Archive for the ‘ Running ’ Category

La mia prima corsa e l’ultimo capitolo del libro

La settimana scorsa sono andato dalla fisiatra, mi ha guardato per bene, e dopo una mezz’ora abbondante di domande, inserimenti al computer, scrutamento di Tac e una breve visita su di me, ha detto che sì, posso correre :)
Ovviamente non posso nascondere la contentezza e che prima di andare a correre c’ho pensato profondamente ed a lungo (era mattina e sono andato a correre a metà pomeriggio, basta come riflessione?). Ho fatto seguire una corsetta due giorni dopo, la prima era stata un pò surreale, molta attesa e zero contatto con le gambe ed i polmoni. Due giorni dopo è andata meglio, e cosi poi nelle altre due uscite successive. Quattro corsette per la prima settimana vanno benone. Ho capito che per ora il giusto è fare 30 minuti tranquilli, finisco con la sensazione di poter continuare ancora per parecchio, non ho nessuna sensazione alla schiena, sudo e i polmoni vanno un filino in stress ma non troppo.

Poi il libro, lo avevo menzionato un paio di volte, ed in pratica mancava solo un capitolo sulla corsa (è diviso in tre parti, una sulla corsa) e dopo avere fatto un paio di corse mi sono detto, ma quale miglior cosa per la parte mancante se non questa corsa?
E così ora il libro è finito. Il titolo è quasi identico a quello che avevo menzionato in questo post, aggiustato a “Lo zen, la corsa e l’arte di vivere con il cancro”.
Vi farò avere news ma ho dei contatti per pubblicarlo, attendo qualche altra informazione e di finire la correzione della prima bozza. Non so bene ancora con che editore esattamente, ma spero proprio che sia pronto e stampato per 1-2 mesi da adesso.
A suo tempo metterò, penso, una pagina qui sul blog dove poterlo acquistare direttamente, dovrò un pò capire come poter fare a seconda dell’editore con cui lo pubblicherò.

I lettori tester, assoldati fra amici, conoscenti ma anche qualche sconosciuto, hanno dato risposte molto positive, pare proprio che possa valere la pena di spendere qualche oretta per leggerlo. Non à grande, in un formato da romanzo tascabile (che a me piace molto) verrà circa 250 pagine.

Infine, le corsette ora procedono tranquille, sono fiducioso del riprendere una qualsiasi forma fisica decente, dopodiché con pazienza arriverà anche il momento di fare un prima e breve podistica da qualche parte!

musica con da corsa, ma mi ispirava:

Operazione Connemara, si parte!!!

(English version at the bottom)

Allora è finalmente giunto il tempo. Ancora non so se potrò volare, ma ho già controllato percorsi di superficie, quindi il primo di aprile 2012 voglio essere a Connemara. Per camminare la Maratona di Connemara, con quanti più di voi possibile.

Per chi fosse sicuro già ora di venire, procedete pure all’iscrizione dal sito a questo link. Scegliete se iscrivervi alla Mezza Maratona, Maratona o Ultra Maratona. Io sicuramente farò parte di un gruppo di camminatori con i quali partiremo dalla distanza della Maratona. Molto probabilmente i camminatori verranno fatti partire un’ora prima dell’orario ufficiale. Chi volesse camminare, ma solo per la distanza della mezza Maratona, dovrà iscriversi alla Mezza Maratona e dopo la partenza della Mezza Maratona a Leenan munirsi di pazienza ed aspettare il nostro passaggio per il paesino. Passaggio che dovrebbe essere circa dopo 3 ore e mezza dalla partenza dei camminatori.

Per chi fosse indeciso, l’organizzatore mi darà modo di far iscrivere persone che verranno tramite di me, anche più avanti, quando le iscrizioni ufficiali saranno chiuse. Non credo che farebbe storie se farò iscrivere persone che poi vorranno correre invece che camminare, ma a scanso di equivoci, se volete correre normalmente, iscrivetevi subito e non ci pensate più.

Vi chiedo solo di lasciarmi un commento qui, oppure mandarmi una email, per chiunque si iscrivesse a Connemara (e per quale gara) oppure per chi avesse intenzione di venire ma ancora non è certo al 100%, indicando se vuole camminare con il gruppo Maratona o che altro.

Il 18 Gennaio avrò un consulto con la Fisiatra, per chiedere se posso iniziare a corricchiare, ma soprattutto se è una buona idea prendere un volo di linea. Se da il via libera, prenoterò probabilmente un volo, altrimenti ho già studiato un bel percorso in treno fino a Londra per poi fare treno+traghetto da Londra a Dublino.
Starò penso una settimana scarsa a Dublino prima della Maratona, per poi trasferirmi a Galway 2-3 giorni prima della gara del primo Aprile.

Chi mi vuole beccare a Dublino è welcome, chi vuole viaggiare con me è welcome, altrimenti la sistemazione è facile. Per andare a fare Connemara la cosa migliore è dormire a Galway, ci saranno poi i bus dell’organizzazione che la mattina della gara ci porteranno tutti alle relative partenze.

Per il discorso corsa, non vi preoccupate, se anche la Fisiatra mi darà il via libera per corricchiare, Connemara sarà una maratona camminata, comunque! Preparatevi per camminare 7 ore circa ai 6km/ora (buon passo ma non esagerato). A Leenan, metà via, c’è un PUB, per chi vuole fare 15 minuti ed una pinta, dovremo aumentare il passo, di conseguenza, nella prima metà della gara :)

Comunque per i dettagli ci sarà tempo, metterò presto anche online la pagina per la raccolta di charity con CancerWest.ie con cui voglio appunto raccogliere fondi per la loro attività rivolta ai malati di cancro.

Ecco qui la pagina per il fundraising per Charity, già pronta ed operativa: http://www.mycharity.ie/event/simone_grassis_event/

e come sfondo musicale una canzone adatta per camminare con una certa verve per Connemara:

English version: English speaking friends, so finally it is sure, I will go in Connemara to walk the Connemara Marathon the next 1st of April. I still don’t know if I will be able to fly, but in case I found a way to go by tain to London, and then Train+Ferry from London to Dublin.
As long as the registration in Connemara is still open, if you are sure 100% that you wanna come, just go to the Connemara Marathon web site, at this link, and join. If you are not sure, the organize will allow me to register people coming there in connection with me for another while. So no problems! Just let me know if you registered, or if you just wanna come, send me a message here or drop me an email. I will also open soon the page for a Charity Collection I will do with CancerWest.ie!

Here it is the fundraising page link, ready and active: http://www.mycharity.ie/event/simone_grassis_event/

Controllo di Dicembre: Peter Pan

Come riportato nel titolo, ho saputo oggi il referto della Tac di Dicembre e per farla corta è considerabile positivo!!! Conferma abbastanza il controllo di settembre anche se farò solo il 4 il colloquio con l’oncologo per i dettagli.
In pratica per chi avesse seguito i dettagli dei vari controlli, tutti gli elementi nei polmoni sono dimensionalmente stabili. La cosa positiva è che le metastasi sparse in giro, che sono quasi tutte escavate internamente, mostrano un aumento di questa cavità interna, che pare sia segno di avanzamento della necrosi, che è male per il tumore e bene per me. Mentre la massa grossa, rispetto ad un lieve calo a settembre è ora stabile. Dalla Tac non è possibile capire l’eventuale processo di necrosi, sarà quindi ora di parlare con l’oncologo di eventuali esami specifico come la PET, che al contrario della Tac può evidenziare lo stato di attività della massa tumorale.
Per il resto non ci sono nuovi elementi in giro per gli organi ne in testa, quindi bene, mentre la situazione delle ossa pare stabile.
Io continuo a sentirmi bene e sicuramente la terapia attuale sarà confermata, ci sarà solo da capire quando fare i controlli e con che esami.
E Peter Pan che c’entra? Poco, ma c’entra. Sono stato qualche giorno a Monaco e ci tornerò con mio fratello e la sua famiglia. Sono andato dalla Rosi qualche giorno e ne ho approfittato per fare un giro a piedi per il percorso che spesso avevo usato per i miei allenamenti, lungo il Wurm (ne ho approfittato per fare due foto al giro in questione, che metto sotto in una gallery)! Qualcuno ricorderà un post di qualche tempo fa, in cui la ripresa fisica post chemioterapia mi aveva ispirato un post in cui descrivevo la mia voglia di correre con un ipotetico allenamento sul Wurm. Il post era questo, e nel libro che stò scrivendo (per la cronaca è a buon punto, 85% e per ora ho avuto buoni feedback dai lettori test che ho assoldato fra gli amici) è diventato un capitolo, intitolato Peter Pan. Molto ispirato se non identico a quel post, lo riporto qui sotto perchè se al tempo avevo voglia di camminare, stare all’aria aperta, e sopratutto di tornare a sentirmi bene, adesso sento più forte la vera e propria voglia di correre.

Eccolo qua e sotto ovviamente il video della canzone che viene usata nel paragrafo per accompagnare il racconto di questo giro del mio circuito sul Wurm, nella periferia di Monaco!!!

La vita è rampicante e infestante, bastano poche boccate di ossigeno dopo l’apnea per risvegliarsi affamati, sognare in grande mentre si e’ ancora piccoli piccoli, pensare di essere indistruttibili mentre si e’ ancora mezzi devastati, e tutto questo perché nessuno ci impedisce di sognare e poi di ripartire un passo alla volta, e fare quel passo con il piglio di un leone, anzi una leonessa, visto che il lavoro duro nella savana lo fanno loro.
Sto espellendo le scorie dell’intossicazione da farmaci ed è un risorgimento continuo, oggi una passeggiata, domani due, lavorare sotto un albero in un parco da grande ispirazione e poi tornare a piccole abitudini di quando ci si sentiva indistruttibili anche fuori e non solo dentro.
Mettere le cuffie, lanciare la musica e se non si sta correndo non importa, lo sguardo e’ dritto verso la strada che ci sta davanti, il passo e’ solido anche se a completare le gambe c’è il bastone e quindi si vuole, eccome se si vuole.
Voglio lanciare il bastone ed iniziare a correre, sudare fino allo sfinimento, ma va bene anche camminare, chissà se chi mi vede passare capisce che nonostante il bastone mi pare di camminare con un passo solido come un cingolato.
Voglio tornare a fare una giornata di lavoro come tante altre, computer e le solite cose, ma già il coltello fra i denti, in attesa dell’appuntamento con il proprio fisico. Un lento infuso di carica mentale durante il rilassante svolgersi del lavoro da ufficio. In men che non si dica, pantaloncini e via al percorso amico.
Voglio essere lungo il Würm, periferia di Monaco, la canzone giusta che inizia e già mi fa pregustare l’atmosfera di battaglia. Me ed il percorso, un parco attorno ad un ruscello, tre chilometri e mezzo di sudore, curve, ponticelli, prati, bosco, piccole dunette, il tutto da fare parecchie volte.
Voglio concentrarmi solo sulla contrazione dei muscoli delle gambe, sul sangue che pompa, il fisico che gira come un pistone, una doppia curva sul ponte, spingi e piega e spingi sul ponte e poi piega nuovamente per uscire più veloce che in ingresso, rallentare è un po mollare e non c’è più appello, chi molla è perso, cunette sconnesse e si allunga la falcata per impattare nei punti giusti e sul campo aperto si resetta il cervello e la musica torna a dominare

…Now this is who we are

I’ll never know the answers

And I’ll always wonder why…

Voglio ancora risvegliarmi davanti al curvone per rientrare nel boschetto, vorrei farlo volando, ma va bene così, gli alberi che scorrono sulla vista periferica mi danno il mio momento da Peter Pan.
Forse volo veramente, e non credo proprio possibile che io stia invecchiando.
Ecco il secondo ponte, momento duro e per questo è facile sapere che fare.
Qualche centinaia di metri a fianco del ruscello, a meno di due metri dall’acqua, e la corta salita davanti ad aspettare. E’ corta e ripida e mi tira fuori altra energia per aumentare e prendere la rincorsa. Per la seconda volta in poco tempo volo nuovamente e mi sento indistruttibile, spingo, spingo, spingo, ed a metà salita le cosce bruciano, ma sono già in cima prima di tentennare, curvo a destra bruscamente, e prima di sentirmi vulnerabile e cotto ricado nelle braccia della musica che mi rigenera lungo la discesa.

…Now this is who we are

I’ll never know the answers

And I’ll always wonder why…

Voglio sentire il sollievo di correre in campo aperto, metri noiosi ma pacifici e veloci, dritto per dritto. Finalmente si pensa solo a correre con stile veloce ed economico, poche centinaia di metri che finiscono in fretta e siamo ben oltre la metà del giro, ce la farò anche stavolta, non ho dubbi, almeno per qualche secondo.
Rientro nel bosco con un altro ponte e c’è la parte migliore, curve leggere in continuazione,
piccole dunette da approcciare al meglio, qualche persona e cane da schivare, e mi accorgo di essere ancora indistruttibile.
Ogni tanto vorresti controllare per vedere se veramente le gambe toccano terra, e non spingi come una locomotiva solo perché sai che finirebbe solo per abbreviare tutto questo,
ma ricadi nella musica e prima di perdertici, dentro di te, per un secondo, pensi che forse si, dovresti spiccare il volo senza pensare alle conseguenze.

…Now this is who we are
I’ll never know the answers
And I’ll always wonder why…

Voglio essere nuovamente nel rettilineo opposto alla partenza, ancora bosco, il Würm stavolta sulla destra. Tutta dritta e l’ultimo ponte, allarghi bene e pieghi come una moto a destra, spingi nei 5/6 metri di ponte e ripieghi a destra per il rettilineo che porta alla ripartenza del prossimo giro.
Esci in spinta per non perdere velocità, asfalto sotto i piedi per pensare che stai recuperando senza rallentare di un passo, davanti puoi avere ancora una montagna di giri, o essere arrivato ma esiste solo l’adesso, il momento e si concede qualche cosa al proprio ego spingendo un po sull’acceleratore.

…But You have let me start again

I’d rather be called weak

Than die thinking I was strong.

Voglio sentire che sta per finire un giro ma che ce ne sarà un altro, e molto probabilmente
non finiranno presto. Allora finalmente sono un po indulgente con me stesso, devo anche fare il prossimo giro, e per farlo devo essere indistruttibile a lungo. E se le gambe non stanno staccate da terra non è niente, come mi ha urlato la canzone per molte volte, preferisco sentirmi dare del debole che fermarmi pensando di essere indistruttibile. Voglio finire il prossimo giro e nei primi metri del nuovo correre come se fosse l’ultimo, sentirsi indistruttibile è importante, ma sapere che per essere indistruttibile devi essere pronto a farne un’altro ancora, senza fine, è troppo importante per dimenticarlo.

E’ ufficialmente iniziata la preparazione di …

Non so bene per cosa sia iniziata la preparazione, sicuramente voglio camminare Connemara, ma devo dire che dopo i 29km di due settimane fa, ho capito che fisicamente non sarà un problema.
In ogni caso oggi ho investito qualche Euro in una lavagna di Buffetti. L’idea era di mettere mezza lavagna a disposizione dell’attività fisica, e mezza lavagna per il lavoro.
Per ora una delle due cose ha finito per essere preponderante, tre settimane ci stanno bene bene, pianficazione in nero, sottolineatura in rosso ciò che è stato fatto del pianificato. Probabilmente un bel rosso fiammante per le cose fatte ma non pianificate.
Fra le altre cose devo aggiungere il peso in basso ai giorni, che comunque è oramai sui 74 bassi, con già una puntatina nei 73 alti. Un livello assolutamente impensabile che avrei tanto voluto avere un paio di anni fa in piena attività maratonistica quando di chili ne avevo sette in più. Ma ci sarà tempo per perderne un altro pò, e rimettere su 2-3 chiletti di muscoli. Le ossa andranno aiutate portandosi dietro meno peso possibile, che sia la volta buona di poter avvicinare la soglia dei 70, che fino ad un anno e mezzo fa non potevo nemmeno immaginare di raggiungere.
Per ora il piano è misto fra camminare, corsa in acqua o nuoto (a piacimento) e pedalate sulla cyclette, con esercizi addominali e per le braccia. Una bella curetta del genere per tutto dicembre e poi speriamo di avere qualche buona news dai controlli previsti nelle prossime settimane.
Vi piace la lavagnetta? A me si, peccato non poterci scrivere dei bei 8×1000 o 5×4000 il mio preferito RipAf alla Speciani, ma verrà il tempo, almeno lo spero.
Domenica sono andato alla Maratona di Firenze, per un weekend in compagnia. Oltre ad essere state due giornate splendide come tempo, è stato bello sentire l’atmosfera della corsa. Per la prima volta, incrociando i più forti e poi dietro scorrendo le posizioni dove presumibilmente mi sarei potuto posizionare se fossi stato bene, mi è venuto un pò di magone e voglia di esserci stato. Pazienza, vediamo se la fisiatra che aveva azzardato un “magari un pochino di corsa”, fra un paio di mesi sia più convinta nei suoi commenti!!!

Lavagna Allenamenti

Per la colonna sonora un escursus nella mia vita passata. In questo periodo mi è ripassato davanti (ho l’impressione che fosse in pieno sorpasso con 4 frecce e fari a manetta) un pezzo della mia vita passata. Era una accogliente estate della fine degli anni ottanta, quando giravo per i dintorni di San Menaio con questa canzone nelle orecchie e il meglio della vita che fluiva e sfuggiva allo stesso tempo!

Per una corretta pratica della corsa …

…comprare un meraviglioso paio di scarpe :)

and the winner is … IO!

Vincitore di un paio di Jazz14! Mi sono goduto molto le Jazz13 con le quali ho condiviso il sogno di fare il passatore nel 2010, ho deciso che non compravo un paio di scarpe da troppo tempo, giusto poco prima del passatore 2010 appunto. Diciamo che sia di buon auspicio per poter iniziare a correre qua più avanti, magari in primavera, con queste ottimamente ammortizzate Saucony! Per la cronaca ho preso anche uno stringinaso. Ho provato ieri il boccaglio per nuotare in piscina e va benissimo. Unico neo mi entrava talmente tanta acqua dal naso che ero costretto a fermarmi in continuazione. Quindi, stringinaso e da domani divento nuotatore!

Inoltre domenica scorsa per la prima volta dopo un bel po’ di tempo ho tagliato il traguardo di una maratona. Premessa importante, non avevo il pettorale e non avevo fatto 42km di corsa ma ne avevo camminati 10 circa. Ma gli organizzatori visto l’orario non hanno fatto storie e ci hanno fatto sfilare in parata … sogno di poterne correre una e ritagliare quel traguardo con 42km di fatica alle spalle, sogno di correrla con Sabrina, Andrea, Amedeo, Franz, Stefano e mille altri amici podisti e magari come e più forte di quello che correvo prima. Insomma in tutte le salse!

Dato che si parla di corsa si parla anche di musica,
allego come al solito un brano, chitarra graffiante e ruvida come i Metallica sanno fare,
per veri podisti massicci ed incazzati!!!

update: a completare il post di buon auspicio ieri sono uscito per una delle mie solite camminate e sull’oramai solito percorso lungo il fiume Savio. Giunto alla fine del solito percorso ho notato che continuava come percorso ciclabile. Pareva lungo si ma affrontabile, era arrivato già altre volte ai 14km e mi sono detto, sarà circa 20, andiamo. Fra l’altro la giornata era bellissima. Ho stimato un pò male dalla cartina stampata sul cartello, e quando ho realizzato che era un pochino più lungo era tardi, stavo benissimo e ho completato il giro. Quindi sono venuti 28.8km senza problemi di indolenzimenti da nessuna parte in giro per la spina dorsale (che è la cosa che conta).
Ecco qua l’uscitina, metto sotto le foto fatte lungo il percorso:

Un sogno di nome: Connemara Marathon, 1 Aprile 2012

Non si parla ancora di corsa, no, però mi piace parlare di Connemara, che è per me “LA” Maratona. Iniziando nuovamente a fare camminate, anche se non lunghissime, ma da qualche parte si deve partire, mi è venuta in mente una idea meravigliosa, come Cesare Ragazzi! Essere il prossimo primo aprile 2012 a Connemara, per camminare la Maratona di Connemara. Ovviamente è un pò presto per poterne essere sicuro, penso di poterne avere la sicurezza verso fine anno, ma la pazienza ovviamente è il minimo per sperare di poter fare questo nuovo debutto, come podista camminatore.
Fra l’altro il programma ci charity CancerWest.ie legato alla maratona di Connemara mi accoglierebbe molto volentieri per promuovere appunto una raccolta di charity legata alla mia partecipazione alla gara ed inoltre l’organizzatore Ray mi ha già invitato ufficialmente, anche lui mi aspetta e spero io possa andare. Non solo, visto che so di amici a cui piacerebbe venire a Connemara con me, ho già avuto una dispensa sulla deadline naturale della maratona per chi volesse venire a Connemara insieme a me. Potro iscrivere tutti i compagni di viaggio che voglio anche dopo la deadline dell’iscrizione, che spesso chiude per raggiunto limite verso fine dell’anno.
Per concludere il quadro, ho buttato la all’organizzatore la possibilità di invitare un certo podista italiano molto noto fra noi appassionati di ultramaratone, vedremo se la cosa si concretizzerà.
Quindi? Niente, deciderò più avanti se posso effettivamente andare, mi aspettano altri controlli e notizie buone per passare dalle camminate da 10-12km che posso fare anche ora, ai 42km che vorrei fare a Connemara, ma sono fiducioso e se ancora sarà presto per rischiare un viaggio in aereo, che potrebbe essere rischioso per le vertebre del collo, mi prenderò un bel treno fino alla bretagna e poi via in traghetto verso l’emerald island! A proposito dei controlli, lunedì prossimo avrò il colloquio con gli Oncologi dopo la tac fatta il 30 settembre. Ho avuto solo una email di 1 riga dalla dottoressa per mancanza di tempo, mancano i dettagli ma a quanto pare c’è ancora il termine riduzione dentro al referto dei radiologi.
Quindi avanti con ottimismo, chi pensasse anche solo lontanamente di poter essere interessato a farsi un giro a Connemara il primo Aprile 2012, lasciate un messaggio, intanto inizio a buttare giù una lista, poi vi riavviso io quando avrò modo di deciderlo al 100%
ps:voi potente andare anche senza di me, si capisce :) ma in quel caso occhio alla deadline dell’iscrizione

Come canzone per questo post non potevo che mettere la mia canzone simbolo di Connemara, anzi in particolare la canzone simbolo della Hell of the West, famigerata salita posta nelle ultime miglia del percorso della maratona!!! Il Come oooooooon iniziale mi ha trascinato su per di la più volte in modo molto efficace

update controllo: sono poi andato a parlare con gli oncologi. C’è una ulteriore lieve riduzione della massa principale del tumore, mentre gli elementi secondari nei polmoni sono sostanzialmente stabili in dimensione e numero. L’oncologo mi ha fatto capire che il tumore decrescendo lascia dei segni, quindi non è possibile dire quali sono segni di cicatrizzazioni e quali sono ancora masse tumorali attive. Comunque c’è ancora una riduzione e questo ci basta per continuare questa terapia, il prossimo controllo sarà verso il 12 Dicembre. Per le ossa quadro stabile, qualche segno di aumentata sclerosi, che dovrebbe voler dire una ricalcificazione ossea, che è bene. Quindi gambe in spalla, pazienza sempre in prima fila e si continua cosi!

Sail: Voglio correre un’altra 100km

Un passettino alla volta, ma senza fermarsi


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Ripartire è sempre difficile, e lo sport non fa difetto. Ricordo i primi mesi da podista. Arrivavo da oltre un anno di stop, dopo un brutto infortunio avuto giocando a calcio a Novembre 2002. Tibia e perone erano semplicemente saltati, la gamba che a metà fra ginocchio e caviglia semplicemente se ne andava nella direzione sbagliata.
A fine 2003 ero fiacco, demotivato e pure un pò ciccione. La poca forma fisica mi rendeva anche meno lucido, sia nel lavoro che nella vita quotidiana.
Quindi decisi di ripartire, non ricordo quale fu la molla, certo il 2003 fu un anno di cambiamenti, ma era solo l’inizio.
Ripartire fu tosto, ma la vera fatica fu quella subito precedente alle prime corse, quella mentale di mettersi nell’ottica di ripartire. Certamente avvicinarmi ai 90 chilogrammi fu uno dei fattori che mi fece smuovere il culetto. Culetto, il culone!!!
Le prime corse furono frustranti, la tibia si era rinsaldata, anche se a camminare dritto ci avevo messo quasi sei mesi, però la gamba era massacrata. La caviglia molto debole per i 3 mesi di gesso e la muscolatura nella zona bassa del polpaccio da buttare. Mi pareva di avere dei ganci sotto ai muscoli, che con la contrazione della corsa grattavano e grattavano.
Ci misi un pò, ma i primi allunghi e qualche chilometro più rilassato, insieme alla fondamentale sensazione di miglioramento della condizione, mi avevano permesso di pazientare. Continuai a pazientare, fino a che mi ritrovai podista, e poi maratoneta.
Insomma ne valse la pena.
Ora è il momento nuovamente di muovere un pò il culo. Niente obiettivi particolari, niente sfide, sono già stato sballottato abbastanza dalle vicissitudini recenti, e sul fronte malattia siamo solo all’inizio del recupero.
Però se il fisico allenato e in forma, grazie agli anni passati da podista, mi ha dato una mano in questo ultimo anno di terapie e battaglia, allora è il momento di ripagarlo ma soprattutto ricaricarlo.
Dovrò tenere in conto che ho delle vertebre ancora malconce, che avranno un lungo percorso di recupero, ma qualche cosa si può fare, per preparare il fisico a lottare per un altro po di tempo.
Quindi una cosa alla volta. Gli ultimi passettini sono stati di riprendere a lavorare un pò con più gusto, sfruttando un progetto che ho organizzato con un amico e si spera futuro collega.
Inoltre dopo il buon controllo e le migliorate condizioni mi sono preso un monolocale per tornare a vivere da solo. Mia madre l’ha presa un pò sul personale ma non è così, non è facile spiegarle il concetto, per me ovvio, che alla tenera età di 38 anni, mi viene naturale vivere per conto mio (ed al più presto con la Rosi, non appena riuscirà a trasferirsi qui da Monaco di Baviera). I miei genitori sono stati molto bravi in questi mesi, oltre ad accogliermi nuovamente a casa da fine 2010 anche ad assistermi in questi mesi di problemi fisici e terapie toste.
Sono comunque a 10 minuti a piedi da loro, non sono a posto e indipendente al 100%, ma questo è uno dei modi migliori per fare un passetto avanti.
Infine, oltre a comprarmi un fantastico iMac che mi farà da ufficio, televisione, svago per qualche lettura e contatto sociale via internet, è ora di tornare a fare attività fisica.
Le due o tre uscite in piscina menzionate nel post precedente sono rimaste solitarie. Evidentemente non ero pronto per ripartire, prima preso dallo spostamento nel nuovo appartamento e poi dalla nuova verve ritrovata lavorando.
Ma adesso è giunto il nuovo passettino per l’attività fisica, quindi mi sono scaricato un bel plugin per il questo blog che mi permetterà di pubblicare velocemente i miei ultimi allenamenti in un post-settimanale che farò, proprio per smuovere il culo. Se a fine settimana non ho niente da pubblicare, che figura ci faccio poi? :)

Ecco un esempietto, la sessione loggata è di prova, non ho pedalato, si comincia domani, partendo con un pò di cyclette.

Recent Workouts

--TRAININGPEAKS CONNECT ERROR: Cannot access TrainingPeaks--

quando si parla di sport non può mancare la musica, scrivendo mi è venuta in mente questa canzone ascoltata live al concerto degli AC-DC a Dublino … e che le danze abbiano inizio!!!

Voglio Voglio Voglio

La vita e’ rampicante e infestante, bastano poche boccate di ossigeno dopo l’apnea per risvegliarsi affamati, sognare in grande mentre si e’ ancora piccoli piccoli, pensare di essere indistruttibili mentre si e’ ancora mezzi devastati, e tutto questo perche’ nessuno ci impedisce di sognare e poi di ripartire un passo alla volta, e fare quel passo con il piglio di un leone, anzi una leonessa, visto che il lavoro duro nella savana lo fanno loro
Sto’ espellendo le scorie dell’intossicazione da farmaci ed e’ un risorgimento continuo, oggi una passeggiata, domani due, lavorare sotto un albero in un parco da grande ispirazione e poi tornare a piccole abitudini di quando ci si sentiva indistruttibili anche fuori e non solo dentro.
Mettere le cuffie, lanciare la musica (e la canzone che metto sotto in allegato), e se non si sta correndo non importa, lo sguardo e’ dritto verso la strada che ci sta davanti, il passo e’ solido anche se a completare le gambe c’e’ il bastone e quindi si vuole, eccome se si vuole

Voglio lanciare il bastone ed iniziare a correre, sudare fino allo sfinimento, ma no va bene anche camminare, chissa se chi mi vede passare capisce che nonostante il bastone mi pare di camminare con un passo solido come un cingolato

Voglio tornare a fare una giornata di lavoro come tante altre, computer e le solite cose, ma gia’ il coltello fra i denti, in attesa dell’appuntamento con il proprio fisico, un infuso di carica mentale in salsa di rilassatezza di lavoro da ufficio, ed in men che non si dica, pantaloncini e via al percorso amico,

Voglio essere lungo il würm, periferia di Monaco, la canzone giusta che inizia e gia’ mi fa pregustare l’atmosfera di battaglia. Me ed il percorso, un parco attorno ad un rusciello, 3km e mezzo di sudore, curve, ponticelli, prati, bosco, piccole dunette e zone liscie, da fare parecchie volte, voglio concentrarmi solo sulla contrazione dei muscoli delle gambe, sul sangue che pompa, il fisico che gira come un pistone, una doppia curva sul ponte, spingi e piega e spingi sul ponte e poi piega nuovamente per uscire piu veloce che in ingresso, rallentare e’ un po mollare e non c’e’ piu appello, chi molla e’ perso, cunette sconnesse e si allunga la falcata per impattare nei punti giusti, e sul campo aperto si resetta il cervello e la musica torna a dominare

Now this is who we are
I’ll never know the answers
And I’ll always wonder why

Voglio ancora risvegliarmi davanti al curvone per rientrare nel boschetto, vorrei farlo volando, ma va bene cosi, gli alberi che scorrono sulla vista periferica mi danno il mio momento da peter pan, forse volo veramente, e non credo proprio possibile che io stia invecchiando. Ecco il secondo ponte, momento duro e per questo e’ facile sapere che fare, qualche centinaia di metri a fianco del ruscello, a 2 metri dall’acqua, e la salitella davanti ad aspettare, corta e ripida mi tira fuori altra energia per aumentare e prendere la rincorsa, e per la seconda volta in poco tempo volo nuovamente e mi sento indistruttibile, spingo spingo spingo ed a meta’ salita le cosce bruciano, ma sono gia’ in cima prima di tentennare, curvo a destra bruscamente, e prima di sentirmi vulnerabile e cotto ricado nelle braccia della musica che mi rigenera lungo la discesa

Now this is who we are
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Voglio sentire il sollievo di correre in campo aperto, metri noiosi ma pacifici e veloci, dritto per dritto finalmente si pensa solo a correre con stile veloce ed economico, poche centinaia di metri che finiscono in fretta e siamo ben oltre la meta’ del giro, ce la faro’ anche stavolta, non ho dubbi, almeno per qualche secondo
Rientro nel bosco con un altro ponte e c’e’ la parte migliore, curve leggere in continuazione,
piccole dunette da approcciare al meglio, qualche persona e cane da schivare, e sei nuovamente indistruttibile,
ogni tanto vorresti controllare per vedere se veramente le gambe toccano terra, e non spingi come
una locomotiva solo perche’ sai che finirebbe solo per abbreviare tutto questo,
ma ricadi nella musica e prima di perdertici, dentro di te, per un secondo, pensi che forse si, dovresti spiccare il volo senza pensare alle conseguenze,

Now this is who we are
I’ll never know the answers
And I’ll always wonder why

Voglio risvegliarmi ancora nel rettilineo opposto alla partenza, ancora bosco, il würm stavolta a destra, tutta dritta e l’ultimo ponte, allarghi bene e pieghi come una moto a destra, spingi nei 5/6 metri di ponte e ripieghi a destra per il rettilineo che porta alla ripartenza del prossimo giro, esci in spinta per non perdere velocita, asfalto sotto i piedi per pensare che stai recuperando senza rallentare di un passo, davanti puoi avere ancora una montagna di giri, o essere arrivato ma esiste solo l’adesso, il momento e si spinge un po sull’accelleratore

But You have let me start again
I’d rather be called weak
Than die thinking I was strong

Voglio sentire che sta per finire un giro ma che ce ne sara’ un altro, e molto probabilmente
non finiranno presto, allora finalmente sono un po indulgente con me stesso, devo anche fare il
prossimo giro, e per farlo devo essere indistruttibile anche per il giro dopo, e quello dopo,
e cosi via, e se le gambe non stanno staccate da terra non e’ niente, come mi ha urlato la canzone
per molte volte, preferisco sentirmi dare del debole che fermarmi pensando di essere indistruttibile,
voglio finire il prossimo giro e nei primi metri del nuovo correre come se fosse l’ultimo, sentirsi indistruttibile
e’ importante, ma sapere che per essere indistruttibile devi essere pronto a farne un’altro ancora, senza fine
e’ troppo importante per dimenticarlo

ps: chiedo umilmente scusa per l’italiano, data la formazione scientifica i miei pensieri escono cosi, fare troppe correzioni li renderebbe piu leggibili ma probabilmente poco fedeli a quello che mi passa in testa correndo o quando penso di volere tornare a correre

Podista anche senza correre e nuovo controllo

Eccomi qua, ho latitato un pò, ma attendevo il nuovo controllo per fare un piccolo aggiornamento, venendo nuovamente a mancare la mia promessa di parlare anche di altro, oltre alla malattia. Devo migliorare.
Detto questo ho fatto un nuovo controllo, dopo altri 3 cicli di chemioterapia, per un totale di 6.
Il quadro non è ne negativo ne del tutto positivo, sempre stabilità nella massa più grossa nei polmoni, indice che comunque questa chemio degli effetti li ha dati e mantenuti, però ci sono delle metastasi che sono cresciute, dando quindi un segnale alterno.
Per le ossa il quadro è discreto, miglioramenti dove è stata fatta la radioterapia, e per il resto stabilità e qualche segno di miglioramento.
Quindi? Quindi ora si cambia cura, è ora di sfruttare la terapia legata alla mutazione EGFR, che potenzialmente può dare buoni risultati. Inizierò fra pochissimi giorni, ed il controllo sarà poi fra 8 settimane, per controllare l’efficacia.
Come sempre bisogna sperare bene ed essere fiduciosi che la terapia abbia effetto, che sia la volta buona di vedere anche una regressione!!!

Per il resto è arrivata l’estate, non me la posso godere facendo qualche bella corsa in canotta, ma certamente un pò di caldino e qualche camminata ed un pò di sole aiutano.
Per rimanere podista anche senza correre mi tengo un pò informato sulle varie imprese degli amici podisti ed ho anche approfittato dell’idea di un’amica del mondo del podismo, Luisanna, che mi ha detto, “Perchè non scrivi due linee per podisti.net”. Lei è venuta a sapere di me da poco, e lo ha fatto sapere ai gestori di Podisti.net, anche loro allo scuro dei miei problemi.
Allora mi sono preso qualche giorno e mi sono detto perchè no, e se anche potesse essere di aiuto a qualcuno con problemi simili o con conoscenti o cari che hanno un problema simile, mi ha reso la cosa più che sensata.
Ne ho approfittato per buttare giù una idea che avevo in testa da tempo, utile anche a me per mettere su carta un pensiero che lega la corsa a questa mia nuova situazione personale!!!

Mi riimpegno a dire che il prossimo post non sia dedicato a questioni mediche, e vi lascio con questa, chiamiamola, lettera aperta al mondo del podismo, che gentilmente gli amici di Podisti.net hanno pubblicato!

Perchè Corriamo? Ora lo so!

Ero un felice podista, contento di faticare per le strade, avendo iniziato come tutti per stare in forma e poi preso dalla passione per questo sport e anche dalle amicizie che si erano create dal nulla. In sei anni circa di podismo avevo preso coscienza di avere ricevuto molto dal podismo e da chi ci sta dentro e attorno, mischiando periodi di puro godimento della pratica sportiva a periodi in cui anche un po’ di sano agonismo mi aveva spinto a cercare di andare più forte o più lontano.
Continuavo a non avere una risposta sul perché correvo, di certo la forma fisica e delle belle giornate in compagnia erano già di per sé più che sufficienti.
E così fra una garetta, una maratona e qualche ultra, ero arrivato a correre fino alla piazza di Faenza. Era fine Maggio del 2010, quando un ragazzo in canotta e pantaloncini entrava nella piazza di Faenza stanco ma sorridente, e tagliava un bel traguardo. Tanta soddisfazione, tanti amici, momenti molto belli. La gara aveva preso senso proprio correndola, il sudore lasciato sotto al sole in Toscana, i dubbi sul poter finire una volta arrivato in cima alla Colla, la forza di volontà unità alla spensieratezza di essere lì grazie ad una passione a cui nessuno mi obbligava a partecipare. Tagliando il traguardo e nei giorni seguenti, tutto prendeva più senso, e la soddisfazione diventava più consistente e chiara. Mancava ancora un buco, nella fatidica domanda, perché, ma non c’era fretta di rispondere, la sensazione era che, qualunque fosse il perché vero, ci fosse e avesse senso.
E’ febbraio 2011, quando un ragazzo con collare, bastone e “bello imbottito” visto che fa freddo, attraversa, con tre amici, quella piazza di Faenza, passo lento, non è abituato ad usare il bastone, e poi non ha voglia di tossire troppo, cosa che gli capita se cammina troppo in fretta.
Si avvicina lento, al centro della piazza, stavolta in direzione opposta, andando verso quello che era il traguardo di Maggio dal centro della piazza. Percepisce l’ironia della sorte, pochi mesi prima era arrivato lì a piedi da Firenze, ora arranca e si stanca solo per attraversare la piazza, facendo fatica a stare dietro ai suoi amici che camminano.
Un sorriso viene spontaneo, né ironico né amaro, solo un sorriso, mi auguro lo stesso che ebbe a Maggio entrando in piazza nell’altra direzione.
Nel mezzo era cambiato tutto e non era cambiato nulla, qualche fastidio a settembre, una diagnosi pesante a ottobre, il colpo tosto di svegliarsi malato e contro un avversario che viaggia spedito. Il tempo di smaltire il colpo mentre si iniziano le cure, otto cicli di chemioterapia e qualche seduta di radiazioni, per aiutare, anche se bombardandoli, quei polmoni e vertebre che tanto bene avevano fatto il loro dovere negli anni precedenti.
Insomma, un bel po’ di notizie negative, ma in quel camminare lento nella piazza, aiutato dal bastone e bloccato da un collare, anche una nuova consapevolezza, sapevo che correre aveva un senso, e non solo per stare in forma. Ebbene sì, avevo maturato una nuova consapevolezza, prima presente ma non chiara, ma ora più nitida, i mesi di battaglia contro un ostacolo nuovo ed inaspettato, li avevo affrontati con la stessa forza di volontà del podista che corre da stanco, con la stessa dedizione di chi prepara una gara lunga con tanti allenamenti sotto la pioggia, al caldo, al freddo, quando stare sul divano sarebbe stato tanto più facile, ma in qualche modo sbagliato. Sapendo che non ci saranno né premi né gloria, lo si fa e basta. Ed infine con lo stesso sorriso sulle labbra di chi sa che chi ci sta attorno non se ne frega, ci applaude se arriviamo primi o ultimi, ci urla di non mollare perché tutti dobbiamo arrivare in fondo, e poco importa quanto ci metteremo.
Insomma, ora che sono a riposo forzato dal correre, ho capito fino in fondo perché correvo, non lo sapevo ma mi stavo preparando a questo nuovo ostacolo, a questa nuova gara. Prima o poi lo dirò agli oncologi, sentire il fisico sconvolto da 90km (ma anche meno possono bastare) di corsa ininterrotti, sono il modo migliore che conosco per essere pronti per stare a testa alta anche vomitando in un secchio mentre qualche osso ci fa male anche solo a spostarci di 10cm.
Morale della favola, podisti correte, siamo dei privilegiati, ci alleniamo per la sfida più ardua, e lo facciamo divertendoci e stando fra amici, che vogliamo di più?