New York – Simone: 1 – 0

E finalmente l’ho provata, l’ho vissuta, ho goduto (e molto) per 25km ed ho sofferto (e moltissimo) per gli ultimi 15km. Devo dire che e’ una maratona all’altezza delle aspettative che la circondano, il supporto della gente sul percorso e’ fantastico, a tratti pare di essere dentro ad uno stadio e non per strada.
Sono partito bene, voglia di correre e godermi la gara, tanta, pronti a via e prendo il mio passo.
Per problemi di lavori nella parte sotto del ponte, partiamo 1’20″ dopo lo start della parte alta del ponte. Niente di che, solo che un gia’ difficile ricongiungimento con Andrea, che va per un under 2h36 (ha finito in un comunque ottimo 2h40′, complimenti ad Andrea, il percorso e’ tosto), diventa impossibile.
Dal ponte e’ fantastica la vista sulla citta’, un po’ come pregustarsi la sfida della gara, con lo sguardo mi godo per qualche secondo la vista, tutta la parte di grattacieli ed il resto della citta’, tutto edificato a perdita d’occhio.

Primo errore al primo miglio, controllo l’orologio 6’20″, lento, lentissimo. Scopriro’ poi che molto probabilmente quel primo miglio nella parte sotto del ponte di Verrazzano e’ posizionato male. Allora spingo un filino di piu’ e mi lascio trasportare dal ritmo. Corro bene, e mi scaldo bene. Mi accorgo pero’ di andare troppo forte, ai 5km passo in 17’54″, allora cerco di darmi una calmatina, ma passo al miglio 5 sempre troppo veloce, in 28’50″. Una gara ottima per me sarebbe stata passando in 30′, quindi ben 70″ sotto. Devo dire che mi sentivo bene, e questo mi ha reso piu’ difficoltoso il calare ritmo. Il percorso e’ molto scorbutico, ponti tanti, anche tosti, e tanti piccoli saliscendi. Nella prima meta’ qualche miglio piatto c’e', ma nella seconda meta’ la strada e’ quasi sempre non piatta.
Insomma la prima meta’ della gara vola via, mi e’ veramente passata in un nulla, tocchiamo la mezza guardacaso su di un ponte, 1h18’23″. Il ritmo e’ calato, ora sono sui ritmi giusti.
La gente sul percorso e’ tanta e molto coinvolta nella gara, urlano e fanno tifo, e ce n’e’ per tutti. Poi ovviamente la maglia dell’Italia che indossavo, non passa inosservata, e moltissimi italiani ma anche non, mi incitano urlando Italia.
Dopo una serie di svolte e 2/3 ponti, si entra a Manhattan. La sensazione e’ indescrivibile perche’ si arriva proprio da un ponte chiuso ai pedoni, uno dei pochi punti di silenzio, in cui sentire il rumore delle proprie scarpe. Finito il ponte si sente il rumore di fondo, l’adrenalina sale a 1000, non pare nemmeno una strada, e’ uno stadio.
Curva a 180 gradi e si entra nella 1st Evenue, ed e’ un vero boato, tutti che urlano, quando sono passato di li i podisti erano abbastanza sgranati, quindi ogni singolo corridore si prende la sua ola di urla e incitamenti.
Fortunatamente ero stato messo in guardia e non mi faccio prendere dall’adrenalina, cerco di mantenere il giusto ritmo. Purtroppo pero’ stavo gia’ iniziando a capire che le energie iniziavano a sparire troppo presto, le coscie troppo dure troppo presto e appunto iniziavo troppo presto ad avvertire una sensazione da riserva in arrivo.
Guardo la 1st Evenue, tutta dritta, due grandi ali di folla e realizzo anche che e’ tutta a piccole salitelle.
Sara’ dura, e so perfettamente che i miei piani di under 2h40′ e di arrivare nei primi 100, sono gia’ belli che saltati. Vabbe’, archivio la delusione molto in fretta, per fare il tempo ci sara’ un’altra volta. Ora c’e’ da arrivare in fondo, fermarsi non e’ contemplato, a parte problemi fisici seri (la Tedesca mi ha fatto promettere che se mi sento male mi fermo, per lei ogni maratona in cui non muoio e’ un successo. Il suo SMS di risposta al mio messaggio dopo la gara e’ stato: sono contenta di sapere che sei sopravvissuto. ahahah! le ho detto che e’ la mia tifosa meno interessata alla maratona, nonostante sia la tifosa piu’ importante).
Dopo l’ottima mezza il ritmo e’ decisamente peggiorato, dal km 20 al 25 ho fatto 20’20″, e’ vero che dentro c’erano un paio di ponti belli tosti, in particolare quello per entrare a Manhattan, pero’ la brillantezza della prima mezza e’ un ricordo oramai andato. Stringo i denti e continuo comunque a fare quello che devo fare, bere il giusto, sciogliere leggermente quando possibile, sul piano e nelle leggere discese, e cercare di rilassarsi per non correre contratto.
Al miglio 18/19 sono gia’ in riserva, incontro Nell sul percorso, la ragazza che mi ospita, mi incita insieme ad una sua mica, dissimulo uno sorriso ed un bel pollice alto, per la serie, “tutto ok”. La zona Bronx e’ meno piena di gente, anche se sempre tanto rispetto allo standard delle altre maratone. Non vedo l’ora che si punti nuovamente a Sud verso Central Park, diciamo una questione psicologica.
Mi rendo conto che sono andato in riserva troppo presto, fortunatamente archivio immediatamente la delusione nel sapere che i tempi pianificati sono oramai inraggiungibili, pero’ ovviamente primo voglio finire, e possibilmente non troppo ne distrutto ne lento. Dopotutto l’allenamento c’e', ed e’ la cosa che mi da sempre molta forza quando a differenza di questa maratona, faccio i tempi che mi prefiggo. Quindi, denti stretti (metaforicamente parlando), non sara’ 2h40, e capisco che molto probabilmente non sara’ nemmeno il mio miglior tempo (2h45), ma non voglio certo avere un tracollo troppo marcato. Finalmente fifth evenue, la strada e’ ancora lunga, e attendo l’inizio di Central Park. Dal km 25 al 30 in 20’44″, poi dal 30 al 35 in 21’48″. Le miglia non arrivano mai, 21/22/23, fortunatamente il tifo aumenta nuovamente, e piu’ si va a sud verso l’arrivo piu’ la strada diventa come un palazzetto dello sport.
Viste le coscie dure ho provato a fermarmi pochi secondi per provare ad allungare, ma non c’era verso di fare streching. Io non ho praticamente mai avuto crampi nelle Maratone, ma quando ho provato a piegare la gamba indietro per fare stretching i muscoli si contraevano, e per evitare che le contrazioni si trasformassero in veri crampi ho dovuto rinunciare a fare stretching alle coscie. Comunqe 2 pause di pochi secondi, per allungare la parte dietro mi hanno dato un po’ di beneficio.
La seconda volta ero gia’ al miglio 23/24, tantissima folla e per caso mi sono fermato proprio davanti ad un gruppo di italiani. Tutti mi incitavano ma uno in particolare non ha smesso un secondo di urlade, “Dai Italia Dai Itala …” per tutti i 10/20 secondi in cui ero fermo piegato in due in avanti per allungare la parte dietro delle gambe.
Quando mi sono rialzato tutti hanno ripreso vigore, come se fossi stato Baldini che stava andando a vincere, e sono ripartito sospinto dal loro boato di esultanza. Veramente impagabili, li dovrei ringraziare tutti, per essere poi riuscito a non mollare, od almeno non troppo.
Central Park significa, quasi la fine, e il sollievo psicologico e’ stato non poco, anche se le gambe ovviamente andavano sempre peggio. Insomma c’era proprio aria di crisi seria, dal km 35 al 40, 23’23″, se non e’ un tracollo, quasi ci siamo. Passato ai 40 mi sono sentito meglio, non che abbia potuto sperare di aumentare, solo sollievo psicologico. Inoltre fare 10 secondi in meno ed in piu’ non aveva certo piu’ nessuna importanza. Purtroppo Central Park non smentisce il percorso, e sono tutti saliscendi, seppure lievi, essendo nel finale, sono comunque poco graditi. Finalmente e’ arrivata la fine, sono gli ultimi 500/600 mentri in cui si rientra in Cenltral Park, dopo 6/700 metri nuovamente fuori, ed e’ ovviamente affollatissimo, tanto supporto, tutti che urlano e incitano. Vedo il traguardo che e’ proprio davanti all’ultima salitella (e te pareva), visto cosi tante volte nei volantini, in TV, e’ piacevole finire perche’ sono veramente cotto. Purtroppo non e’ il tempo che avrei voluto fare, avro’ poi tempo di capire come e perche’ le cose non sono andate come auspicato, di certo per ora il primo round della mia personalissima sfida con New York e’ andato a New York. Poco male ovviamente, sia perche’ e’ un’ottima scusa per tornare presto, eppoi perche’ comunque e’ stata una bellissima esperienza come mia Maratona numero 13 12. Il sogno di fare 2h38 e stare nei primi 100 e’ sempre nel cassetto, spero proprio che sia solamente rimandato :)

ps: grazie per il supporto, via SMS, email e commenti nel Blog, anche durante la gara e’ bello sapere che a qualcuno interessa quello che stai facendo. Si riesce sempre a dare qualcosina di piu’, per il tempo come dice Antonio (che non ha caso ha 140 maratone alle spalle), avro’ gia’ modo fra un mese di provarci nuovamente.