Bellissima Connemara, la più bella delle prime 10!!!

E’ la mia seconda presenza consecutiva a Connemara, e se l’anno scorso era stata molto bella ma con condizioni climatiche un pò toste (tipiche della zona devo dire), quest’anno il tempo è stato il massimo che si potesse chiedere. Ogni maratona è diversa e correre nel panorama sperduto, misto fra lunare ed alpino di Connemara non potrà mai essere paragonato alla maggior parte delle altre corse. E’ stata la mia decima maratona, e quella di ieri è stata decisamente la più bella.
Partenza esattamente nel bel mezzo del nulla, siamo 500 per la maratona (140 per la ultra e circa 3000 per la mezza), 3 minuti prima di partire transitano i leader della ultra (lunga una maratona e mezzo), partiti 1h30′ prima, ed esattamente ad una distanza di mezza maratona prima di noi dalla fine. Fine della gara che è comune per tutte e tre le gare.
Il tempo di dargli un pò di supporto mentre transitano e poi si parte. L’anno scorso feci un buon 3h03′, che viste le salite avevo considerato al tempo un personale virtuale. Oggi mi sento bene, peso sui 78-79 contro gli 80-81 (circa) dell’anno scorso e sono più allenato. 2h59′ è alla portata.
Un’altra caratteristica di Connemara è che non ci sono top runner, e l’anno scorso avevo avuto modo di contare, più o meno, quanti podisti avevo davanti. A differenza dell’anno scorso, quando i primi 7-8 erano tutti molto vicini, quest’anno un gruppo di 8 circa si stacca subito con un ritmo che sarebbe assolutamente azzardato per me. Faccio ciao ciao con la manina e mi riprometto di contare quanti degli amici in fuga riprenderò. Non certo per ambizioni di classifica, ma è un metodo infallibile per capire se si è impostato il ritmo di corsa nel modo giusto, visto che mediamente solo una parte dei podisti corrono la maratona con un ritmo costante.
La giornata è splendida, correre è facile in un posto del genere, praticamente quasi nessuna macchina, e l’atmosfera un pò surreale di Connemara. Mi capita di correre la prima mezza maratona con Chris, che oramai posso considerare un Amico anche se in pratica ci siamo incontrati 3 volte all’inizio ed alla fine di 3 maratone, ma in giro per l’Irlanda mi aspetto sempre di vederlo. Il ritmo è buono ma vorrei non esagerare, fra l’altro parto senza riscaldamento per salvare energie. Siamo un pò troppo veloci, 18’20″ per le prime 3 miglia, in pratica 3’47″ al chilometro. Malissimo, ma anche benissimo. Troppo veloce, ma è un ritmo che sto tenendo senza battere ciglio, con grande facilità quindi al lato negativo di essere partito troppo forte, unisco il lato positivo di avere una valida indicazione per come mi sento. Sono abituato a non ascoltare troppo le sensazioni, che spesso poi cambiano anche di molto durante la gara, quindi comunque cerco di tenere a bada il ritmo. I saliscendi sono un pò più marcati (visto che connemara è quasi tutto un saliscendi) e per fortuna il ritmo scende un pochetto, altre 3 miglia se ne vanno sui 18’50″ (3’54″/km ) e poi sui 19’15″ sempre per 3 miglia (3’59″/km). Insomma le miglia passano velocemente, mi ritrovo spesso a godere del panorama, molto rilassante. I continui saliscendi, curve e cambiamenti del panorama sono il perfetto modo per correre il liberà, mi pare quasi di stare facendo un semplice allenamento, in mezzo alle colline. Corriamo sempre in 2 e per alcuni tratti prima riprendiamo i bravissimi capofila della Ultramaratona. Con loro facciamo 3 miglia di vento contro, l’unica parte con un vento sensibile. E’ fastidioso ma durerà poco, si fa sentire nel tempo, 3 miglia in 19’45″ (4’05″/km) nonostante la discesa. Si arriva alla mezza, passaggio in 1h24′, mi ero ripromesso di passare non più veloce di 1h25′/1h26′ ma vista la giornata e le sensazioni ottime credo che sia un azzardo tutto sommato accettabile. Passiamo prima della partenza della Mezza, che partirà da li a pochi minuti, ed i 3000 sono la, in un paesello sperduto, sulle rive di un lago, fantastica atmosfera devo dire. Chris, il compagno di corsa, si stacca sulle prime salite più impegnative, mi dirà alla fine che aveva capito che stava correndo un pò troppo forte. Io inizio la mia corsa solitaria. Per la prima volta sono partito con un gel energetico in tasca, Connemara richiede qualche caloria in più, ed eccole servite. Non posso sapere se hanno fatto il loro effetto, ma devo dire che alla fine mi sono trovato a spingere bene, in un modo che non avrei pensato possibile. Le miglia continuano ad andare via velocemente, ed inizio a riprende qualche podista del gruppo che era partito molto forte. Uno a sua volta riprende me, ma lo risorpasserò nella salita finale. Al miglio 16 e 19 circa, uso il gel energetico, spero di aver fatto bene i conti per avere questo bonus di energia. Le gambe continuano a girare, certamente la fatica sulla cima delle salite si fa sentire. Ho forse un pochetto paura di avere esagerato con il ritmo, comunque riesco a staccare un altro parziale con 3 miglia in 18’45″ (mi pare dal miglio 18 al 21), ottima iniezione di fiducia, che mi permette di pensare bene per il finale.
Il sole è perfetto, scalda il giusto, e l’aria è fresca, quindi non c’è rischio di surriscaldarsi. La giornata è semplicemente stupenda ed anche con Chris, nella prima parte, 2-3 volte ci siamo ritrovati a commentare quanto fosse fantastica la giornata per correre. Al miglio 20 c’è una sorta di traguardo psicologico, sono solo 6 miglia, 10km, un allenamentino (ndr: la maratona, altri direbbero). Mi preparo alla scalata finale, ed inforco il lettore mp3. Fino a ora non l’ho usato, l’atmosfera l’aveva reso superfluo, ma la mia compilation so che mi darà quel minimo di adrenalina per spingere un pò più convinto fino alla fine. Inizia finalmente la collina finale, considerata un inferno. Il realtà la pendenza non è infernale, ma è una ascesa lunga, e posizionata nelle ultime miglia della maratona, può effettivamente diventare infernale (se ho sentito definire infernale un sottopassaggio nella maratona di Reggio Emilia, che è in qualche punto dopo il chilometro 30, allora anceh questa salita lo è certamente).
Senza tante pianificazioni mi trovo a spingere su per la collina, se finisco le energie non importa, dopo di questa ci saranno solo 2 miglia alla fine, e più che altro discesa. Recupero il podista che mi aveva superato qualche miglia prima ed un altro del gruppo che era partito a tutta birra. Mi spremo ma la cosa dura a sufficienza per fare tutta la salita ad un buon ritmo. In pratica 21’45″ (4’30″/km) per le 3 miglia più dure, dalla 21 alla 24. Si scollina, sono praticamente arrivato mi dico. Al miglio 24 sono passate 2h38′, il sub 3 ore è fatto, mancano 22 minuti e 2.2 miglia. Mi spremo ancora un pochetto, ho visto un altro podista con un passo decisamente pesante davanti a me. E nonostante ora sia veramente stanco se ne va un altro miglio a 6’20″. Sulle ali dell’entusiasmo, della voglia di finire e della fiducia per il ritmo che continua a non cambiare spingo fino in fondo e supero anche il podista che avevo davanti. Finisco per essere superato proprio sul traguardo dal primo degli Ultramaratoneti, che sta battendo allo sprint il secondo. Guardo il tempo e sono sinceramente sospreso e contento, 2h52’04″, sette minuti in meno dell’obiettivo (che mi avrebbe fatto contento) e 11 minuti più veloce dell’anno scorso. Una simpatica ragazzina all’arrivo mi conumica che sono arrivato quarto (la mia seconda medaglia di legno, e devo dire tanto bella quanto quella dell’anno scorso). Un altro segno che ho corso bene la mia maratona, riprendendo molti del gruppo di testa. Imparerò poi che i primi 3 sarebbero stati comunque imprendibili per me, 2h32, 2h33 e un fantastico 2h44 dell’amico Vasily (Russo trapiantato in Irlanda che come Chris conosco per averlo incontrato a 3-4 gare. Dopo averlo battuto la prima volta a Edinburgo nel 2006 se l’è segnata al dito e mi ha dato la polvere alla mezza di Dublino, alla maratona di Dublino e ieri a Connemara, valli a stuzzicare sti Russi).
Connemara si conferma una maratona bellissima, che consiglio vivamente a tutti i maratoneti ed aspiranti tali. 2h52 valgono per me un miglior tempo virtuale, visto che Connemara è certamente 7′-10′ più lenta di una maratona piatta, mi tocchera veramente correre New York in 2h39′ (mannaggia).

ps: In quel di Galway, in attesa di prendere l’autobus per Dublino, insieme al compagnio di weekend Irlandese abbiamo trascorso un paio di orette in un BeerGarden. Ho seguito l’Irish style per non essere antisociale, e le 4 pinte che abbiamo bevuto mi hanno decisamente fatto barcollare più della “Hell of the West”, come viene soprannominata la salita finale della maratona. Rimannaggia all’Irish style, però sono andate giù che era una bellezza :) 31032007005.jpg