere le cuffie, lanciare la musica (e la canzone che metto sotto in allegato), e se non si sta correndo non importa, lo sguardo e’ dritto verso la strada che ci sta davanti, il passo e’ solido anche se a completare le gambe c’e’ il bastone e quindi si vuole, eccome se si vuole

Voglio lanciare il bastone ed iniziare a correre, sudare fino allo sfinimento, ma no va bene anche camminare, chissa se chi mi vede passare capisce che nonostante il bastone mi pare di camminare con un passo solido come un cingolato

Voglio tornare a fare una giornata di lavoro come tante altre, computer e le solite cose, ma gia’ il coltello fra i denti, in attesa dell’appuntamento con il proprio fisico, un infuso di carica mentale in salsa di rilassatezza di lavoro da ufficio, ed in men che non si dica, pantaloncini e via al percorso amico,

Voglio essere lungo il würm, periferia di Monaco, la canzone giusta che inizia e gia’ mi fa pregustare l’atmosfera di battaglia. Me ed il percorso, un parco attorno ad un rusciello, 3km e mezzo di sudore, curve, ponticelli, prati, bosco, piccole dunette e zone liscie, da fare parecchie volte, voglio concentrarmi solo sulla contrazione dei muscoli delle gambe, sul sangue che pompa, il fisico che gira come un pistone, una doppia curva sul ponte, spingi e piega e spingi sul ponte e poi piega nuovamente per uscire piu veloce che in ingresso, rallentare e’ un po mollare e non c’e’ piu appello, chi molla e’ perso, cunette sconnesse e si allunga la falcata per impattare nei punti giusti, e sul campo aperto si resetta il cervello e la musica torna a dominare

Now this is who we are
I’ll never know the answers
And I’ll always wonder why

Voglio ancora risvegliarmi davanti al curvone per rientrare nel boschetto, vorrei farlo volando, ma va bene cosi, gli alberi che scorrono sulla vista periferica mi danno il mio momento da peter pan, forse volo veramente, e non credo proprio possibile che io stia invecchiando. Ecco il secondo ponte, momento duro e per questo e’ facile sapere che fare, qualche centinaia di metri a fianco del ruscello, a 2 metri dall’acqua, e la salitella davanti ad aspettare, corta e ripida mi tira fuori altra energia per aumentare e prendere la rincorsa, e per la seconda volta in poco tempo volo nuovamente e mi sento indistruttibile, spingo spingo spingo ed a meta’ salita le cosce bruciano, ma sono gia’ in cima prima di tentennare, curvo a destra bruscamente, e prima di sentirmi vulnerabile e cotto ricado nelle braccia della musica che mi rigenera lungo la discesa

Now this is who we are
I’ll never know the answers
And I’ll always wonder why

Voglio sentire il sollievo di correre in campo aperto, metri noiosi ma pacifici e veloci, dritto per dritto finalmente si pensa solo a correre con stile veloce ed economico, poche centinaia di metri che finiscono in fretta e siamo ben oltre la meta’ del giro, ce la faro’ anche stavolta, non ho dubbi, almeno per qualche secondo
Rientro nel bosco con un altro ponte e c’e’ la parte migliore, curve leggere in continuazione,
piccole dunette da approcciare al meglio, qualche persona e cane da schivare, e sei nuovamente indistruttibile,
ogni tanto vorresti controllare per vedere se veramente le gambe toccano terra, e non spingi come
una locomotiva solo perche’ sai che finirebbe solo per abbreviare tutto questo,
ma ricadi nella musica e prima di perdertici, dentro di te, per un secondo, pensi che forse si, dovresti spiccare il volo senza pensare alle conseguenze,

Now this is who we are
I’ll never know the answers
And I’ll always wonder why

Voglio risvegliarmi ancora nel rettilineo opposto alla partenza, ancora bosco, il würm stavolta a destra, tutta dritta e l’ultimo ponte, allarghi bene e pieghi come una moto a destra, spingi nei 5/6 metri di ponte e ripieghi a destra per il rettilineo che porta alla ripartenza del prossimo giro, esci in spinta per non perdere velocita, asfalto sotto i piedi per pensare che stai recuperando senza rallentare di un passo, davanti puoi avere ancora una montagna di giri, o essere arrivato ma esiste solo l’adesso, il momento e si spinge un po sull’accelleratore

But You have let me start again
I’d rather be called weak
Than die thinking I was strong

Voglio sentire che sta per finire un giro ma che ce ne sara’ un altro, e molto probabilmente
non finiranno presto, allora finalmente sono un po indulgente con me stesso, devo anche fare il
prossimo giro, e per farlo devo essere indistruttibile anche per il giro dopo, e quello dopo,
e cosi via, e se le gambe non stanno staccate da terra non e’ niente, come mi ha urlato la canzone
per molte volte, preferisco sentirmi dare del debole che fermarmi pensando di essere indistruttibile,
voglio finire il prossimo giro e nei primi metri del nuovo correre come se fosse l’ultimo, sentirsi indistruttibile
e’ importante, ma sapere che per essere indistruttibile devi essere pronto a farne un’altro ancora, senza fine
e’ troppo importante per dimenticarlo

ps: chiedo umilmente scusa per l’italiano, data la formazione scientifica i miei pensieri escono cosi, fare troppe correzioni li renderebbe piu leggibili ma probabilmente poco fedeli a quello che mi passa in testa correndo o quando penso di volere tornare a correre

Podista anche senza correre e nuovo controllo

Eccomi qua, ho latitato un pò, ma attendevo il nuovo controllo per fare un piccolo aggiornamento, venendo nuovamente a mancare la mia promessa di parlare anche di altro, oltre alla malattia. Devo migliorare.
Detto questo ho fatto un nuovo controllo, dopo altri 3 cicli di chemioterapia, per un totale di 6.
Il quadro non è ne negativo ne del tutto positivo, sempre stabilità nella massa più grossa nei polmoni, indice che comunque questa chemio degli effetti li ha dati e mantenuti, però ci sono delle metastasi che sono cresciute, dando quindi un segnale alterno.
Per le ossa il quadro è discreto, miglioramenti dove è stata fatta la radioterapia, e per il resto stabilità e qualche segno di miglioramento.
Quindi? Quindi ora si cambia cura, è ora di sfruttare la terapia legata alla mutazione EGFR, che potenzialmente può dare buoni risultati. Inizierò fra pochissimi giorni, ed il controllo sarà poi fra 8 settimane, per controllare l’efficacia.
Come sempre bisogna sperare bene ed essere fiduciosi che la terapia abbia effetto, che sia la volta buona di vedere anche una regressione!!!

Per il resto è arrivata l’estate, non me la posso godere facendo qualche bella corsa in canotta, ma certamente un pò di caldino e qualche camminata ed un pò di sole aiutano.
Per rimanere podista anche senza correre mi tengo un pò informato sulle varie imprese degli amici podisti ed ho anche approfittato dell’idea di un’amica del mondo del podismo, Luisanna, che mi ha detto, “Perchè non scrivi due linee per podisti.net”. Lei è venuta a sapere di me da poco, e lo ha fatto sapere ai gestori di Podisti.net, anche loro allo scuro dei miei problemi.
Allora mi sono preso qualche giorno e mi sono detto perchè no, e se anche potesse essere di aiuto a qualcuno con problemi simili o con conoscenti o cari che hanno un problema simile, mi ha reso la cosa più che sensata.
Ne ho approfittato per buttare giù una idea che avevo in testa da tempo, utile anche a me per mettere su carta un pensiero che lega la corsa a questa mia nuova situazione personale!!!

Mi riimpegno a dire che il prossimo post non sia dedicato a questioni mediche, e vi lascio con questa, chiamiamola, lettera aperta al mondo del podismo, che gentilmente gli amici di Podisti.net hanno pubblicato!

Perchè Corriamo? Ora lo so!

Ero un felice podista, contento di faticare per le strade, avendo iniziato come tutti per stare in forma e poi preso dalla passione per questo sport e anche dalle amicizie che si erano create dal nulla. In sei anni circa di podismo avevo preso coscienza di avere ricevuto molto dal podismo e da chi ci sta dentro e attorno, mischiando periodi di puro godimento della pratica sportiva a periodi in cui anche un po’ di sano agonismo mi aveva spinto a cercare di andare più forte o più lontano.
Continuavo a non avere una risposta sul perché correvo, di certo la forma fisica e delle belle giornate in compagnia erano già di per sé più che sufficienti.
E così fra una garetta, una maratona e qualche ultra, ero arrivato a correre fino alla piazza di Faenza. Era fine Maggio del 2010, quando un ragazzo in canotta e pantaloncini entrava nella piazza di Faenza stanco ma sorridente, e tagliava un bel traguardo. Tanta soddisfazione, tanti amici, momenti molto belli. La gara aveva preso senso proprio correndola, il sudore lasciato sotto al sole in Toscana, i dubbi sul poter finire una volta arrivato in cima alla Colla, la forza di volontà unità alla spensieratezza di essere lì grazie ad una passione a cui nessuno mi obbligava a partecipare. Tagliando il traguardo e nei giorni seguenti, tutto prendeva più senso, e la soddisfazione diventava più consistente e chiara. Mancava ancora un buco, nella fatidica domanda, perché, ma non c’era fretta di rispondere, la sensazione era che, qualunque fosse il perché vero, ci fosse e avesse senso.
E’ febbraio 2011, quando un ragazzo con collare, bastone e “bello imbottito” visto che fa freddo, attraversa, con tre amici, quella piazza di Faenza, passo lento, non è abituato ad usare il bastone, e poi non ha voglia di tossire troppo, cosa che gli capita se cammina troppo in fretta.
Si avvicina lento, al centro della piazza, stavolta in direzione opposta, andando verso quello che era il traguardo di Maggio dal centro della piazza. Percepisce l’ironia della sorte, pochi mesi prima era arrivato lì a piedi da Firenze, ora arranca e si stanca solo per attraversare la piazza, facendo fatica a stare dietro ai suoi amici che camminano.
Un sorriso viene spontaneo, né ironico né amaro, solo un sorriso, mi auguro lo stesso che ebbe a Maggio entrando in piazza nell’altra direzione.
Nel mezzo era cambiato tutto e non era cambiato nulla, qualche fastidio a settembre, una diagnosi pesante a ottobre, il colpo tosto di svegliarsi malato e contro un avversario che viaggia spedito. Il tempo di smaltire il colpo mentre si iniziano le cure, otto cicli di chemioterapia e qualche seduta di radiazioni, per aiutare, anche se bombardandoli, quei polmoni e vertebre che tanto bene avevano fatto il loro dovere negli anni precedenti.
Insomma, un bel po’ di notizie negative, ma in quel camminare lento nella piazza, aiutato dal bastone e bloccato da un collare, anche una nuova consapevolezza, sapevo che correre aveva un senso, e non solo per stare in forma. Ebbene sì, avevo maturato una nuova consapevolezza, prima presente ma non chiara, ma ora più nitida, i mesi di battaglia contro un ostacolo nuovo ed inaspettato, li avevo affrontati con la stessa forza di volontà del podista che corre da stanco, con la stessa dedizione di chi prepara una gara lunga con tanti allenamenti sotto la pioggia, al caldo, al freddo, quando stare sul divano sarebbe stato tanto più facile, ma in qualche modo sbagliato. Sapendo che non ci saranno né premi né gloria, lo si fa e basta. Ed infine con lo stesso sorriso sulle labbra di chi sa che chi ci sta attorno non se ne frega, ci applaude se arriviamo primi o ultimi, ci urla di non mollare perché tutti dobbiamo arrivare in fondo, e poco importa quanto ci metteremo.
Insomma, ora che sono a riposo forzato dal correre, ho capito fino in fondo perché correvo, non lo sapevo ma mi stavo preparando a questo nuovo ostacolo, a questa nuova gara. Prima o poi lo dirò agli oncologi, sentire il fisico sconvolto da 90km (ma anche meno possono bastare) di corsa ininterrotti, sono il modo migliore che conosco per essere pronti per stare a testa alta anche vomitando in un secchio mentre qualche osso ci fa male anche solo a spostarci di 10cm.
Morale della favola, podisti correte, siamo dei privilegiati, ci alleniamo per la sfida più ardua, e lo facciamo divertendoci e stando fra amici, che vogliamo di più?

Fortuna e sfortuna ma soprattutto pazienza

Vengo a meno della promessa di non parlare di malattia, ma visto che ho fatto il controllo di cui parlavo, non potevo certo non scrivere due righe. Ed a quanto pare è arrivato il momento, direi atteso, di avere qualche buona notizia.
E le buone notizie sono due. In pratica la prima riguarda il controllo, fatto dopo i 3 cicli della nuova chemioterapia. Gli oncologi si sono mostrati abbastanza contenti, valutano il tumore stabile nei polmoni, ed hanno visto un iniziale miglioramento nella consistenza delle ossa trattate con radioterapia. Ci sono comunque altri dettagli secondari che comunque fanno pensare ad un effetto del farmaco.
Quindi la via ora è di procedere con gli altri 3 cicli di questa terapia, per arrivare a 6, ed a quel punto rifare il controllo e vedere come procedere. Nuovamente al controllo si potrebbe avere un aumento, una stabilità o una regressione, che sarebbe la cosa migliore. Comunque inutile fare tante ipotesi, ho già iniziato il quarto ciclo, in poco più di 2 mesi sarà già tempo di fare un nuovo controllo.

L’altra buona notizia è arrivata abbastanza insperata. Per chi seguisse il blog da un pò, tempo fa avevo parlato di una mutazione genetica, che se presente permette di avere possibilità buone che una determinata terapia basata su farmaci in pillole, abbia un buon effetto. Il test inizialmente era negativo, ma ho poi scoperto che questa mutazione avviene in un gene, ma può avvenire in 4 parti del gene in questione. Inizialmente io ero negativo, cioè niente mutazione, in 2 di queste 4. Solo oggi sono venuto a sapere che invece ho la mutazione in un’altra di queste parti. La mutazione si chiama EGFR e per chi avesse a che farne è possibile averla nei segmenti 18, 19, 20 o 21. Controllate bene che vengano testati quantomeno 18, 19 e 21.
Questa è potenzialmente una notizia molto buona, perchè nel caso della mutazione che mi hanno trovato, difficile da avere per gli europei maschi (i parametri migliori per averla sono non fumatore, asiatico e donna), fa si che le statistiche di efficacia di questi fermaci siano buone. Ovviamente si parla sempre di statistiche, di certezze assolute non ce ne sono, ma certo meglio iniziare una cura con il 75% di possibilità di buon esito, anzichè il 30%!!!

Quindi bene così, e questa volta metto un video ma non con una canzone. L’ho già fatto per email, ma lo metto per ringraziare questo gruppo di colleghi di Dublino, nonchè amici e compagni di diverse spedizioni per la maratona di Connemara. Non a caso alcuni di loro probabilmente non sapevano cosa facessi come tesi di dottorato a Dublino, ma di certo sapevano che correvo parecchio :D Viva l’amicizia e viva la corsa!!!


thanks again lads, hope you don’t mind if I publish your video, but I really want to show this video you prepared for me to many other of my friends and runners!!!