Alitalia: ora il quadro è chiarissimo, un promemoria per il futuro

Anche se questo è un blog più che altro podistico, non posso non salvare a mia personale memoria, il quadro Alitalia datato 29 Aprile 2008. Il caVo Silvio vuole tenere inpiedi l’azienda, che normalmente sarebbe già superfallita. Acquirenti esteri non sono graditi, perchè sono incompatibili con gli affari internos, più facili da controllare. La cordata italiana è una piccola accozzaglia, e qualcuno sicuramente tirerebbe anche fuori qualche soldo, ma nessuno vuole investire capitale a rischio, cioè nessuno vuole fare il vero imprenditore, che mette i suoi soldi, e rischiando ma mettendoci energie e credendoci, arriva al successo recuperando un’azienda come l’Alitalia. Quindi dopo avere parlato e straparlato (facendo insider trading per gli altri) di cordate, e dopo avere chiesto ed ottenuto dal governo uscente un prestito da 300milioni di €, riceve il richiamo dall’Europa. Giustamente, visto che siamo in libero mercato e va tutelato. Oggi Silvio dice che se l’Europa pressa l’Italia potrebbe privatizzare Alitalia facendola comprare da Ferrovie dello Stato. Primo, lo dice come se Ferrovie dello Stato fossero un ente terzo, sono dello stato e quindi è come comprare Alitalia direttamente con le tasse di tutti. Secondo l’Europa fa notare che se viene pagato un prezzo non equo, cioè fuori mercato, sempre di aiuto di stato si parla, quindi è illegittimo.

Insomma, morale della favola, si tratta del prossimo inciuco (per ora tentativo) alla Autostrade Italiane, Telecom (aggiungetene altri voi). Questi imprenditori e gruppi italiani “coraggiosi” che dovrebbero salvare l’italianità di Alitalia, vogliono solo mettere 4 soldi da completare con soldi di stato per fare un maquillage alla compagnia. Impossessarsene per poter mettere in pratica ogni sorta di trucco finanziario, per rivendere le proprie partecipazioni a più (molto più) di quello che si è investito. E tutto chiaro nel complesso, certo non nei dettagli, solo un gruppo del settore può sperare di investire proficuamente in Alitalia, ed infatti una speranza poteva venire dal più grande gruppo al mondo AirFrance-KLM. Che poi altro avessero avuto i loro interessi a fare l’accordo con AirFrance anzichè che con AirOne, può pure essere, ma almeno era un’operazione con un operatore credibile, che ovviamente voleva ampliare il suo mercato e non fare giochini finanziari.

Ai posteri l’ardua sentenza, ma qua siamo all’inciucio economico, attori più o meno i soliti mangiatori di soldi italici, finti imprenditori, che rischiano con i soldi pubblici o degli altri, i culi sono sempre gli stessi, il metodo sarà più raffinato e nuovo, perchè fare soldi da un’azienda fallita 10 anni fà, non è facile! Servirà il meglio del peggio dei furbetti finanziari. ps: Antonio se leggi questo post fammi un commento, io ignoro molto di questo settore, ma ho la sensazione che i miei sentori siano azzeccati.

ps: Ne parla anche http://www.lavoce.info, che è più autorevole di me (ma va?) e ne sa di più. Leggete e fatevi un’opinione. LaVoce.info mi pare uno dei pochi riferimenti seri per informazioni in campo economico e finanziario, ma non solo! Considerate, come ho fatto io, una donaziona volontaria per il loro mantenimento come fonte di informazione seria (e si spera indipendente)! lavoce1184661635.gif
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  • Comments (2)
    • Antonio
    • April 30th, 2008

    Mah, i problemi di Alitalia vengono da molto lontano:
    dalle troppe assunzioni, dagli stipendi molto alti, per lo meno
    per certi ruoli, dal fatto che non ha reagito prontamente
    all’avvento delle low cost.
    L’UE non ama gli aiuti di stato, non apprezzera’ il prestito
    ponte, vorrebbe lasciar fare al mercato, e cio’ significherebbe
    probabilmente il fallimento.
    Nel medio-lungo termine, non e’ detto che il fallimento sia la
    cosa piu’ brutta che possa accadere.
    Non e’ detto che non avere una compagnia di bandiera sia una
    cosa negativa.
    La Sabena e’ fallita, il Belgio e’ ancora in piedi.
    Con il fallimento il personale perderebbe il posto di lavoro,
    ma le rotte e gli slot negli aeroporti verrebbero presi da altre
    compagnie aeree, che molto probabilmente assumerebbero parte
    degli ex dipendenti Alitalia. Certo non tutti, ma ci sono
    2 considerazioni da fare su questo punto:
    - L’eccesso di personale non e’ stato determinato da motivi
    aziendali,ma diciamo da altri motivi meno nobili.
    Quando certe scelte non sono prese per il bene dell’azienda,
    prima o poi le conseguenze si fanno sentire
    - L’Alitalia e’ messa molto male gia’ da diversi anni;
    io avrei cercato un altro lavoro gia’ da molto tempo.

    Alla fine vuoi vedere che aveva ragione la Ryanair?
    1 cent ad azione…e dire che sembrava una provocazione…

  1. Antonio, grazie per il parere! Di certo se Ryanair prendesse tutte le rotte di ALitalia, e se gli avessero accettato l’offerta da 1 miliardi di euro per Malpensa, renderebbe l’italia un posto migliore per spostarsi in aereo!

    Bisognerebbe che i politici avessero le palle per fare quello che doveva accadere anni fa, come dici tu Antonio, lasciar fallire Alitalia!