Archive for the ‘ Racconti ’ Category

Passatore Dreaming: 100km del passatore, una corsa, un mito … un sogno

Domani alle 3 del pomeriggio, partirá la 36 esima edizione della 100km del Passatore. Oramai piú un mito che una gara, da qualche anno nella mia testa, ma che ancora non ho voluto nemmeno provare a preparare, ma prima o poi spero di avere la fortuna di prepararla a dovere, e di potere partecipare.

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Video dell’anno scorso: 2007

Una bel racconto di un passatore corso da un ragazzo del 1954!

Un altro racconto del passatore di Sara!

ps: in bocca al lupo a tutti i partecipanti, sicuramente ci sará l’oramai ultramaratoneta Andrea, ma spero anche che l’ironman Lucio abbia deciso di andare.

Un breve racconto della mia maratona di Belfast, 5 Maggio 2008

La mia terza partecipazione a Belfast inizia bene, il tempo è buono, bello ma con un pò di foschia che eviterà di farci bombardare dal sole troppo presto. Si parte davanti alla City Hall alle 9 di mattina, come sempre e come nel 2006 e 2007 ci attende un percorso molto mosso, nessuna vera e propria scalata, ma tanti e continui saliscendi. L’obiettivo è di andare sotto le 2h40, so di averlo nelle gambe, dipenderà un pò dalla giornata, visto che ogni giorno fa storia a se, come ogni percorso, piatto o mosso che sia. Dipenderà ovviamente da me, e da quanto riuscirò a spremermi e ad interpretare il percorso nel modo migliore.

L’unica preoccupazione alla partenza è di non andare troppo forte, so di stare bene, e gli ultimi allenamenti mi hanno confermato che dovrei avere recuperato bene dalla maratona di Connemara di un mese fa, ed essere bello pronto per tenere il ritmo giusto. So che la sfida sarà quella di non perdere tempo nelle diverse salite più o meno lunghe, ed allo stesso tempo di salvare le energie che serviranno per continuare a spingere nelle ultime miglia, dove per fortuna c’è qualche miglio piatto e meno saliscendi rispetto alla prima parte.
Nelle primissime miglia si forma a 50 metri circa davanti a me un bel gruppetto, e più avanti ancora il gruppo della prima donna. Mi tengo a distanza costante e inizio a calibrare il passo. Come oramai mio solito controllo il tempo ogni 3 miglia, cosa utile per non innervosirsi con controlli troppo frequenti, con cartelli magari anche posizionati male. A volte basta un cartello di 1km spostato di 20metri (cosa praticamente certa, visto che spesso attaccano i cartelli ai vari pali già presenti), per farti pensare di essere troppo veloce o troppo lento. Controllando ogni 3miglia (4830metri), si smussano tutti questi errorini. Le prime 3 miglia sono scandite da diversi ponti e cavalcavia e se ne vanno in 18’26″. Ritmo perfetto, visto che per stare giusto sotto le 2h40′ la media è di 18’24″ ogni 3 miglia (cioè 6’08″ al miglio, che sarebbe 3’48″/km), poi per fortuna ci sono 2-3 miglia piatte, con solo un leggero vento contro, ma veramente leggero per gli standard Irlandesi, ed infatti il cronometro conferma, seconde 3 miglia in 18’09″ (3’45″/km). Vorrei raggiungere il gruppetto davanti, fra l’altro riconosco 3 con cui ho fatto un bel pezzo anche l’anno scorso, uno dei quali corse con me per quasi 15 miglia. Accorcio piano piano, ma loro spingono decisi e non è il caso di forzare troppo. I saliscendi, anche se non ripidi riiniziano verso il miglio 6 circa, e purtroppo saranno ininterrotti fino al miglio 16-17 circa, il ritmo ne risente e dal miglio 6 al 9 sono 18’46″ (3’53″/km). Mi godo la gara, che è bella probabilmente per lo stesso motivo per cui è anche dura, molte curve anche nette, continui cambi da falsipiano a salitelle, poi scollinamenti e discesine per respirare, per poi nuovamente curvare e riiniziare con la falsipiani a salitelle varie. Voglio rientrare con il gruppo davanti che ora è fisso a 15-20 secondi di vantaggio su di me, entro il miglio 15-16 c’è tutta la parte più dura, e farla con loro sarebbe molto utile. I battiti sono andati molto bene, sotto i 150 per tenere anche i 3’45″/km è un segnale che mi da molta fiducia, superando i 150 solo per le salite. Approfitto di una discesa per spingere per 500metri e finalmente rientro nel gruppetto, che nel frattempo ha assorbito la prima donna, mentre la seconda si era staccata in precedenza.
Mi metto in scia e cerco di trovare un passo più rilassato e di riposare un pò per recuperare questo sforzo extra. Sono contento della scelta, perchè ho fatto tutta l’ascesa più dura in questo gruppetto da 7-8 persone, mentalmente è molto utile, da solo non so se avrei mantenuto questo ritmo e probabilmente avrei fatto comunque lo stesso sforzo se non peggio. Mi perdo un pò di miglia e per ben 2 volte mi gioco lo split, sia al miglio 12 che al 15. Comunque il passaggio alla mezza è in 1h20’20″. L’under 2h40′ sarà duro ma fattibile, Belfast si presta ad uno split negativo, visto che il più delle salite sono nella prima metà. Ci buttiamo in discesa e cerco di sciogliere le gambe, in vista di sensazioni peggiori, che ovviamente arrivano quando si va poi verso il km 30 e oltre. Purtroppo la discesa è fin troppo ripida, mi goderei certamente di più una discesa più leggera ma più lunga. Ma almeno la uso per rifiatare e per sciogliere con qualche falcata scalciata per far ballare i quadricipiti. Ricordo abbastanza il percorso e finalmente si arriva sul mare, da li ci saranno 2-3 miglia in un bel sentiero asfaltato fra la vegetazione ed il mare. Molto rilassante e tranquillo e finalmente in pianura per un pò. Il gruppo spinge forte e decido di prendere il mio passo, i battiti sono fin troppo alti e dopo essermi goduto la loro compagnia scelgo di tenere il battito sotto i 154. Ho la netta sensazione di stare correndo un filo troppo forte, e che non rallentando rischierei di crollare verso la fine.
Finalmente prendo lo split, in pratica un solo intertempo dal miglio 9 al 18, 9 miglia in 54’29″. Ne sono felicemente stupito e capisco il perchè dei battiti un pò altini. Dal miglio 9 al 14 era salita quasi continua e poi 4 miglia più tendenzialmente in discesa e meno salitelle. Grazie al traino del gruppo se ne sono andati alla media di 18’03″ (poco più di 3’44″/km).
Prendo coraggio anche se a tratti, dal miglio 9 al 12, le sensazioni erano un pò negative. Rispetto a Connemara 1 mese fa non mi sentivo altrettanto brillante. La giornata è comunque ok, ma non mi sento in stato di grazia come purtroppo capita solo a volte. Avevo ignorato come è mio solito le sensazioni, sia perchè cambiano, sia perchè come ho imparato dalle mia gambe, non è il caso di ascoltare le sensazioni mentre si corre in salita, ma comunque non mi avevano aiutato psicologicamente. I passaggi ai checkpoint della gara a relay sono come gli altri anni utili, come riferimento e anche mentalmente. Ci sono circa 12000 atleti in tutto per la gara a relay (staffetta), 3500 circa ad ogni checkpoint, in attesa dello staffettista precedente. Ovviamente il supporto per i podisti che fanno la maratona intera, in quei punti, è tanto. Come mio solito ho preso un gel da 40grammi al miglio 12 e poi un secondo verso il 18, e come sempre sono molto utili per poter spingere bene fino in fondo. Purtroppo a Belfast solo bicchieri e niente bottiglie, ma bevendo poco a tutti i ristori, si supplisce un pò al problema. Il resto delle miglia saranno solitarie, sempre con 2-3 podisti a vista, rimasuglio del gruppo da 7-8 di prima che si era oramai disgregato. Finita la parte sul mare si rientra nella parte cittadina, nuovamente con parecchie svolte e spesso strade in falsopiano, fortunatamente con saliscendi meno ripidi che in precedenza, attraversando una zona industriale abbastanza triste e desolata, ma fortunatamente per poche miglia. Perso lo split al miglio 21, ma lo prendo al miglio 22, sono 24’47″ per 4 miglia, cioè poco meno di 6’12″ al miglio (3’51″/km). Il ritmo è ancora valido, sono ancora esattamente il linea con un tempo appena sotto le 2h40, mi rendo conto che le prossime 3 miglia decideranno se riuscirò a farcela. E’ una gara nella gara, penso solo ad arrivare al miglio 25, mi tengo concentrato e do quello che ho, se tenessi il ritmo fino al miglio 25 sono sicuro che da qualche parte troverei le energie per fare l’utimo 1.2 miglia al ritmo giusto, anzi anche a recuperare 20-30″ se necessario. La carica per stare sotto le 2h40 mi regalerebbe qualche energia nascosta. So che devo passare al miglio 25 in 2h32′ o pochi secondi di più, in quel caso ce la farei. Recupero un paio di podisti del gruppetto precedente, ma il mio passo si appesantisce, butto anche la maglietta della salute, alla partenza c’erano 10 gradi, ma ora il sole si fa sentire, ed inizio ad avere bisogno di raffreddarmi un pò.
Annuso l’arrivo anche se purtroppo c’è un tornantino da 100 metri ma ripido, che taglia le gambe, più 700-800 metri di un rettilineo in salitina, che però essendo al miglio 24 circa diventa equivalente ad una scalata dolomitica. Cerco il miglio 25 e non lo vedo, le 2h32′ passano e si avvicinano le 2h33′ e niente cartello del miglio 25, spero di non averlo visto invece appare. Lo passo in 2h33’40″, dal miglio 22 al 25 in 19’01″, 6’20″ al miglio (3’56″/km). Purtroppo sto pagando la fatica sulla distanza, e sicuramente le numerose salite e salitelle si fanno sentire. Ho avuto un piccolo contraccolpo mentale che mi ha reso il passo un pò pesante, il 2h39 è oramai andato, dovrei fare 1.2 miglia in 6’20″. A mente, durante la gara, ovviamente i conti erano più approssimativi, ma sapevo che avrei dovuto correre ad un ritmo proibitivo, che ora calcolatrice alla mano so che sarebbe stato di correre 1930metri alla media di 3’16″/km, infattibile su quelle gambe affaticate.
Una leggera discesa dopo il lungo rettilineo in salita mi aiuta, riprendo morale e sempre ad occhio e croce penso che ora 2h41 è l’obiettivo, ho perso 40″ circa nelle ultime 3 miglia e il prossimo miglio non sarà certo spumeggiante, farò l’ultimo 1.2 miglia in 7’33″, cioè poco più di 3’54″/km! Non c’è benzina per aumentare, se non poco, infatti non riesco a recuperare i 2 podisti che ho a vista, fra 40 e 60 metri davanti a me. Arriva finalmente la fine, mi rendo conto di avere fatto un’ottima gara, e la delusione per il mancato under 2h40 è già dimenticata. Poche volte finisco a braccia levate, ma questa è una di quelle volte in cui mi viene spontaneo, con sorriso ebete annesso (quello è fisso alla fine di ogni maratona, con qualsiasi tempo), 2h41’12″ e miglior tempo limato di 4 minuti tondi tondi (era 2h45’14″ proprio qui a Belfast nel 2007, sullo stesso percorso).
Per la terza volta Belfast mi regala il personal best in 3 anni, 2h53, 2h45 ed ora 2h41, nonostante il percorso tosto Belfast ha il suo fascino e lo considero un gran bel percorso. Si parte dal centro dove si ripassa 2 volte, più si godono le colline attorno, e si rientra da un percorso lungo il mare. Si sconta qualche passaggio noioso in una zona industriale per finire all’interno di un bel parco. Circa 250metri di ascesa (arrivo praticamente allo stesso livello sul mare della partenza), ma se vi piacciono i saliscendi non ripidi e vi annoia il piatto e dritto, segnatevi Belfast perchè fà per voi.

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La mia terza Maratona di Connemara si conferma la migliore

Per la terza volta corro la Maratona di Connemara. Gara bellissima, nello strano e sperduto paesaggio Irlandese di Connemara, nel bel mezzo del nulla. Come nei due anni precedenti, sono piu allenato dell’anno prima, e sempre con una gran voglia di fare questa maratona. E’ da 2 settimane che oramai non vedo l’ora e finalmente posso avviarmi a prendere l’autobus per farmi portare alla partenza. Ci sono tre gare, come gli altri anni, una ultra lunga una maratona e mezzo, la maratona e la mezza maratona. Arrivo in comune, ed ogni gara “raccoglie” i partecipanti di quella dopo. Alle 9 parte la ultra, alle 10:30 la maratona ed alle 12 la mezza. Cosi ho il tempo di incitare l’amico Vasiliy, che fa l’ultra maratona, e passa alla nostra partenza fortissimo, in 1h21′, ma ha ancora una intera maratona davanti a lui che lo aspetta. Alla partenza il tempo è di una variabilità incredibile, neve mista grandine per 3 minuti, poi sole, e poi nuvole e sereno. C’è un sacco di vento e qualcuno mi avvisa che sarà sempre contro nella prima mezza.
Come sempre i dubbi sulla preparazione un pò ci sono, e soprattutto sul tempo, nel 2006 era stato infame per tutta la gara, nel 2007 splendido per tutto il giorno, come quasi è impossibile che sia a Connemara. Finalmente si parte e quest’anno nessuno di stacca a ritmi per me impossibili come l’anno scorso, facciamo subito un gruppetto da 4/5 in testa. In vento è forte e per tutta la prima mezza sarà piu o meno sempre contro. Mi scaldo in fretta e mi metto bello rilassato sul ritmo, aspettando di scaldarmi e di cercare di capire che giornata è, se sto bene, o meno, e soprattutto cosa ne pensano le gambe a questo proposito. Nel frattempo dopo 3 miglia rimaniamo in 2, fra l’altro con un ragazzo che conosco. Il ritmo, considerato il vento e i saliscendi che a Connemara sono ovunque è buono. Dopo 6-7 miglia alla prima salita lunga e un minimo tosta noto che il passo dell’amico è un filo troppo deciso per me, i miei battiti sono alti già per colpa del mix vento a saliscendi. Allora inizio a prendere il mio ritmo, devo tenere il cuore più giu, sono già a 150 e non è un ritmo che posso tenere dall’inizio. Perdo piano piano terreno, ma poco male, sono sicuro che sia il ritmo giusto per me. Come sempre Connemara è splendita, tutta da godere, a parte il vento che ho odiato parecchio, lo scenario è ancora una volta unico. Spesso da una parte c’è il sole e dall’altra si vedono delle cime innevate e avvolte nelle nuvole basse, poi inizia a nevicare misto grandine per 30 secondi, poi arriva il sole. Al miglio 10 so che finalmente ci saranno 3 miglia tendenzialmente in discesa, fino ad arrivare al passaggio alla mezza. Il battistrada è sempre la davanti, un centinaio di metri di vantaggio, sempre con un bel passo convinto, mi da proprio la sensazione di correre bene e deciso.
Passo alla mezza ma non so bene il tempo, mi sono perso il punto esatto, credo fra 1’23″-1’24″. L’anno scorso ero passato in 1h24′ ma con questo vento considero il passaggio un miglioramento notevole. Come sempre al metà via, nel paesino di Leenan, vedo i 3000 partenti della mezza maratona a pochi minuti dalla partenza della loro gara. La seconda parte della gara è la piu tosta, ci sono i 2/3 belle salite, e si parte subito con uno strappetto ripido, forse 1km o giù di li, non il più lungo ma probabilmente il più ripido di tutto il percorso. Mi accorgo che il sole inizia anche a scaldare un pò, e butto il windstopper che tanto mi ha fatto comodo nella prima mezza (per la cronaca è stato il capo da running ricevuto in un pacco gara piu utile della storia. L’ho ricevuto a Firenze 2004, l’ho usato tantissimo per 3 anni e mezzo. Era un pò andato, ma non potevo buttarlo cosi, nel bidone. Ci ero quasi affezionato, mentre sacrificarlo per partire piu coperto a Connemara per poi buttarlo strada facendo è stata invece la più degna dismissione). Come da 2/3 maratone ho preso un gel da 40 grammi al miglio 12 e ne riprendo un’altro al miglio 16 (con i km faccio al km 20 e al 30). Le sensazioni sono buone, l’amico davanti ha preso piu margine, ma appena c’è vista lo vedo sempre la, un minutino davanti a me.
So, ovviamente, che l’unico modo per sperare di prenderlo ed allo stesso tempo per non farsi prendere da altri è quello di correre al meglio la gara, se poi gli altri ne hanno di più di me, ci sarebbe comunque ben poco altro da fare. Conosco Connemara, quindi non spingo troppo, voglio tenere fino al km 30 i battiti entro i 150, salite toste a parte, dove ovviamente si va sempre un pò troppo su di battito. Il terzo che probabilmente non si era mai staccato di tanto, mi passa, ma mi assesto a circa 30 metri dietro di lui. C’è ora tutta una parte ondulata, il vento non c’è più, finalmente, ed ora al 70% circa è sole, mentre le piccole tempestine di neve mista a grandine sono sempre meno e sempre piu corte. E’ una goduria allo stato puro correre, saliscendi ma non troppo duri, curve in continuazione, ed il panorama che cambia ogni 50 metri. Non sono nemmeno in una gara, il tempo scorre senza sentirlo, bisogna solo correre e rilassarsi, godendosi il percorso metro per metro. Ad un certo punto mi distraggo sulla vista, sole e sereno nel lato destro, a sinistra nuvole nere e basse che si spostano velocissime, sulle cime spolverate di neve. Solitamente le mie sensazioni non le ascolto troppo, perche’ poi cambiano, ma inizio ad essere ottimista, credo proprio che le gambe volino, e dopo 2/3 miglia in cui cerco di limitarmi, inizio a lasciarmi andare dal miglio 19 circa. Riprendo il podista in seconda posizione, scambiamo due parole. Gli chiedo come sta, mi dice che sta bene, io gli dico che sto rifiatando, in attesa della parte tosta nel finale. Dopo poche centinaia di metri inizia a staccarsi, ed io continuo a lasciare andare le gambe. Ora i battiti salgono e la corsa è più impegnativa, ma passo il miglio 20 e 21 e la fine è vicina. Con le miglia invece dei km, il miglio 20-21 sono una soglia psicologica importante, non sei arrivato, ma inizi ad annusare l’arrivo! Sono convinto di poter tenere il ritmo fino in fondo. Il primo, la davanti, continua ad apparire più vicino, corre ancora bene ma sto visibilmente guadagnando. Mi sforzo di non spingere troppo, l’entusiasmo e la voglia di affrettare l’aggancio non portano buoni consigli. Per fortuna in qualche discesa avevo fatto qualche falcata scalciando le gambe e sciogliendo le coscie (un retaggio da calciatore che mi sta tornando molto ma molto utile), soprattutto la parte sotto, che solitamente mi si indolenzisce, avvicinandosi e passando i 30km di gara. Questo mi da spesso brutte sensazioni, ma è praticamente normale, e fortunatamente ci ho fatto l’abitudine piano piano, durante le mie precedenti 14 maratone. Ho le gambe sciolte, senza dolori, e spingere è un faticoso piacere, battiti oltre i 155, ma ora a 4 miglia dalla fine ci sta. Al miglio 22 sta per iniziare l’ascesa più tosta, cosidetta “The Hell of the West”. Non è ripidissima ma è lunga, e certamente se la chiamano infernale è proprio perchè arriva alla fine. Alla base della salite ripiglio il battistrada, scambiamo una battuta, gli dico di tenere duro ma ho un altro passo e lui non credo abbia nemmeno provato a seguirmi. Come l’anno scorso testa bassa per la salita e ci ho dato dentro ancora di più che in pianura. C’è il sole, e non c’è vento, inizio ad annusare la fine, e nonostante io non sia uno da classifica, sapere di essere primo, fa comunque un suo effetto. A parte avere la macchina della polizia (qua si chiama Garda) davanti, che di per sè rovina il paesaggio, a questo punto però ci tengo a provare a stare davanti fino in fondo. Come spesso faccio per una parte della gara ho usato il lettore mp3! Se correre in mezzo alla natura, ascoltando se stessi e i rumori che ti circordano, o godersi un ambiente silenzioso è bellissimo, a volte mettere come sottofondo a tutto questo della musica che piace ed ispira, è altrettanto fantastico. Un bel rock aggressivo e ritmato mi da una man su per la salita (se non erro BlackJack degli Airborne e poi She Goes Down dei Gottard, a cavallo della salita più lunga), e come l’anno scorso la faccio un pò come una ripetuta. L’ascesa finisce ed uno di quelli della mezza mi riprende. Al mio miglio 16 circa mi aveva ripreso il primo della mezza, un keniano con un gran bel passo. Seguire qualcuno della mezza al miglio 16 sarebbe stato un suicidio, ma ora questo podista non è poi cosi piu veloce di me allora lo sfrutto come traino, mi faccio dal miglio 24 al 25 con lui, e ci scapperà il miglio più veloce di tutta la gara, lo lascio leggermente andare ma anche il miglio dal 25 al 26 se ne va veloce, probabilmente il secondo miglio più veloce della gara o giu di li. Forse per la prima volta nelle mie 15 maratone mi giro per vedere dove è il secondo, e non per controllare se attiva un’auto ed evitare di essere investito attraversando la strada. Non c’è traccia degli altri 2, e con il piu classico dei sorrisi ebeti (almeno cosi a me è parso, poi nelle foto la faccia è sempre poco sorridente) taglio il traguardo in 2h48’40″. Il tempo mi rende felicissimo, poco meno di 4′ in meno dell’anno scorso, ma con un vento che sicuramente mi ha tolto un altro minuto o due. Ovviamente arrivare primo e’ una gran bella ciliegina sulla torta, una emozione che non pensavo proprio che la corsa mi avrebbe potuto concedere, ma a Connemara tutto è possibile!!!

ps: ancora non ho trovato foto, ma le troverò, ha messo qualche cosa nel suo blog Monica, ufficialmente la mia portafortuna in questa uscita a Connemara 2008!!! Devo dire che però anche io non ho portato male a lei, che ha fatto 1h58′ di tempo reale, ma perdendo 2-3 minuti per via di un ponte stretto alla partenza della mezza maratona. Quindi ha praticamente disintegrato il suo miglior tempo sulla mezza (se non erro 2h04′) con qualche cosa attorno a 1h56′ in una mezza piena di salite come Connemara!!!

ps2: per i miei propositi maratonistici il 2h48’40″ di domenica è una ottima premessa per gli auspici di rompere finalmente il muro delle 2h40! Nel 2006 a Connemara corsi in 3h03′ ed un mese dopo a Belfast corsi in 2h53′. Nel 2007 a Connemara corsi in 2h52′ ed un mese dopo a Belfast corsi in 2h45′. Mi fermo qui :) … aggiungerò magari un commento il 6 Maggio, visto che il 5 Maggio dovrei essere a Belfast a correre la Maratona.

A quanto pare …

Sono zio per la seconda volta! Benvenuta a Lavinia, nata stamattina alle 11:30! Complimenti alla partoriente Fosca che, nuovamente in anticipo, ha deciso che era ora, e si è buscata, nuovamente, una dose non nota di punti di sutura.
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…L’Economia attuale e’ come un palloncino che si gonfia…

anche questo molto chiaro:

La versione di Grillo, valida anche questa come contenuti, ed ovviamente addizionata di comicita:

Daniele e la sua passione per la Maratona

Daniele ha come me e tanti altri, una passione per la corsa e la Maratona. Dopo la sua prima esperienza in maratona ha deciso di pubblicare un libro, usando il servizio online Lulu, dove ha raccolto la storia del suo esordio in maratona. Ha incluso i post ed i commenti del suo blog, per tutta la durata della preparazione alla maratona. Questo è il link al relativo post nel blog di Daniele, che parla del suo “Da 0 a 42,195 km”, acquistabile in formato digitale o cartaceo tramite questo link, dal sito Lulu.com!

Introduzione del libro: “Questo libro porta su carta l’insieme di articoli ed i relativi commenti apparsi sul mio blog dal momento in cui è nata l’idea di voler partecipare alla Maratona di New York. In queste pagine si ritrovano tutte le sensazioni provate da gennaio 2007 fino al 4 novembre 2007, giorno in cui si è corsa la gara. L’idea, la preparazione, gli imprevisti, la fatica, la gioia e l’entusiamo: tutto quello che ho vissuto per diventare un New York City Marathon Finisher. Non ho mai corso in vita mia, è stata una sfida nata dal nulla e questo è il suo racconto.” daniele_book.jpg

Favola della sera cybernetica: “Internet, un luogo veramente cruento e spudorato”

Giusto stasera mi e’ giunta una missiva dall’amico Andrew, che mi fa pensare come Internet sia un luogo di perdizione, cruento e maleducato! Mentre l’amico Andrew gironzolava per la suddetta Internet, ha pensato bene di cercare la nuova agoniata scheda grafica, la mitica fga, di non so quale produttore, ma certamente in grado di prestazioni mirabolanti, abile nel maneggiare milioni, ma che dico milioni, miliardi di poligoni al secondo, ma anche segmenti, punti, cubi e sono abbastanza certo che se la possa cavare bene anche con le sfere!
Insomma, come da copione, il buon Andrew non esita un secondo e si reca nel mitico buco nero della rete, il mostro dal corpo di ragno e con le teste di Sergey Brin e Larry Page. Cerca un po’ di combinazioni, “scheda di rete fga”, nulla …
“la meglio scheda video ultraveloce” nemmeno ….
“prezzo listino scheda top poligoni” … nisba!
“meglio del meglio della scheda fga del” … doh!
“alora sta scheda fga me la vendete o no” … niet!

Andrew sconfortato ricorda un vecchio detto, “si fa sempre in tempo a rendere le cose complicate”, ed inserisce “fga”.
Felice dell’intuizione ma rattristato dal non ricordare la fonte del vecchio detto, bramoso del possibile risultato e confidente nelle vibrazioni positive che il suo supermouse con rotelle multiple gli comunica, clicca il fatidico “Cerca”.
Pochi istanti e finalmente il risultato viene visualizzato. Andrew non crede ai suoi occhi, la sua sensibilita’ traballa, le sue candide speranze da smanettone geek si infrangono contro la dura realta’ della vita di strada. Il risultato c’e’ ma non e’ quanto auspicato, anzi la sua sensibilita’ ne viene immediatamente ed irrimediabilmente offesa.

Su Andrew, non te la prendere, non fare causa a Google per danni morali, non ne vale la pena, Internet e’ veramente un luogo cruento e spudorato” …

Clicca su “more” per vedere l’allegato del buon Andrew
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