Belfast: Giant Causeway e Maratona

Un tranquillo weekend a Belfast, uno di quei weekend che dovrei fare più spesso. Dentro c’ho messo, la visita alla Giant Causeway, una passeggiata per il centro di Belfast, ritorno al Cinema dopo mesi (Next: carino, gli darei un 7–, l’idea non è semplice da sviluppare, in pratica il protagonista vede 2 minuti avanti nel suo futuro. Purtroppo sopra ci hanno ricamato la più o meno solita storia di terroristi che vogliono far esplodere una bomba atomica. poi Spider Man 3: niente di speciale anche se credo che per gli appassionati di supereroi sia fatto meglio dei 2 precedenti, 6 e mezzo), ristorante indiano sabato, cinese domenica, ed un radioattivo Bunger King lunedi (ma ogni tanto ci stà). Ovviamente l’obiettivo principale è stato di completare la maratona numero 11, della quale non posso che essere contento, miglior tempo (2h45’14″) e molta confidenza sul poter migliorare ancora.

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Segue “la fredda cronaca” della Maratona, avviso ai non appassionati di corsa, potrebbe essere piuttosto noiosa.

Ritorno a Belfast dopo il 2006, maratona tosta, non da definirsi collinare, ma con un rilievo degno di nota a metà (+90/100mt) e buona parte del percorso in saliscendi, fortunatamente senza pendenze da scalata.
Invece della sveglia alle 5 per una colazione frugale (banana + snickers da 100gr) anticipo alle 4:15 perchè uno dei compagni di stanza russa ed insieme al letto scomodo mi fanno dormire a tratti. Seconda sveglia sulle 7:20, per essere comodamente 1 ora prima delle 9 in zona City Hall, dove appunto alle 9 parte la maratona. In tutto relax e sottofondo di musica mi preparo, tutto pronto tranne che ho dimenticato gli energy gel (che avevo trovato utili nella maratona precedente) a casa, e non c’è stato verso nel weekend di beccare un negozio aperto, per comprarne altri.
Vabbè, mi scoccia un pò ma penso alle prime 9 maratone fatte senza energy gel, sopravviverò!
Con piacere incontro Vasily e Chris, amici di maratona, non ne perdono una in Irlanda. Vasily dice di andare per le 2h47′, e Chris per le 2h50′, spero di vederli lungo il percorso.
Partenza rilassata, giusto 500 metri di riscaldamento, proprio per fare stretching non da freddo. Non trovo le segnalazioni delle prime miglia, che vorrei controllare, per poi controllare solamente ogni 3 miglia. Mi rassegno, anche l’anno scorso era la stessa cosa, e non so se è per i cartelli piccoli, o se non li mettono tutti! boh!
Comunque 3 miglia in 18’25″, ottimo ritmo, 3’49/km, ma sopratutto bene perchè, nonostante siano solo per prime sensazioni (che cambiano poi 1000 volte), mi pare di tenerla nel modo giusto, cioè in modo da fare 30km come fosse una “passeggiata” (virgolettato doppio). Dopoi primissimi chilometri superato da tantissimi come sempre (anche più del solito essendoci anche una gara a staffetta) i ritmi si stabilizzano e mi accodo ad un gruppetto di 2-3. Ho sentito uno di loro, parlare prima della partenza, e vorrebbe fare 2h40′. Pare un filino più lento, e presto chiacchierando mi dirà che spera in un 2h45′!
Bevo a tutti i ristori, e fortunatamente, riesco dai compagni di corsa e qualche gentile spettatore di supporto a podisti locali, a prendere qualche sport drink. Dal miglio 3 al miglio 9 i saliscendi iniziano a scaldarci, la media è sui 3’56″/km. Resto da solo con il compagno di corsa, ci accompagneremo fino al miglio 21 circa. Mi dice che ha molto supporto sul percorso, perchè è di Belfast, quindi non ha problemi a passarmi qualche sport drink e magari anche del gel energetico. Accetto senza protestare quello che passa il convento, e grazie a lui riuscirò in parte a sopperire alla mia dimenticanza.
La giornata non è male, qualche nuvola copre il sole a tratti, non piove e la temperatura è buona, immagino sui 14-15 gradi. Il lato negativo però è il vento, è abbastanza forte e spesso piuttosto fastidioso.
Dal miglio 9 al 14 c’è la salita più tosta, in particolare a cavallo della mezza ci sono 2 miglia sempre in ascesa, si sale più o meno 100mt. Fortunatamente la salita non è spaccaossa, ma certamente si mangia più energie della pianura. Alla mezza mi accorgo che il cronometro è fermo, devo avere spinto inavvertitamente un bottone. Non so il passaggio alla mezza, mannaggia, ma deve essere stato fra 1h21 e 1h22. Riavvio il cronometro e chiedo in tempo al compagno di viaggio, non è il massimo ma so che più o meno è stato fermo 6 minuti. Vabbè, ci buttiamo in discesa, e la uso per sciogliere un pò i muscoli, se spingessi in discesa la pagherei carissima, infatti penso di poter tenere questo ritmo ma mi rendo anche conto di essere vicino al limite. Atterriamo a livello del mare e spero che le salite siano finite ma non è cosi, altra ascesina. Sul miglio 16-17 ho qualche minuto in cui credo che il ritmo non potrò tenerlo per molto, il che non è una buona cosa quando mancano ancora 9 miglia (quasi 15km). Mi accorgo però che siano in un rettilineo in leggera salita, infatti appena spiana le sensazioni cambiano e riesco a valutare meglio lo stato delle gambe, che è ancora buono su quel ritmo. Insomma, parrà banale, ma morale della favola, non bisogna farsi demoralizzare da come si sentono le proprie gambe mentre si è in salita, anche se è poco più di un falso piano :)
Finalmente si arriva a livello del mare, il compagno di gara accusa un pochetto, faccio il ritmo e giustamente restituisco il favore, anche perchè come in tanti altri punti il vento è tosto e qui in particolare è quasi direttamente contro. Stringo un pò i denti e mi godo qualche miglio di meritata pianura (piana per davvero). Dal miglio 17 al 23 sono 38’25″ (3’58/km). Il ritmo risente del vento ed un pò di stanchezza, ma fatte queste miglia il morale ovviamente sale. Purtroppo, nel frattempo, perdo il compagno di corsa, si era quasi staccato 2-3 volte, ed avevo notato di averne di più. Peccato non sarebbe stato male finire insieme. Riprendo molti podisti, con ritmi più pesanti, e dal miglio 20 aumenta la fiducia sul fatto di poter tenere il ritmo fino alla fine. Sfodero il doping legale, il lettore mp3 e mi concentro sulla corsa, rilassata il più possibile, con quel contributo in più che la testa deve aggiungere man di mano che la distanza si accumula. Al miglio 23, sono 3 miglia e spiccioli, alla fine. Mentalmente una sorta di ultima tappa, soprattutto perchè prendo il tempo ogni 3 miglia. Sentire la fatica sotto controllo, e le gambe ancora pronte, tenendo un ritmo ancora valido è veramente una bella sensazione. Non vorrei esagerare dicendo godimento, ma un pochino si, inoltre la sofferenza è positiva, non saprei come dire, è una sofferenza attiva, non subita (cosa che magari in una ultra-maratona sarebbe invece da mettere in preventivo, prima o poi proverò). Comunque, nonostante l’orologio “sfasato”, a occhio e croce posso stare sotto le 2h45. Controllo anche al miglio 25 per capire se ha senso aumentare o no. Le ultime 2 miglia se ne sono andate in 13′ tondi tondi (4’02″/km). Manca il solito miglio virgola 2. Come spesso accade il dubbio è, ha senso provare a dare qualche cosina di più o no?
L’obiettivo inizialmente pensato per Londra (dove poi non sono andato) era 2h45′, ed ovviamente non sarebbe male farlo qui a Belfast.
Il mio orologio fa 2h32’20″ ma è indietro di qualche cosa tipo 6′ . Cioè, fatti i conti approssimativi, dovrei avere 6’40″ per fare 1930 metri. Conti più precisi sul ritmo al momento non me ne sono venuti, infatti se avessi saputo di dover correre in 3’26″/km per quasi 2km forse non avrei nemmeno provato! 2-3 secondi per una “riunione interna” e inizio a spingere, non sono in crisi e ne vale la pena. Le gambe vanno anche se ora bisogna spremere ogni risorsa. Entriamo nel parco ma il percorso è diverso dall’anno scorso, si riesce subito dal parco e c’è un rettilineo in salita, che pare infinito. Io che già ripensavo al rilassante passaggio del parco (in piano) dell’anno scorso. 6-700 metri e si svolta quasi per un dietro-front, ora discesa. Recupero due altri podisti più uno che pare un top runner cottissimo, ancora scortato da un poliziotto, intezionato però a tagliare il traguardo senza fermarsi. Non vedo il cartello del miglio 26. Vedo l’ultima curva, sono a 30 metri, dopodichè ci saranno 100 metri al traguardo, un cronometro ufficiale prima della curva segna 2h44’45″. Infattibile, continuo a spingere, senza ulteriormente sprintare, inutile limare 4-5 secondi ulteriori rischiando di farsi male, comunque sarà un over 2h45′.
Come sempre mi accade negli ultimi 100 metri, sorriso abbastanza ebete, per la gioia di aver finito. Ci si gode il supporto della gente, e ci si dimentica di obiettivi e tutto quanto, godendosi il taglio del traguardo. 2h45’14″ è il tempo ufficiale, e nonostante i sogni da 2h44’59″, (anzi ad essere onesto avevo fatto anche qualche pensierino pre-gara per un 2h42-43), considerando tutto sono più che soddisfatto e credo proprio che non avrei potuto correre meglio di così.